Quest’amore è una camera a gas ..

Così diceva una canzone di Gianna Nannini.

Il titolo attuale però si riferisce alle forniture di gas della Russia all’Europa.

Che investire su nuove forme di energia sia indispensabile dovrebbe essere lapalissiano.

Basterebbe leggere un l’articolo tratto per esempio dal sole24ore che mostra come ogni anno siamo sotto ricatto economico nelle forniture di gas.

Quali alternative abbiamo?

Ad esempio il solare.

Ad esempio la geotermia.

Ad esempio finanziare gli studi già avviati proprio dal premio nobel per la fisica Carlo Rubbia presso il CNR di Frascati.

Ecco la storia –rapporto 41 (dal 1999 al 2002)– raccontata da Torrealta su you tube.

Aggiornamento (fusione fredda) al 22 maggio 2008:

fonte:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=24628&sez=HOME_SCIENZA

Giappone, la fusione fredda funziona
Riuscito l’esperimento del professor Arata
di Laura Bogliolo

ROMA (22 maggio) – La fusione fredda sembra funzionare correttamente. Parola, anzi “fatti” di Yoshiaki Arata, 85 anni, una vita per la ricerca, che oggi, alle 19.30 ora locale all’Università di Osaka in Giappone, in un esperimento aperto al pubblico di esperti e a pochissimi giornalisti, ha sconvolto ogni teoria scientifica.

L’esperimento. La prova è stata compiuta inserendo in un contenitore di acciaio riempito di deuterio gassoso nanoparticelle di una lega composta da palladio-zirconia.

Il professore ha osservato le reazioni termiche e ha calcolato che il calore sprigionato è di 100 volte più forte se si fosse utilizzato l’idrogeno. L’energia sprigionata ha attivato un piccolo motore termico che ha azionato, a titolo dimostrativo, un ventilatore o un piccolo alternatore che ha acceso dei Led.

Alla fine dell’esperimento Arata ha riscaldato le nanoparticelle di palladio e analizzato il gas rimasto intrappolato.

Dall’analisi è emerso che si trattava di Elio 4, prova che c’è stata una fusione fredda.

Con 7 grammi di palladio-zirconia si calcola che siano stati prodotti oltre 100 k-joule, reazione cento volte più intensa di qualunque reazione chimica nota.

Arata phenomena. La fusione fredda, ossia la Condensed-matter-nuclear-science, dunque sembra funzionare. Alla fine dell’esperimento il pubblico riunito ha deciso di chiamare la scoperta “Arata
phenomena”, decisione che ha emozionato il professore che ha ringraziato con un solenne inchino.

L’opinione degli esperti. Un grande passo nella ricerca scientifica quindi, come conferma Francesco Celani, primo ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. «Si apre una nuova possibilità – ha spiegato Celani – in questo modo non vengono prodotti elementi radioattivi».

Celani, collega e amico di Arata, subito dopo l’esperimento ha sentito il professore giapponese. «Mi ha detto che stava festeggiando – ha raccontato Celani – era molto contento, e scherzando mi ha detto
che stava bevendo finalmente vicino a una bottiglia di sachè e non a una bobola in acciaio con deuterio…».

L’esperimento rimane comunque dimostrativo come sottolinea il professore di fisica nucleare: «Le nanoparticelle di palladio sono estremamente costose – spiega Celani – la loro fabbricazione è complessa.

Sulla Terra c’è poca disponibilità del materiale, la sua concentrazione è
di 5 volte superiore a quella dell’oro, ma non basta». Il palladio è la stessa sostanza che viene usata anche per purificare i gas di scarico tramite le marmitte cataliche.

Ogni marmitta ne contiene un grammo. La nuova frontiera quindi è trovare materiale che si comporti come il palladio ma costi di meno.

Si aspetta la pubblicazione scientifica. Il fisico Carlo Cosmelli, dell’università di Roma La Sapienza sottolinea che «negli ultimi anni le dimostrazioni sulla fusione fredda sono state numerose, ma nessuna è stata significativa».

Soprattutto in Giappone, in Francia e negli Stati Uniti sono stati presentati test che però, una volta ripetuti a distanza di mesi da altri gruppi di ricerca, hanno dimostrato che l’energia prodotta alla fine era equiparabile a quella dell’energia immessa.

«Inoltre – ha aggiunto Cosmelli – mi aspetterei che l’annuncio di un successo fosse accompagnato da una pubblicazione scientifica».

IdV-Ciampino-Blog

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