Archivio per 4 gennaio 2009

Resi noti i conti dello stato nel 2008 ..

Dal giornale “il sole 24 ore”

troviamo la pubblicazione dell’ammontare di quale sia la differenza

entrate-uscite = -52,9 miliardi di euro (chiusura del 2008).

oppure

uscite-entrate = +52,9 miliardi di euro (chiusura del 2008).

Ossia sono di più i soldi che escono dalle casse dello stato italiano, dei soldi che vi entrano.

Lo stato italiano, naturalmente copre questo ammanco con la emissione di titoli di stato, o certificati analoghi, e ciò significa:
1) Che si fa prestare i soldi (52,9 miliardi euro) di cui non dispone
2) Che dovrà pagare degli interessi sul cosidetto “debito pubblico” che continua a aumentare.
3) Che l’incremento di questo debito del solo 2008 -rispetto all’anno precedente(2007)- è aumentato del 79%.

Non si confonda l’ammontare del debito pubblico complessivo (fino al 2008) con il solo anno 2008 rispetto al 2007.

Infatti l’ammontare del debito pubblico complessivo è il seguente:

circa 1600 miliardi euro al settembre 2008

fonte bettegrillo-meetup

Quindi limitiamoci al 2008 in riferimento al 2007 e vediamo come è stato calcolato l’incremento:

Nel 2007 il “disavanzo”=(uscite-entrate)=29,5 miliardi di euro (2007)
Nel 2008 il “disavanzo”=(uscite-entrate)=52,9 miliardi di euro (2008)

Ora l’incremento di tale disavanzo si calcola con la seguente proporzione:
(52,9-29,5)/29,5=x/100

Esplicitando x=(52,9-29,5)*100/29,5=(23,4/29,5)*100=79

Quindi la percentuale del “rosso” nei conti di chiusura del 2008 è

«aumento del 79% nel 2008, rispetto al 2007».

Quindi la valutazione dell’incremento, pari a 79% del 2008 rispetto al 2007, del fabbisogno è vera.

Cosa significa ciò in termini politici?

Che la politica economica del governo andrebbe cambiata, magari migliorata.

Come?

Per esempio con la informatizzazione della “macchina amministrativa dello stato”: un risparmio su velocità di accesso ai documenti, monitoraggio del numero di pratiche svolte da ciascun dipendente pubblico (e del monitoraggio degli iter in generale), macchina della giustizia che agisce e regola in tempo reale. Riduzione della necessità dell’esistenza di strutture pubbliche presso cui recarsi, riduzione -conseguentemente- dell’inquinamento ambientale e della stampa su carta, etc.

Si noti che -attualmente- i possessori di partita iva sono obbligati a svolgere le loro pratiche amministrative tramite computer o pagando un commercialista.

La procedura di verifica degli adempimenti -però- non è automatica poiché gli impiegati processano su carta la pratica e poi delegano agli informatici di aggiornare gli archivi.

Ciò a causa di un gap di competenze ed un rallentamento, oltre che una perdita di efficienza (anche economica) che sarebbe da sanare.

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