Archivio per 21 aprile 2009

Opinioni sulla disinformazione (PNL)..

Prendiamo la seguente notizia, tratta dal
Corriere.it:


cit on

l debito italiano salirà nel 2010 al 121% del pil: 15% in più del 2008
«La crisi costerà 4000 miliardi di dollari»

Fmi: due terzi della somma deriveranno da svalutazioni del patrimonio bancario

WASHINGTON (USA) – La crisi finanziaria globale arriverà a costare oltre 4.000 miliardi di dollari alle sole economie avanzate. Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) rivede nuovamente al rialzo il costo della crisi finanziaria: le svalutazioni, entro il 2010 – afferma nel Global Financial Stability Report – «potrebbero raggiungere i 4.000 miliardi di dollari, di cui due terzi facenti capo alle banche». Del totale fanno parte, per la prima volta, gli asset originati in tutti i mercati e non solo in quello americano, per il quale la stima delle potenziali perdite è stata portata a 2.700 miliardi, dai 2.200 miliardi di gennaio 2009 e i 1.400 miliardi di ottobre. «Il sistema finanziario globale – aggiunge l’Fmi – resta sotto un severo stress a fronte di una crisi che riguarda famiglie, aziende e banche sia nelle economie avanzate che in quelle emergenti». «Il processo di deleveraging – aggiunge l’Fmi – sarà lento e doloroso nonostante le misure prese».

FINANZIAMENTI – Secondo l’Fmi, i finanziamenti al settore privato negli Stati Uniti e in Europa «si dovrebbero contrarre a un tasso annualizzato trimestre su trimestre pari al 4%» nel 2009. E la risalita sarà «lenta e dolorosa». Particolarmente preoccupante la situazione nei mercati emergenti dove il contagio si sta rapidamente allargando. Enormi i costi della crisi. Tra Stati Uniti, Europa e Giappone le banche potrebbero vedersi costrette a svalutazioni per 2.810 miliardi di dollari (di cui 340 milioni per asset detenuti nei Paesi emergenti), le assicurazioni per 301 miliardi, le altre istituzioni finanziarie non bancarie, tra cui gli hedge funds, per 1.283 miliardi. Il conto della ricapitalizzazione varia dagli 875 miliardi di dollari necessari per riportare il «leverage» sui livelli pre-crisi, fino ai 1.700 miliardi calcolati se si vuole risalire fino a 15 anni fa, prima che l’attuale modello di sviluppo finanziario, colpevole della «bolla», prendesse piede.

SERVONO ULTERIORI FORTI AZIONI – «La sfida principale» della crisi in atto è quella «di spezzare la spirale al ribasso fra il sistema finanziario e l’economia globale» afferma ancora il Fondo Monetario Internazionale che, pur constatando «le iniziative senza precedenti prese nei paesi avanzati nello spezzare» il circolo vizioso venutosi a creare, invita a «ulteriori azioni forti per riportare fiducia e allentare le incertezze che stanno minando le prospettive di una ripresa economica». Un invito che arriva con un’avvertenza: «C’è il rischio che i Governi siano riluttanti ad allocare abbastanza risorse per risolvere il problema», visto che l’opinione pubblica sta assumendo un atteggiamento «disilluso su quello che percepisce, in alcuni casi, come abuso dei fondi dei contribuenti».
L’Fmi sottolinea che per «stabilizzare il sistema bancario e ridurre l’incertezza sono necessari 3 elementi: un ruolo più attivo dei supervisori nel determinare le istituzioni che possono sopravvivere e le appropriate azioni correttive necessarie a garantirne la sopravvivenza; trasparenza nei bilanci; e chiarezza da parte dei supervisori del tipo di capitale richiesto. «Le condizioni per iniezioni di capitale pubbliche dovrebbero essere stringenti», spiega il Fmi, secondo il quale la «ristrutturazione» di un’istituzione «potrebbe anche richiedere una nazionalizzazione temporanea. L’attuale incapacità di attrarre capitali privati suggerisce che la crisi è profonda e che i governi devono compiere un passo in più, anche se questo significa assumere la maggioranza o l’interezza di un’istituzione».

DEBITO ITALIANO SALIRA’ ALLE STELLE – A causa della crisi finanziaria, il debito pubblico italiano salirà nel 2010 al 121% con un incremento di 15 punti percentuali dal 106% del 2008 aggiunge L’Fmi che precisa che i costi finora sostenuti per la stabilizzazione finanziaria sono risultati pari allo 0,9% del pil. I dati sul debito – spiega il Fmi illustrando una tabella del capitolo uno del Rapporto – sono tratti dal World Economic Outlook dell’aprile 2008, mentre le stime sui costi provengono dal dipartimento degli Affari fiscali del Fmi. Il deterioramento dei conti pubblici non è comunque un fenomeno limitato: in Germania il debito 2010 si attesterà all’87% con un aumento di 19 punti percentuali. In Giappone l’incremento sarà di 30 punti percentuali al 227%, mentre negli Usa il balzo sarà di 27 punti al 98%. In Francia, l’aumento sarà di 13 punti percentuali all’80%.

EST EUROPA A RISCHIO
– L’Europa dell’Est, già duramente colpita dalla crisi, rischia di contagiare tutto il Vecchio Continente: le forti interconnessioni finanziarie esistenti fra le due aree aumentano il pericolo di un «un ciclo vizioso avverso» all’interno di tutta l’Europa spiega ancora l’Fmi, secondo il quale «i collegamenti» fra Est e Ovest «creano un ciclo di azioni e reazioni che potrebbero esacerbare la crisi». La maggior parte delle economie emergenti europee – spiega l’Fmi – sono infatti dipendenti dalle banche del Vecchio Continente occidentale che, di fatto, possiedono molti degli istituti di credito dell’Europa dell’Est. «Le banche madri – si legge nel rapporto – sono concentrate in pochi paesi (Austria, Belgio, Germania, Italia, Svezia). E questi collegamenti creano un ciclo di azioni e reazioni tra i Paesi dell’Europa emergente e quelli occidentali che potrebbe esacerbare la crisi».

21 aprile 2009


cit off

Commento:

Proviamo a esaminare l’articolo riportato qui sopra con la tecnica della PNL:

Con PNL, come è noto, si intende la Programmazione NeuroLinguistica:

da Wikipedia si possono trovare dei concetti di base:
http://it.wikipedia.org/wiki/Programmazione_neuro_linguistica

Per quello che qui a noi interessa ci sono da fare poche semplici riflessioni.

L’articolo spiega le cause della crisi?

no.

L’articolo spiega il meccanismo con cui si pensa di ripianare la mancanza di liquidità del sistema bancario per cui le aziende stentano ad avere credito per comprare le materie prime?

no

Qual’è allora lo scopo dell’articolo?

Apparentemente informare:

1) Della difficoltà del sistema bancario
2) Che ci si deve attendere un aumento del debito pubblico, in parte causato dal sostenere i lavoratori disoccupati, in parte per sostenere i finanziamenti al sistema bancario.

In realtà attuare una politica in cui si legittimi il fatto che i tassi sui depositi siano vicino allo zero.

Ciò consente che l’aumento della richiesta di denaro preso sui depositi (deflazione) sia bilanciata da una inflazione artificiale (sul costo del denaro pagato ai risparmiatori) pilotata dall’abbassamento dei tassi di riferimento sui depositi (che è un potere autonomo -anche dai governi nazionali- del sistema bancario, basta leggere il link seguente)

http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_centrale

Molti paesi occidentali, ricordiamo tra tutti la Germania e il Regno Unito, hanno richiesto un pacchetto azionario di controllo nei consigli di amministrazione delle banche ricapitalizzate con il denaro pubblico, e quindi svalutando il denaro di chi già lo possedeva.

Ciò per tutelare gli interessi della collettività e non solo dei più forti economicamente.

Si discute -in Italia- della politica di come impedire il collasso del sistema industriale strozzato dalle banche che non prestano denaro se non a interessi altissimi e applicano pressoché un tasso dello zero % sui depositi dei risparmiatori, oltre che -in Italia- le maggiori spese di tenuta contabile che in Europa?

Non a livello di tv e giornali generalisti!

Teoricamente gli istituti bancari sono soggetti privati ad interesse pubblico, tanto che le istituzioni dello stato italiano hanno dato ampia garanzia che nessuno avrà difficoltà a ritirare il denaro depositato.

Ma la scientificità della PNL prevede che il cittadino non possa essere edotto del profilo tecnico finanziario di quali sono i provvedimenti di politica economica atti a tutelarlo, ovvero a tutelare il fatto che la malversazione che ha causato la attuale crisi non si possa ripetere.

Ciò è un procedimento tipico della PNL:

Per invitare ad acquistare una autovettura -ad esempio- non si informa in dettaglio sulle caratteristiche tecniche del mezzo, ma si cala chi dovrebbe comprare -> in una mitologia, in una emozione, in una mitomania di potenza e di immagine (esteriore).

E come se si dicesse:

Se tu non compri l’ultimo modello di telefonino, o di auto, o di autoradio, etc .. allora .. tutti capiranno -> che NON VALI .. e non vali perché non hai abbastanza soldi per avere l’ultimo prodotto uscito sul mercato.

Il condizionamento appena esposto è stato una delle tipiche impostazioni del precedente governo USA.

Comprate, siate ottimisti, poiché grazie alla compravendita la collettività avrà più tasse e più tasse consentiranno sia a chi lavora che a chi non lavora di avere ricchezza.

C’è però che quello descritto dal precedente governo USA è il modello dell’espansione illimitata, ma su risorse limitate.

E’ -quindi- la modalità in cui collassa un qualunque sistema che pretende un costante e illimitato aumento della produzione, dei consumi, dell’input/output.

Necessita quindi modificare la impostazione del modello di vita sociale.

Necessita non produrre di più di quello che si consuma, perché le eccedenze poi richiedono risorse per essere gestite.

Necessita progettare il ciclo completo di un qualunque prodotto e non solo dei prodotti altamente tossici come la componentistica elettronica.

Ciò significa che viene abolito il concetto di rifiuto, e sostituito con quello di “materia prima”.

Bisogna decidere se noi vogliamo cambiare il mondo o trovarci sopra un pianeta che è solo pieno dei rifiuti che potremmo gestire come materie prime.

Necessita gente onesta e capace di progettare il futuro.

Non chi ti vende la fontana di Trevi, o il ponte sullo stretto di Messina, o le centrali nucleari -a babbo morto- tra 20 anni, ma chi ti sappia spiegare le idee che propone senza giochi di illusionismo, poiché la bacchetta magica non ce l’ha né Silvan, né Silvio ..

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