Mills chi era costui?

1/2 – Gomez – Berlusconi-Mills: tutto quello che non sapete

2/2 – Gomez – Berlusconi-Mills: tutto quello che non sapete

Commento:

La rete si rivela sempre più uno strumento per accedere alla informazione.

I media tradizionali, tv e giornali, continuano a martellarci con il concetto che Berlusconi si stia battendo -per esempio al G20- su una soppressione dei “paradisi fiscali”, che presto la PDL, il partito di Berlusconi, dal 44% potrebbe passare al 51%, poiché Berlusconi punta a raggiungere la maggioranza assoluta dei voti.

E’ naturalmente legittimo che una forza politica ambisca ad espandersi, ma anche il COME è ambito della discussione politica.

Se il COME è l’azzeramento dei fatti, grazie al controllo delle tv e dei maggiori quotidiani, a noi pare che ci sia un problema e anche bello grosso.

Però, si sa, che in ogni progetto c’è un punto debole.

Il punto debole è che esiste internet.

Chi ha accesso a internet ha sia una possibilità a livello personale di attingere a più fonti di informazione, ma anche alla responsabilità di divulgare che non tutto ciò che succede è come appare nei media tradizionali.

Il metodo è semplice: basta mostrare come si apre una pagina web magari in un internet caffé .. e poi cercare i documenti, i films, i video, le pagine web, o magari nei motori di ricerca, come si esegue una ricerca di documenti et altro.

E’ un compito di nuova alfabetizzazione.

Le conoscenze di base, come sapere fare una telefonata, i primi tempi dell’era telefonica mettevano paura, oggi sono una cosa usuale.

Così deve essere anche per internet, magari da un videofonino.

Saluti,

IdV-Ciampino-Blog

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2 Responses to “Mills chi era costui?”


  1. 1 umano troppo umano 3 aprile 2009 alle 23:57

    anche internet, peraltro oggetto di attacchi precisi da parte del premier che ha annunciato che in futuro occorrerà “regolare” l’unico media che gli è impossibile sottoporre a regime di monopolio, non basta se alla base non sta la volontà di conoscere, di informarsi. Trovo poco convincenti le attese “messianiche” o le promesse di rigenerazione con cui spesso si ama dipingere il ruolo della rete; mi sembrano simili agli slogan con cui chi oggi dice che occorre regolarlo, qualche anno fa ne cantava le lodi. Inglese Internet Impresa! Credere Obbedire Combattere.

  2. 2 parmenideax2 5 aprile 2009 alle 12:31

    Caro “umano”,

    devi sapere, magari lo sai già, che fino a pochi anni fa .. l’unico mezzo per scambiarsi informazioni (per chi -in politica- era all’opposizione) era la carta stampata ed incontrarsi di nascosto.

    Da quando esiste internet, ossia circa dalla fine della seconda guerra mondiale, la storia delle comunicazioni di massa ha avuto una accelerazione incredibile.

    Tanto per darti una idea .. sono state scritte più pagine negli ultimi 50 anni .. che in 4,5 miliardi di anni da quando esiste il pianeta terra ..

    Insomma siamo in una fase di grande accelerazione.

    Pensa -per esempio- al fatto di come oggi esistano archivi per accogliere sempre più dati, anche di tipo video, e ciò si espande ad un ritmo esponenziale.

    L’unico rischio reale è -a mio avviso- non sapere gestire queste enormi potenzialità, come -per esempio- nella crisi attuale.

    La crisi non è -di per sé- un fatto né positivo, né negativo.

    Segnala solo un problema:

    Il problema che non si può procedere come se il mare fosse illimitato, come se la terra -su cui siamo- fosse illimitata, come se le risorse fossero illimitate.

    Invece, facci caso, i politici più sprovveduti continuano a blaterare come se il problema fosse assecondare una espansione dell’aumento della produzione.

    Viceversa necessiterebbe sempre produrre solo ciò che si usa: né di più né di meno.

    Il ciclo dei rifiuto va abolito:

    Va progettato il processo completo di vita di un materiale da quando si usa per farne un oggetto di consumo .. a quando ritorna dal produttore .. per ri-essere usato come materia prima.

    Non è fanta-scienza, ma ciò che già oggi si potrebbe fare se ve ne fosse la cognizione di causa e la volontà politica.

    Invece si ipotizza che basta ridare i soldi alle banche prendendoli dall’immettere moneta (stampandola) e svalutando i denaro già in circolazione.

    In una congiuntura -in cui manca la liquidità- i banchieri -motu proprio- (e senza alcun controllo della politica) dicono che il denaro vale poco e abbassano il tasso di interesse per le banche che lo richiedono fino a quasi zero, compreso il tasso di chi ha i risparmi su un libretto di risparmio o su un conto corrente.

    E’ il perfezionamento di una dittatura della tecnocrazia.

    Il potere bancario non sottoposto ad alcuna autorità pubblica realmente efficace.

    La soluzione del problema di “chi controlla il controllore” nella teoria dei controlli esiste: è il sistema detto di “feed-back” o a controreazione.

    I dati esaminati da chi controlla devono essere pubblici.

    In tal modo si spezza la catena dei poteri occulti, altrimenti ci sarà sempre qualcuno che vive da “più uguale” degli altri e -quindi- non risponde a nessuno del modo di come opera.

    Saluti,

    Ing. P.T.
    IdV-Ciampino-Blog


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