Archivio per 11 aprile 2009

.. tempesta surreale ..

tempesta surreale

tempesta surreale

Anche oggi una situazione di “tempesta surreale”

dal Corriere.it


cit on

BOTTA E RISPOSTA CON UNA VOLONTARIA – Al suo arrivo a piazza d’Armi, all’Aquila, Schifani ha avuto una garbata ma ferma contestazione da parte di una dottoressa volontaria (guarda il video), nella struttura sanitaria allestita nella tendopoli. «Sono cinque giorni che stiamo qui – ha detto Federica Fabiocchi – e abbiamo visto tanta gente venire a stringerci le mani. Mi scusi se glielo dico, ma di queste strette di mano non sappiamo che farcene. Qui si lavora in condizioni disperate, senza riscaldamento, i bagni che non funzionano e con i pazienti che vanno dai bambini di 18 giorni agli anziani di 90 anni. Servono fatti concreti, aiuti materiali». Schifani, che era accompagnato dal responsabile della Protezione civile Agostino Miozzo, ha replicato: «Capisco il suo stato d’animo, ma mi sembra che qui si stia facendo il massimo. Un’emergenza come questa non capita in tutti i momenti». La dottoressa Fabiocchi lo ha interrotto: «Però, le assicuro veramente che si lavora in condizioni disastrose, e tutte queste visite di voi politici non ci stanno portando niente». «Qui però – ha risposto Schifani – non c’entra la politica. Io rappresento il Parlamento, che è fatto da tutti. E tutti siamo mobilitati e voi state facendo il massimo. Non esistono, qui, Guelfi e Ghibellini. Esiste l’Italia, esiste lo Stato. E qui lo Stato c’è».

cit off

Commento:

Abbiamo voluto segnalare la “tempesta surreale”.

Ossia la situazione per cui se sei in tv -> allora esisti.

Il nuovo “video ergo sum”!

Ma le persone seppellite dai crolli e i loro famigliari, pur non colpiti direttamente, ma dalla perdita o dal ferimento dei loro cari, esistono sia che compaiano in tv, sia che non vengano mostrati.

I riflettori non vanno spenti da questo terremoto e anche -secondo noi- dagli altri terremoti e opere impresentabili.

Ma ora non servono passerelle di politici in procinto di elezioni.

Servono risposte.

Serve -per esempio- assodare se gli edifici dichiarati antisismici lo fossero, e -in caso contrario- *chi sono i responsabili*.

Serve -per esempio- assodare se la strumentazioni di Giuliani vada testata, e da chi.

Serve non aspettare un altro sisma per accorgersi che almeno sugli edifici pubblici (scuole, ospedali, prefetture, etc) vada acquisito un “certificato di collaudo della statica delle edificazioni” a cura della pubblica amministrazione.

Insomma servono risposte, e noi -dell’IdV- non rinunceremo a cercare di fare luce su tutti i fatti, poiché l’Italia è ancora un paese basato sul rispetto delle leggi e le leggi dovrebbero essere basate sull’etica.

Ing. P.T.
IdV-Ciampino-Blog

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Il terremoto in rete (ad esempio: Facebook)

Luigi De Magistris

Luigi De Magistris


cit on

Ferrara: Una scossa se la meriterebbe la rete
L’arcitaliano

“C’è gente che si diverte a spargere notizie infondate e allarmi”
aveva detto il 31 marzo Guido Bertolaso, capo della Protezione civile. E aveva qualificato di “imbecille”, parola forse un po’ grossa e impulsiva, chi s’ingegnava ad anticipare l’appuntamento fatale con il terremoto. Bertolaso si riferiva a Giampaolo Giuliani, un sismologo in proprio che pretendeva di avere previsto il terremoto attraverso una macchina di sua invenzione, il “precursore sismico”, basata sulla rilevazione delle emissioni di gas radon. La “previsione” in realtà era per una data e una città diverse da quelle in cui la scossa si è prodotta: il sisma c’è stato alle 3 e mezzo del 6 aprile, e all’Aquila, mentre Giuliani aveva detto che la terra avrebbe tremato a Sulmona il 29 marzo. Se fosse stata presa per buona, magari migliaia di persone sarebbero state trasferite da Sulmona e dintorni all’Aquila e dintorni, con le conseguenze non difficili da immaginare.
Ma il problema non è il Giuliani, che può essere in perfetta buona fede, che può essere un fiero e capace anticipatore di ricerca sul terreno, che può essere un visionario e un bravo cittadino allo stesso tempo, forse un imprudente dilettante troppo ciarliero ma non necessariamente un imbecille che si diverte a spargere allarmi infondati. Queste sono magari esagerazioni di un clima infuocato e polemico. Il problema è che la credulità popolare, con la regressione dalla metodologia scientifica all’attitudine magica, si è riversata, di lì rimbalzando e circolando ampiamente, sul web, sì, sulla mitica rete che dovrebbe costituire la nuova piattaforma dell’informazione dopo il tramonto dei giornali di carta. Mamma mia! Se questo è il futuro, chiediamo una proroga di passato.
Enzo Boschi, scienziato e capo dell’Istituto di neofisica, ha spiegato con quella sua tranquillità non boriosa che il problema, quando si parla di terremoti, è la capacità di prevedere di tipo deterministico. Devi poter dire quando e dove il sisma si produrrà, con la massima precisione. Altrimenti è il caos. E questa capacità di previsione deterministica non ce l’ha nessuno, mentre predizioni generiche, non impegnative, ma idonee a far saltare i nervi alle comunità interessate, e a peggiorare ogni possibile opera di prevenzione del danno, sono sempre possibili.
Questo a occhio e croce dovremmo capirlo senza tanto sforzo. Il bacino tirrenico, per esempio, è percorso attualmente da uno sciame sismico, ma nessuno può dire che un terremoto ci sarà qui o lì, e il tal giorno e magari alla tal ora. Che facciamo? Evacuiamo il Lazio e la Toscana per qualche mese?
Piano piano ci stiamo abituando al web come a un luogo di eccesso e di impostura, al fianco di tante cose sensate e utili che in esso si producono. Un cretino di Facebook fa finta di essere me (Giuliano Ferrara), che sono abbastanza cretino in proprio per essere quel che sono, e si fa amici a mio nome sfruttando il suo anonimato protetto dai protocolli primitivi della rete. Ma come si permette, l’impostore? E magari il suo procedere è analogo a quello di tanti siti che si sono detti sicuri delle previsioni di Giuliani, che hanno concertato il grande allarme impossibile.
È straordinario che la gente d’Abruzzo, montanari seri e tradizionali nella visione delle cose, forse perché bene o male è ancora educata dalla lettura dei giornali e dalla parola scritta, filtrata e in qualche senso verificata dalla procedura di stampa, non abbia creduto a questo allarme multifase che si è sparso nella rete elettronica.
Ma è triste pensare che il futuro possa riservarci, se dall’interno della stessa rete non verranno gli anticorpi, un destino di piccole e grandi imposture alla portata di tutti i computer.


cit off

Ora -caro Ferrara- servono parole di verità, non jattanza ..

La “teoria della impossibilità” di testare le attrezzature di Giuliani è

-la modalità dogmatica,
-la modalità contraria alla logica e al vero

Abbiamo bisogno di cose che ci risultino e che non riaffermino che

1) Il capo ha ragione
2) Nel caso il capo non abbia ragione vale la regola 1.

Il “culto del capo” ha perso la testa ..
soprattutto i ragazzi sono interconessi al loro cervello e alla rete ..

vedi ad esempio i gruppi di sostegno a Giuliani su

Facebook

E chi dice il contrario ..

.. è vecchio -> dentro <-
.. che abbia da 15 anni fino a 105 anni

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