Archivio per gennaio 2009

Informazione deformata o oscurata

Deformazioni (Thenadey su Flickr)

Deformazioni (Thenadey su Flickr)

Sono molte le tecniche per orientare le masse. Se ne interessano gli studiosi di psicologia, massmediologia, politica, sociologia, etc.

Nelle scuole di giornalismo, siamo sicuri che -nei prossimi anni- si insegnerà la eccellenza nel deformare e oscurare le informazioni attuate in specie in Italia.

Come è stata trattata la manifestazione del 28 gennaio 2009 a Piazza Farnese a Roma è un esempio di scuola:

1) Non dare la notizia della manifestazione fino in prossimità dell’ora del suo inizio di modo che non si potesse scegliere di andarci.

2) Estrarre un episodio di una personalità intervenuta (Antonio Di Pietro) e “deformare ciò che era stato detto” affinché si potesse parlare di ipotetiche accuse al Presidente delle Repubblica e non di cosa avesse trattato la manifestazione.

3) Presentare una divisione nella rappresentanza dell’IdV (quando sia Di Pietro dichiarava e anche la sua dirigenza che non c’è intenzione di offendere il Presidente Napolitano, ma un invito a vigilare) per squalificare la dirigenza.

4) Oscurare le notizie nazionali ed internazionali di ciò che di rilevante stia accadendo nel mondo.

Per vedere quanto siano non emozionali, ma scientifiche, tali tecniche esaminiamo la prima pagina sia del Corriere.it, di Repubblica.it, dell’Unità.it in merito ad una notizia di estrema rilevanza:

notizia:

«E gli islandesi vincono la rivoluzione. Dimissioni del Governo»

cit on

Così dopo tre mesi di proteste e smaltiti i festeggiamenti natalizi, gli islandesi sono tornati alla carica assediando il parlamento ad oltranza, fino a che il governo non ha alzato bandiera bianca e il primo ministro si è dimesso annunciando elezioni anticipate per il prossimo maggio.


cit off

tratta da Agoravox.it (27/01/2009)
agoravox.it

Corriere.it il 30/01/2009 ore 10.35 e giorni precedenti non da la notizia.

unici cenni non pertinenti ma generalisti:
link1:
16 dicembre 2008: ma il rifermento è alla crisi finanziaria

link2:
29/01/2009: ma il riferimento è a Johanna Sigurdardottir

Analoghe sono le situazioni su Repubblica.it e Unità.it

Unità.it
dove in un pezzo del 29/01/2009 sostanzialmente si mette l’accento che la personalità politica Johanna Sigurdardottir sarebbe lesbica, ma non sulla notizia di agoravox.it

Si potrebbe obbiettare:
“Ma evidentemente la notizia la conosceva solo agoravox.it! .. perché incolpare le maggiori testate della stampa italiana di non dare le notizie o darle deformate?”

Rispondiamo:
“Se però si immette su google la parola «Geir Haarde» si può vedere che molti mezzi di informazione parlano dei fatti che stiamo esaminando, ma non le maggiori testate italiane di giornalismo”.

Ad esempio la cita il giornale: 26/01/2009
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=323932

Ma mascherando -mentre ciò avveniva- che il parlamento sia stato sottoposto ad un assedio pacifico che chiedeva le dimissioni di chi aveva avuto le massime cariche dello stato quando l’Islanda andava in fallimento.

Ora per cercare di comprendere come sia gestita l’informazione in Italia .. gli elementi esaminati non sono trascurabili.

Certamente tale modo di fare può essere ammantato del concetto di assolvere -con responsabilità- la funzione di informare e non incitare le masse a comportamenti contro la legge.

Gli Italiani sono quindi dei minus habens? degli individui da trattare come ritardati mentali?

Possiamo tranquillamente rispondere che gli Italiani nella loro generalità non sono degli stupidi, e infatti IdV sta aumentando di consensi non perché è un partito qualunquista e genericamente di protesta, ma perché propone proposte credibili, esaminabili alla luce del sole.

La crisi non è metereologica, ma ha delle responsabilità sia nel suo innesco, sia nella sua gestione, sia per il come e se e quando ne possiamo uscire.

Se ne può uscire facendo cose razionali e non raccontando barzellette, né deformando o oscurando l’informazione.

Grazie dell’attenzione,

Ing. P.T.
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il caso Nicola Di Girolamo

Zitto ragazzo, zitto che siamo in mezzo al mare ..

“Zitto ragazzo, zitto che siamo in mezzo al mare, è inutile che dici che non raggiungiamo la riva. Nuota in questo mare e cerca di portare l’Italia in una democrazia migliore”.
Antonio Di Pietro 28/01/2009 Piazza Farnese (Roma)

Segnaliamo il caso di Nicola Di Girolamo traendo il quadro dal

Corriere.it

Il fatto interessante è però questa dichiarazione del senatore Casson, che traiamo da

Virgilio NOTIZIE

Ne riportiamo anche il testo:


cit on

Titolo:
Senato/ Casson: Pdl e Lega allergici al concetto di legalita’

Roma, 29 gen. (Apcom) – “Quanto avvenuto oggi nell’aula di palazzo Madama in merito al senatore Nicola Di Girolamo rappresenta una palese violazione del regolamento del Senato e, ancor più, un vergognoso comportamento politico”. Lo afferma in una nota il senatore del Pd Felice Casson, che aggiunge: “La Giunta per le Elezioni aveva, infatti, preso quasi all’unanimità una decisione che la Pdl ha oggi clamorosamente smentito con un voltafaccia che nulla ha di dignitoso”.

“Vi è stato – aggiunge – un procedimento approfondito al termine del quale sono emersi gravi elementi in base ai quali la Giunta aveva deciso per il decadimento di Nicola Di Girolamo dalla sua carica e per il subentro del primo dei non eletti della Pdl. Oggi la maggioranza ha sconfessato la decisione di un importante organismo di controllo del Parlamento senza portare alcuna motivazione concreta, se non quella di impedire il corretto rispetto delle regole. C’è stata una palese violazione delle norme – conclude Casson – mentre le aule parlamentari dovrebbero essere il luogo principe del rispetto della legalità. Ma a questo Pdl e Lega sono evidentemente allergici”.


cit off

Commento:

Ecco cosa intende la IdV quando dice che c’è un problema di rispetto delle regole e che necessita attenzione affinché le leggi siano applicate.

In un momento in cui vi sono difficoltà internazionali sia sull’economia, sia nel mondo del lavoro, la società riesce a non scivolare nell’anarchia solo se le leggi non sono applicate in modo ondivago.

E farebbero bene a notarlo -in molti- nel PD. Comunque non abbiamo difficoltà a riconoscere la nostra stima al senatore PD Felice Casson.

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Diretta su www.c6.tv sul caso Apicella

Dalle ore 9.00 di oggi 28 gennaio 2009

In diretta da Piazza Farnese a Roma, la manifestazione organizzata
dall’Associazione Nazionale dei familiari delle vittime della mafia per
la giustizia e a sostegno di Luigi Apicella.
Intervengono:

Serenetta Monti, Emiliano Morrone, Salvatore Borsellino, Sonia Alfano,
Beppe Grillo, Antonio Di Pietro, Marco Travaglio, Carlo Vulpio.

Diretta:

sia sul sito di Beppe Grillo
http://www.beppegrillo.it/

sia sulla tv c6
http://www.c6.tv/

sia sul sito di Antonio Di Pietro
http://www.antoniodipietro.it/

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Vita da pendolare?

In ritardo anche stasera di Luigi Migliavacca

"In ritardo anche stasera" di Luigi Migliavacca

La foto di oggi è la vincitrice del 6° concorso fotografico “Città di Ciampino” anno 2008.

Si aggiudica il primo premio un trentasettenne milanese: Luigi Migliavacca.

A lui vanno 1500 euro per avere convinto la giuria sul tema “Vita da pendolare”.

La motivazione della giuria:

“Per la qualità espressiva del tema trattato e la nostalgica ironia dell’attesa […]”

Un nostro commento:

Traiamo dal periodico di politica cultura e attualità “Comune Informa” nov 2008 la “diffusione dei dati sull’inquinamento acustico”(pg.3)  relativo alla Città di Ciampino, oltre che la foto di apertura (del periodico) con il cane che aspetta il treno ..

Su questo Blog abbiamo già visto la gravità di tali dati che -del resto- non sono gli unici a preoccupare visto che vi sono quelli sugli inquinanti dell’aria, anche essi -spesso- oltre i limiti di legge.

Per informazioni più di dettaglio si veda il nostro Blog alla data del 31 dicembre 2008 con il titolo “Statistiche di Ciampino”.

Quindi non è una questione di nostalgia da evocare, ma una presa di coscienza che non si può passare sotto silenzio il fatto che andrebbero prese urgenti iniziative per la situazione di rischio per la salute dei cittadini.

L’area dei Castelli Romani, in cui si situa la Città di Ciampino, va tutelata come patrimonio che -da sempre- è nella mitologia del clima salubre e della bellezza del territorio, delle vigne, e della natura.

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3 giorni alla settimana?

<i>robot by lenaah</i>

robot by lenaah

Sul sole 24ore di oggi la seguente notizia:


cit on

La Gran Bretagna fa i conti con la recessione e il governo cerca di correre ai ripari. Torna così ad affacciarsi la prospettiva della settimana lavorativa di tre giorni. Secondo l’edizione odierna dell’«Independent», che cita fonti governative, Londra starebbe considerando la possibilità ridurre l’orario di lavoro per salvare le imprese.

Sono già decine di migliaia le aziende che hanno manifestato l’intenzione di ridurre la settimana lavorativa. E molte, soprattutto nel comparto automobilistico, sono pronte a introdurre la settimana di tre giorni. Il governo sarebbe così orientato a introdurre degli incentivi per i lavoratori anche se fonti ministeriali negano che ci sia un piano «imminente» in questo senso.

L’obiettivo è comunque quello di evitare il boom della disoccupazione che già tra settembre e dicembre è balzata ai massimi dal 1997, al 6,1%. Proprio nei giorni scorsi la mitica casa automobilistica Bentley, che annovera la Regina Elisabetta tra i più prestigiosi clienti e le cui vetture si vendono a listino attorno alle 250 mila sterline (264 mila euro), ha annunciato la sospensione della produzione per sette settimane a causa della caduta della domanda.

La settimana corta era già stata introdotta nel Regno Unito negli anni ’70. Nel ’73 lo sciopero dei minatori delle miniere di carbone aveva costretto il governo a imporre una settimana di tre giorni di emergenza.
L’orario ridotto era rimasto in vigore per tre-quattro mesi.


cit off

Commento:

Il problema, quindi, è strutturato nel progettare una diminuzione della forza lavoro basata sugli umani, _ma anche_ andarsi a domandare di che cosa dovrebbero vivere gli umani che prima avevano un potere economico basato sul lavoro.

Il problema l’abbiamo già visto nei giorni scorsi, qui sul blog, ma è dagli anni ’80 che è noto il fatto che si potrebbe automatizzare -quasi al 100%- un qualunque ciclo industriale ricorrendo solo agli automi.

Se la società non si saprà organizzare introducendo il concetto di “minimo vitale” a fronte del fatto che non serve più forza lavoro umana per produrre ricchezza per coloro che hanno accesso ai capitali, spesso finanziati (come nel mercato dell’auto) da interventi pubblici, quindi resi disponibili tramite la tassazione, allora, la società collasserà.

Non si tratta -in primis- di garantire e aiutare che le intelligenze possano esprimersi .. cosa che va senzaltro fatta(!) .. in seconda battuta.

Si tratta di organizzare il diritto a vivere senza morire di fame e di freddo, come prime misure.

Tali capacità organizzative vanno elaborato -dalla politica- prima che la situazione degeneri.

La situazione -anche in Italia- già risente della violenza della perdita di lavoro, delle violenze sui più deboli, e quindi spesso sulle donne.

Non ci si può svincolare raccontando qualche barzelletta come:
“Servirebbe un militare per ogni bella ragazza”.

Abbiamo l’opportunità di capire che non possono essere privatizzati gli utili e collettivizzate le perdite come nella gestione ALITALIA.

Serve gente responsabile e che valuti che per problemi veri necessitano progetti che funzionino.

Ing. P.T.

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Congresso IdV Provincia di Roma: adnkronos

Giovanni Colagrossi (IdV)

Giovanni Colagrossi (IdV)

Dalla agenzia adnkronos:


cit on

Regioni – Lazio

Succede a Ezio Paluzzi attualmente assessore alla Provincia

Idv, Colagrossi nuovo segretario provinciale Roma

“C’e’ bisogno di lavorare ad un progetto forte che tenga conto delle grandi questioni quali la sicurezza, l’ambiente, la mobilità”

ultimo aggiornamento: 24 gennaio, ore 19:39
Roma, 24 gen. – (Adnkronos) – E’ stato eletto oggi segretario provinciale di Roma dell’Italia dei Valori, Giovanni Colagrossi. Capogruppo dell’Idv nella Regione Lazio, Colagrossi succede a Ezio Paluzzi attualmente assessore alla Provincia di Roma. Dal II° Congresso provinciale e’ stata approvata all’unanimita’ una mozione unitaria che delinea le nuove sfide che l’Idv vuole cogliere sul territorio della provincia di Roma.

”L’Italia dei Valori in provincia di Roma negli ultimi dieci anni e’ molto cambiata, – ha dichiarato Colagrossi al Congresso del provinciale del partito – da partito di opinione e’ diventato partito degli iscritti uscendo dalla cultura del movimento per approdare a quella dell’istituzione, con un radicamento sul territorio e vicino agli interessi veri dei cittadini”. ”I prossimi anni saranno cruciali per l’assetto istituzionale e territoriale della provincia di Roma – ha spiegato Colagrossi – dall’adozione dell’Area Metropolitana allo sviluppo del Piano Regolatore di Roma, dall’impostazione di una viabilita’ piu’ attenta alle esigenze della mobilita’ all’individuazione di nuovi modelli di sviluppo territoriale”.

“C’e’ bisogno di lavorare ad un progetto forte – ha aggiunto il neo segretario – che tenga conto delle grandi questioni quali la sicurezza, l’ambiente, la mobilita’, le emergenze che quotidianamente insorgono a causa della mancanza di politiche programmatorie per dare soluzioni concrete ai problemi dei cittadini – ha concluso Colagrossi – perche’ e’ a questi che la politica deve rispondere per essere all’altezza delle grandi sfide che l’attendono. ”


cit off

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Gran Bretagnia in recessione

by Layefsky

by Layefsky

Anche la Gran Bretagna vede il PIL (prodotto interno lordo) in diminuzione dell’1,5 nell’ultimo trimestre del 2008 (Q4), rispetto al trimestre precedente (Q3):

PIL(4° trimestre 2008)=PIL Q4
PIL(3° trimestre 2008)=PIL Q3

Supposto il PIL 2003=100 (normalizzato)

PIL Q4′ = 110.3
PIL Q3′ = 112.0

[PIL Q4′ – PIL Q3′]/[PIL Q3′] = -1,5/100

Infatti:

[110.3 – 112.0]/[112.0] = x/100

x = [[110.3-112.0]*100]/[112.0] = -1.51

Quindi -1.5/100 = -1.5%

Info:
http://www.statistics.gov.uk/pdfdir/gdp0109.pdf

Grafici:
http://www.statistics.gov.uk/cci/nugget.asp?id=192

Articolo:
sul sole24ore

Detto tutto ciò, a nostro avviso siamo nel meccanismo seguente:

Tabella A:
(di evoluzione in ipotesi di non intervento di modifiche):

a1) Vi è meno denaro in circolazione a causa del fatto che molta parte della società perde il lavoro o ingenti somme su investimenti (non può pagare il mutuo della casa, o si deprezzano i valori dei titoli in borsa, etc).

a2) A causa del poco denaro in circolazione si acquistano meno merci e servizi.

a3) Poiché sono richiesti meno merci e servizi la produzione diminuisce.

a4) La diminuzione della produzione causa la richiesta di meno forza lavoro e aumenta la disoccupazione o la cassa integrazione.

a5) Si riva al punto “a1” di questa tabella “A”.

Supponiamo ora la seguente

Tabella B:

b1) Interviene lo stato a finanziare opere di pubblica utilità.

b2) Vi è più gente che dispone di denaro e si osserva una maggiore richiesta di merci e di servizi

b3) Poiché sono richiesti più merci e servizi la produzione aumenta.

b4) L’aumento della produzione causa la richiesta di più forza lavoro e aumenta la occupazione.

b5) Si rivà al punto “b2” di questa tabella “B”.

Vediamo ora una tipologia di intervento statale che potrebbe danneggiare la occupazione, anziché diminuirla:

Tabella C:

Supponiamo che si finanzino incentivi per l’acquisto dell’auto.

c1) Si comprano più auto perché a più basso costo.

c2) La vendita di auto richiede un aumento della produzione.

c3) L’aumento della produzione potrebbe richiedere più occupazione e innescare un circolo virtuoso, ma i maggiori capitali sono investiti nella robotica e il numero di occupati resta costante nonostante l’aumento della domanda della forza lavoro.

c4) La diminuzione della occupazione non porta aumento della domanda di auto.

c5) Finiti gli incentivi sugli acquisti vengono espulsi altri operai dal ciclo di produzione, si va al punto “c4” precedente, osservando che non è il finanziare il ciclo di produzione che aumenta la occupazione, ma -anzi- lo diminuisce se gli incentivi sono destinati alla robotica, anziché alla forza lavoro operaia.

Siamo infatti in un epoca “post-industriale”, in cui non è più vero che la forza lavoro sia solo la classe operaia, ma -in alternativa- anche il cambio del ciclo di produzione, verso la automazione degli impianti.

Non bisogna -allora- andare verso il futuro?

Non bisogna usare i cicli di automazione o la robotica?

A nostro avviso bisogna senzaltro andare verso la automazione e la robotica, e tutto ciò che può alleviare il lavoro umano, ma servono nuovi modelli di distribuzione delle risorse.

Necessita, in breve, il concetto del diritto al minimo vitale.

In Italia lo stato sociale non è tutelato per tutti gli italiani.

Gli operai -ad esempio- se escono dal ciclo di produzione hanno diritto a delle tutele, ma chi nel ciclo non vi è mai entrato?

Come potrà acquistare -ad esempio- una casa un laureato o trovare un lavoro .. se la società non lo accoglie?

Lo stesso vale per una casalinga o un pensionato se l’affitto o le spese per vivere sono maggiori divengono maggiori di quanto dispongono.

Si noti che distribuire ricchezza -sempre per esemplificare- anche al disoccupato (o impiegato in assestenza non retribuita) genera ricchezza!

Infatti saranno richiesti (anche dai disoccupati che disponessero di possibilità di spendere per generi di sopravvivenza) prodotti e servizi, ma la ricchezza prodotta e pagata da chi la acquista deve trovare non solo pochi soggetti benestanti che concentrano le risorse, ma più soggetti (tutta la società) verso cui creare un equilibrio -almeno di minimo vitale- che tenga in equilibrio il sistema sociale.

Fronteggiato il minimo vitale, il sistema dovrebbe tendere a una ottimizzazione delle risorse che non necessariamente sono destinate a espandere in una dinamica esplosiva, o contrarsi in una dinamica implosiva.

Ad esempio perché non valutare un raccordo tra gli studi di ogni singolo e le necessità della società (?) per cui le competenze acquisite poi possano trovare un utilizzo .. anziché creare dei disoccupati?

Perché non interessarsi (?) -con l’assistenza sociale- a coloro che vanno aggiornati su nuove competenze al fine di essere introdotti di nuovo nel mondo del lavoro .. che sarà sempre più intellettuale che manuale?

La gestione dei cicli economici non è da lasciare nelle mani di pochi che concentrano il 90% della ricchezza mondiale, altrimenti avremo guerre, insurrezioni, povertà, disperazione.

E’ un ragionamento da fare in pubblico .. sapere dove vogliamo andare perché una volta che saremo lì ..  sarà bene che sappiamo cosa ci aspettava ..

Ing. P. T.

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