Archivio per giugno 2009

Carri allegorici a Viareggio .. ferroviari ..

Berlusconi a Viareggio durante il Carnevale

Berlusconi a Viareggio durante il Carnevale

Carri ferroviari a Viareggio dopo lesplosione del 30/06/2009

Carri ferroviari a Viareggio dopo l'esplosione del 30/06/2009

Subject:
Carri allegorici a Viareggio il 30 giugno 2009 [tutta colpa dei soliti comunisti il disastro delle infrastrutture?]
Date:
Tue, 30 Jun 2009 13:37:19 GMT
From:
L <parmenide_2002@yahoo.it>
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.media.tv, it.politica, it.cultura.filosofia

Qual’è la causa delle esplosioni di gas (GPL) a Viareggio?

http://www.repubblica.it/

Un cedimento strutturale, è tra le prime ipotesi ritenute più probabili.

Perché è appena cascato un aereo che aveva 20 anni di servizio?

http://www.corriere.it/cronache/

Un cedimento strutturale, è tra le prime ipotesi ritenute più probabili.

Ora, proviamo ad esser seri, lo può dire la stampa l’ipotesi della
“disgrazia”, ma gli esperiti di “teoria della affidabilità”?

La teoria della affidabilità e le strategie di sintesi di sistemi
affidabili e tolleranti il guasto, sanno che le cose NON stanno così.

Quegli ingegneri -insomma- che studiano questa roba qui:

http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_dell%27affidabilit%C3%A0


http://en.wikipedia.org/wiki/Reliability_theory

Provo a fare un discorso semplice (la mia tesi di laurea era proprio
sulle “strategie di sintesi di sistemi affidabili”, ad ingegneria,
specializzazione automatica), di modo che tutti possano seguire il
discorso:

Le macchine vanno controllate, richiedono una manutenzione periodica, e
delle verifiche in base del parametro “tempo al guasto”.

E’ come dire: “se -in media- un carrello ferroviario si rompe ogni tot
ore di esercizio” -> allora -> va controllato, eventualmente sostituito
_prima_ che si rompa ..

: – )

Se un aereo denuncia dei punti di guasto che si manifestano più di
frequente -> allora -> bisogna controllare prima i punti di guasto
tipici.

I francesi che sono saliti su quell’aero sapevano(?) che a quell’aero in
territorio francese era _VIETATO_ l’uso dello spazio aereo francese,
perché non rispettava i protocolli di manutenzione previsti dalla
aviazione francese?

Come ci sono andati a finire i francesi su quell’aereo?

Semplice -> fatta la legge scoperto l’inganno -> con uno scalo per il
trasbordo!

E così si risparmia sulla manutenzione.

Si risparmia sulla manutenzione dei treni, delle strade, degli aerei,
del pagare la pensione a coloro che muoiono, etc.

Ho notizia che -secondo la Lega Nord- i criminali dovrebbero avere un
*diritto all’oblio* sui crimini commessi.

http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?TAG=passaparola%20il%20fatto

(29 giugno 2009 oblio di stato)

Quindi dopo avere abbattuto la frontiera di lasciare lavorare tranquilli
i criminali, poiché le intercettazioni saranno possibili solo nei casi
di mafia (ma come si fa a sapere se un gruppo di persone è mafioso? per
telepatia?) .. ora la legge sull’oblio .. il diritto ai criminali a
rifarsi una immagine ..

Il tentativo di *far sparire la memoria* degli orrori commessi,
altrimenti sarebbe magari più facile per tutti fare 2+2=4, ossia hai
commesso violenza sessuale -> magari non sei adatto come educatore.

Hai giurato sulla testa dei tuoi figli che con le ragazze canti solo
Apicella, magari se sei in un giro di prostitute e di escort, qualcuno
dovrebbe ricordare cosa dichiari il giorno prima, “che non hai mai avuto
rapporti piccanti .. con le ragazze .. degli stage .. le stagiste”

Ed invece siamo in una situazione senza dignità e senza memoria.

Berlusconi dichiara che a Viareggio sta per andare lui .. per “prendere
in mano la situazione!”

Prendere in mano la situazione -> va fatto prima -> quando bisogna
garantire la *normale manutenzione* e controllo per la rete ferrata, i
treni, gli aerei, le infrastrutture.

(Ci sono stati nei mesi scorsi molti incidenti sui carrelli, come
segnalano i ferrovieri).

Che -però- “la colpa è dei comunisti e di coloro che protestano e sono
pessimisti”, sarà la canzone solita .. ma basterebbe guardare i fatti ..
i fatti parlerebbero da soli.

E’ normale che “si vada a cena con i giudici che dovranno esprimersi sul
lodo Alfano”?

http://www.youtube.com/watch?v=njg-4cnlE_M

E’ questa la tregua che auspica il presidente della Repubblica?

Io spero di no.

Il presidente dovrebbe essere il garante dello stato democratico.

E la magistratura non dovrebbe essere sottoposta a pressioni, o
intimidazioni (vedi il caso de Magistris, a cui furono tolte inchieste
senza che avesse violato, lui o Genchi, nella conduzione), o connivenze,
né verso la stampa e l’informazione, (vedi il caso Repubblica, invitando
a non dare sostegno pubblicitario, e la stampa estera, tramite le
ambasciate) che devono riportare i fatti, semplicemente la verità,
quella che dice che l’imperatore è nudo e lo spettacolo non è affatto
bello da guardarsi.

Il potere logora anche chi lo detiene a fini di parte, contrariamente a
ciò che pensa Andreotti.

Perché le istituzioni sono per i servitori dello stato democratico,
almeno così dovrebbe essere in Italia, per le regole che ci siamo dati,
prima che la Costituzione fosse considerata un inciampo e da rifare.

Quella Costituzione viene come superamento -però- del nazi-fascismo.

E non è che anche essendo -tanto per dire- tutti fascisti -> allora ->
che si ha ragione a lodare il culto del “Papi”.

La ragione è dalla parte di coloro che non progettano di lanciarsi da
una rupe perché lo dice il capo.

Ecco perché il metodo democratico sopporta la violenza reale e
allegorica di questa classe politica.

Perché la ragione è osservabile e vince perché convince, non ha bisogno
di violenza né di violenti.

La storia darà torto all’attuale idea che l’Italia è un popolo bue, con
l’intelligenza di un bambino di 12 anni.

http://www.youtube.com/watch?v=rQAc427uKeI

Se smetteremo di comportarci come dei minus habens, vedremo la realtà e
la verità ci farà liberi.

I Carri di Viareggio sono allegorici, ce ne dovremmo accorgere tutti.

Saluti,

L

IdV-Ciampino-Blog

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Minzolinismo: “ciò che i tg non dicono”

Samurai (Giappone feudale)

Samurai (Giappone feudale)

Subject:
Minzolinismo: 134,5 miliardi di dollari sequestrati a Chiasso [come mai -secondo voi- non c’è nei tg?]
Date:
Mon, 29 Jun 2009 14:11:05 GMT
From:
L <parmenide_2002@yahoo.it>
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.media.tv, it.politica

da it.economia:

Subject:
134,5 miliardi
Date:
Sat, 27 Jun 2009 08:45:33 +0200
From:
Federico Savini <savini_ffede@libero.it>
Organization:
TIN.IT (http://www.tin.it)
Newsgroups:
it.economia

http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=15588&size=A

++
cit on
++

» 23/06/2009 10:23
ASIA-ITALIA
I 134,5 miliardi di dollari sequestrati a Chiasso, tra silenzio e
disinformazione
Né le autorità italiane, né quelle americane hanno detto ufficialmente
se sono veri o falsi. Un portavoce del Tesoro Usa li definisce falsi, ma
ammette di averli visti solo su internet, mentre la Guardia di finanza
italiana dice che sono praticamente indistinguibili
. L’interesse della
Fed e della Banca del Giappone a negarne l’autenticità.

Milano (AsiaNews) – Il sequestro dei 134,5 miliardi dollari in titoli
americani è stato effettuato dalla Guardia di Finanza (GdF) il 3 giugno
scorso.
Nei giorni immediatamente successivi la vicenda aveva fatto
titoli cubitali sui quotidiani italiani e ne avevano diffusamente
riferito le maggiori reti televisive nazionali. AsiaNews non è un organo
d’informazione economica, ma un’agenzia di stampa missionaria. Ne ha
iniziato a riferire pochi giorni dopo (l’8 giugno) notando che
stranamente le fonti estere avevano del tutto ignorato una notizia di
tale portata in cui erano e sono notevoli implicazioni sociali ed
economiche per l’Asia (e per il resto del mondo) sia se i titoli sono
autentici che contraffatti. Dal primo lancio è stato perciò messo sempre
in luce che in mezzo alle mille ipotesi possibili, l’unica certezza era
proprio il mutismo dei maggiori quotidiani e delle catene televisive
oltre che il silenzio delle autorità e delle fonti ufficiali.

A tutt’oggi il comunicato della GdF del 4/6/2009, il giorno successivo
al sequestro, è l’unico documento ufficiale disponibile. L’unico
elemento in più finora accertato viene da agenzie giapponesi che citano
fonti consolari nipponiche: i due asiatici con passaporto giapponese
identificati a Ponte Chiasso (Italia) e diretti a Chiasso sono
effettivamente giapponesi, uno della prefettura di Kanagawa, nel
Giappone centrale, ed uno della prefettura di Fukuoka, nel Giappone
occidentale. L’altro elemento certo è che i due giapponesi dopo essere
stati identificati sono stati rilasciati.
Se la GdF avesse avuto
elementi per ritenere che i titoli erano contraffatti (anche per un
valore molto, molto inferiore) era tenuta ad arrestare i due giapponesi.

In caso contrario, l’ufficiale della GdF poteva lui stesso essere
incriminato. Il rilascio dei due giapponesi non può aver avuto perciò
luogo senza che la GdF avesse raggiunto la convinzione che i titoli
erano autentici.
In tal caso un arresto sarebbe stato illegittimo perché
la mancata dichiarazione valutaria non è un reato penale, ma comporta
una “semplice” ammenda amministrativa, il 40 % del valore eccedente i €
10.000 di franchigia. Questa ipotesi ha una sola possibile eccezione, il
rilascio dei due responsabili, senza emissione del verbale d’ammenda,
per un preciso ordine del governo, determinato da ragioni di interesse
nazionale.
Né dalla GdF né da alcun organo amministrativo italiano è
state rilasciato alcun commento, non si dispone di dichiarazioni
ufficiali, né in un senso né in un altro. Non si sa nemmeno se il
verbale d’ammenda è stato emesso (perché ciò significherebbe che la GdF
ritiene i titoli autentici).

AsiaNews allora, non può che registrare quanto segue:
La prima informativa di una grande agenzia stampa internazionale, la
Bloomberg, è del 12 giugno e contiene un particolare bizzarro. Si
afferma che, tra quelli confiscati, ci sarebbero anche titoli con una
strana data d’emissione, il 1934. Di ciò non si trova traccia nel
comunicato stampa diffuso dalla GdF. A posteriori si può arguire che
questo dettaglio svela verso quale esito potrebbe essere pilotata la
vicenda: i titoli sono “falsi”. Viceversa i Kennedy Bond da un miliardo
di dollari ciascuno, di cui si parla nel comunicato della GdF del 4
giugno, sono titoli reali effettivamente emessi dal Tesoro USA meno di
dieci anni fa (ovviamente non si sa se quelli trasportati dai due
giapponesi siano Kennedy Bond autentici o no).

A tutt’ora non sono stati ufficialmente forniti dettagli dell’identità
dei due giapponesi.
Visto il valore dei titoli sequestrati, è
comprensibile, ma rimane inusuale.

Dopo due settimane dal sequestro un lancio della Bloomberg il 18/6,
riporta le affermazioni del portavoce del Tesoro americano, Stephen
Meyerhardt: (“sono chiaramente falsi”). In una diversa intervista,
Meyerhardt afferma di non aver visto le obbligazioni se non da una foto
su internet. In due settimane, dopo che erano stati subito allertati i
servizi sia italiani che americani, nessuno del Tesoro americano si è
precipitato in Italia per verificare i titoli e l’analisi è talmente
semplice che basta una foto presa da internet. Subito dopo il sequestro,
la GdF aveva dichiarato che se si trattava di contraffazione, i falsi
erano praticamente indistinguibili dai titoli autentici. A Meyerhardt
invece è bastata una foto su internet. Se ne deduce che o alla GdF non
ci sono altro che degli incompetenti – ed è davvero poco probabile – o
la dichiarazione di Meyerhardt lascia spazio a molti dubbi.

In mancanza di comunicati ufficiali, il comandante della GdF di Como ha
fornito in esclusiva ad un’agenzia le sue personali opinioni, non quelle
ufficiali della GdF, che così non vi è formalmente implicata. Secondo
quanto riportato da tale fonte, sulla questione dell’autenticità dei
titoli il col. Mecarelli prudentemente si è limitato ad affermare che la
GdF attende “i colleghi americani che devono fare la perizia sui bond
per stabilirne l’autenticità o la falsità”.
Anche il fatto che dopo due
settimane non sia arrivato in Italia un gruppo di esperti americani di
contraffazione di titoli lascia spazio a molti dubbi: in fondo si tratta
di 134,5 miliardi di dollari.

Un’ultima perla la fornisce il Financial Times, quotidiano spesso
definito “autorevole”. Secondo il giornale, la vicenda dei 134,5
miliardi di dollari falsi (senza virgolette, il che significa che la
contraffazione è già stata appurata, mentre così non è) sarebbe
attribuibile alla mafia siciliana. Purtroppo però non fornisce alcun
elemento che possa collegare i titoli sequestrati alla mafia siciliana.

Da fonti riservate, la cui attendibilità AsiaNews non può verificare, si
afferma che uno dei due giapponesi fermati a Chiasso e poi rilasciati
sarebbe Tuneo Yamauchi, cognato di Toshiro Muto, fino a poco fa
vice-governatore della Banca del Giappone.
Tale circostanza in sé non
comporterebbe necessariamente che i titoli siano autentici. Da altre
fonti si apprende invece che le autorità italiane considerino i titoli
autentici e si rifiuterebbero di prestarsi al gioco della Fed, che senza
esaminarli, li ha dichiarati falsi via internet. La Fed ha tutto
l’interesse a sostenere la Banca del Giappone nel rientrare in possesso
dei titoli evitando il pagamento della penale prevista dalla legge
italiana. La Fed, infatti, sta avendo difficoltà a collocare i propri
titoli sul mercato ed i nipponici sono tra i maggiori possibili
acquirenti. Al contempo, il governo Berlusconi, che pur gode di un forte
consenso popolare ed elettorale, potrebbe trovarsi in gravi difficoltà
se venisse dimostrato che,
nel caso i titoli siano autentici, non riesce
a far applicare la legge italiana in territorio italiano.

++
cit off
++

Commento:

come mai -secondo voi- non c’è nei tg?

Saluti,

L

P.S.
Chi è Minzolini?

http://www.repubblica.it/

http://www.youtube.com/watch?v=1hVoHSR5Ea4

Ultimo Aggiornamento: 11 luglio 2009, ore 13:24

Sviluppi nell’inchiesta:

da repubblica.it

IdV-Ciampino-Blog

Pasolini: “Nulla è più anarchico del potere”

Subject:
Il pensiero di Pasolini sulle modalità del potere per plagiare le masse [studi di massmediologia]
Date:
Mon, 29 Jun 2009 09:35:32 GMT
From:
L <parmenide_2002@yahoo.it>
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.politica, it.media.tv, it.cultura.filosofia

Un video di massmediologia:
Il pensiero di Pasolini sulle modalità del potere per plagiare le masse:

Titolo:
Pasolini e l’anarchia del potere – Blob UsoCriminoso Remix

http://www.youtube.com/watch?v=H6wRslJmUJ4

Saluti,

L

Ora una riflessione su chi uccise Pasolini:

dal blog di Beppe Grillo:
Intervista a Pino Pelosi, il presunto assassino di Pasolini:

http://www.youtube.com/watch?v=3UJoeBN-Y6Y

++
cit on
++

La P2 è responsabile, o complice, del delitto Pasolini? Pino Pelosi,
l’allora ragazzino accusato dell’omicidio, è stato intervistato dal
blog. Lo scorso anno dichiarò, come riportato nel libro: “Profondo
Nero”, che i responsabili erano cinque uomini arrivati sul posto con una
moto e una Fiat targata Catania. Gli esecutori. Tra loro due
frequentatori della sezione del Msi del Tiburtino, Franco e Giuseppe
Borsellino. Mentre lo picchiavano a morte gridavano: “Sporco
comunista!”. Pelosi disse: “Se tu uccidi qualcuno in questo modo, o sei
pazzo o hai una motivazione forte: siccome questi assassini sono
riusciti a sfuggire alla giustizia per trent’anni, pazzi non sono
certamente… E quindi avevano una ragione, una ragione importante per
fare quello che hanno fatto…”.

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Pasolini stava lavorando a un romanzo: “Petrolio” in cui alludeva
all’attentato a Enrico Mattei, presidente dell’ENI. Pasolini scrive che
Eugenio Cefis, citato con il nome di fantasia di Troya, diventa a sua
volta presidente dell’ENI e questo “implica la soppressione del suo
predecessore”. Cefis, secondo il Sismi, è il fondatore della P2. Alla
sua fuga dall’Italia, nel 1977, il suo posto fu preso da Licio Gelli
.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Cefis teorizzava un golpe bianco, senza l’uso dei militari e della
violenza, attraverso il controllo dei mezzi di informazione, come
descritto in seguito nel “Piano di rinascita democratica” di Gelli. Per
Pasolini, il delitto Mattei è il primo di una lunga serie di stragi di
Stato.
Una tesi sostenuta persino da Amintore Fanfani: “forse
l’abbattimento dell’aereo di Mattei, più di vent’anni fa, è stato il
primo gesto terroristico nel nostro Paese, il primo atto della piaga che
ci perseguita.”

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
La Procura di Roma ha riaperto il fascicolo sull’omicidio di Pasolini lo
scorso aprile
dopo un post del blog, ma forse è un caso.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

L’avvocato Maccioni e la criminologa Ruffini hanno depositato un’istanza
di riapertura delle indagini preliminari che sono state affidate al
sostituto procuratore De Martino.Sono stati chiesti accertamenti sui
reperti biologici presenti nei vestiti di Pasolini conservati nel Museo
Criminologico.
Se il libro “Petrolio” fosse stato pubblicato, forse Pasolini sarebbe
ancora vivo. Se Saviano non fosse riuscito a pubblicare “Gomorra” forse
sarebbe già morto.

++
cit off
++

IdV-Ciampino-Blog

Vendesi Ministero [ Difesa Servizi Spa ]

Indagine su:
Difesa Servizi Spa

Antefatto:
Vendesi Fontana di Trevi:

Sembra avanspettacolo, ma provate a seguire i fatti:

dal sito:
http://riservato.flpdifesa.it/

Il testo aggiornato, dal sito:
http://www.senato.it/


cit on

DISEGNO DI LEGGE

presentato dal Ministro della difesa (LA RUSSA)

di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze (TREMONTI)

e con il Ministro dello sviluppo economico (SCAJOLA)

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 10 FEBBRAIO 2009

Misure a tutela dei segni distintivi delle Forze armate e costituzione
della società «Difesa Servizi Spa»

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

(Tutela dei segni distintivi
delle Forze armate)

1. Le Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri, hanno il diritto all’uso esclusivo delle proprie denominazioni, dei propri stemmi, degli emblemi e di ogni altro segno distintivo.

2. Il Ministero della difesa può, anche avvalendosi della società di cui all’articolo 2, consentire l’uso, anche temporaneo, delle denominazioni, degli stemmi, degli emblemi e dei segni distintivi di cui al comma 1 mediante intese, concessioni, contratti stipulati ai sensi dell’articolo 26 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, ovvero mediante altri atti giuridici previsti dalla legge, con soggetti pubblici o privati, nel rispetto delle finalità istituzionali e dell’immagine delle Forze armate.
3. Si applicano le disposizioni contenute negli articoli 124, 125 e 126 del codice della proprietà industriale di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, e successive modificazioni.
4. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque fabbrica, vende, espone, adopera industrialmente ovvero utilizza, al fine di trarne profitto, le denominazioni, gli stemmi, gli emblemi e i marchi di cui al comma 1 in violazione delle disposizioni del presente articolo, è punito con la multa da 1.000 a 5.000 euro.
5. Le disposizioni contenute nel presente articolo non si applicano ai collezionisti e agli amatori che operano per finalità strettamente personali e non lucrative.
6. Con regolamenti da emanare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, sulla proposta del Ministro della difesa, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e dell’economia e delle finanze, sono individuati le denominazioni, gli stemmi, gli emblemi e gli altri segni distintivi di cui al comma 1, nonché le modalità attuative della presente legge.

Art. 2.

(Difesa Servizi Spa)

1. Ai fini dell’attuazione delle disposizioni introdotte o modificate dall’articolo 14-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dell’articolo 26 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, dello svolgimento dell’attività negoziale diretta all’acquisizione di beni, servizi e prestazioni funzionali alle esigenze dell’Amministrazione della difesa e non direttamente correlate all’attività operativa delle Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri, da individuarsi con decreto del Ministro della difesa, nonché dell’articolo 7 della legge 24 dicembre 1985, n. 808, è costituita la società per azioni denominata: «Difesa Servizi Spa», con sede in Roma.

2. Il capitale sociale della società di cui al comma 1 è stabilito in un milione di euro e i successivi eventuali aumenti del capitale sono determinati con decreto del Ministro della difesa che esercita i diritti dell’azionista, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Le azioni della società sono interamente sottoscritte dal Ministero della difesa e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi.
3. La società di cui al comma 1, che è posta sotto la vigilanza del Ministro della difesa ed opera secondo gli indirizzi strategici e i programmi stabiliti dal medesimo Ministero, ha ad oggetto la prestazione di servizi e lo svolgimento di attività strumentali e di supporto tecnico-Amministrativo in favore dell’amministrazione della difesa per lo svolgimento di compiti istituzionali di quest’ultima anche espletando, per il comparto sicurezza e difesa, le funzioni di centrale di committenza ai sensi dell’articolo 33 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. La società può altresì assumere partecipazioni, detenere immobili ed esercitare ogni attività strumentale, connessa o accessoria ai suoi compiti istituzionali, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria in materia di affidamento a società a capitale interamente pubblico.
4. La società di cui al comma 1, nell’espletare le funzioni di centrale di committenza, utilizza i parametri di prezzo-qualità delle convenzioni di cui all’articolo 26, comma 1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni, come limiti massimi per l’acquisto di beni e servizi comparabili.
5. Lo statuto disciplina il funzionamento interno della società di cui al comma 1. Esso è approvato con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. È ammessa la delega dei poteri dell’organo amministrativo a un comitato esecutivo o a uno dei suoi membri. Con lo stesso decreto sono nominati i componenti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale per il primo periodo di durata in carica. I membri del consiglio di amministrazione possono essere tratti anche tra gli appartenenti alle Forze armate in servizio permanente. Le successive modifiche allo statuto e le nomine dei componenti degli organi sociali per i successivi periodi sono deliberate a norma del codice civile.
6. Ai fini di cui al comma 3, lo statuto prevede:

a) la proprietà esclusiva del Ministero della difesa del capitale sociale e il divieto esplicito di cedere le azioni o di costituire su di esse diritti a favore di terzi;

b) la nomina da parte del Ministro della difesa dell’intero consiglio di amministrazione e il suo assenso alla nomina dei dirigenti;
c) le modalità per l’esercizio del «controllo analogo» sulla società, nel rispetto dei princìpi del diritto europeo e della relativa giurisprudenza comunitaria;
d) le modalità per l’esercizio dei poteri di indirizzo e controllo sulla politica aziendale;
e) l’obbligo dell’esercizio della attività societaria in maniera prevalente in favore del Ministero della difesa;
f) il divieto di chiedere la quotazione in borsa o al mercato ristretto.

7. Gli utili netti della società di cui al comma 1 sono destinati a riserva, se non altrimenti determinato dall’organo amministrativo della società previa autorizzazione del Ministero vigilante. La società non può sciogliersi se non per legge.

8. La pubblicazione del decreto di cui al comma 5 nella Gazzetta Ufficiale tiene luogo degli adempimenti in materia di costituzione delle società previsti dalla normativa vigente.
9. Il rapporto di lavoro del personale dipendente della società è disciplinato dalle norme di diritto privato e dalla contrattazione collettiva.
10. Ai fini dell’applicazione del presente articolo, in deroga a quanto previsto dal comma 9 dell’articolo 23-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la società si avvale anche del personale militare e civile del Ministero della difesa, anche di livello non dirigenziale, in possesso di specifiche competenze in campo amministrativo e gestionale, da impiegarsi secondo le modalità previste dallo stesso articolo.
11. All’onere derivante dal presente articolo, pari a un milione di euro per l’anno 2009, si provvede mediante corrispondente riduzione, per l’anno 2009, della dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

cit off

E’ idea da molti anni sia dei governi Prodi/Berlusconi che i beni pubblici vanno venduti per renderli produttivi e garantire la concorrenza che risiederebbe nell’aprirsi al nuovo “totem” indiscusso: “il mercato”.

Se non che .. sebbene si siano vendute:

-le poste italiane
-le autostrade italiane
-le ferrovie italiane
-la alitalia
-i debiti delle amministrazioni locali (con la finanza creativa)
-i beni del demanio
-i servizi di gestione della distribuzione dell’acqua, dell’energia elettrica, del gas, dei telefoni, delle assicurazioni, della previdenza, etc etc

Qualcuno ha notato miglioramenti nei conti dello stato?

http://www.lastampa.it/

debito pubblico dal 1990 al 2005

debito pubblico dal 1990 al 2005

debito pubblico nel 2007 - 2008 - 2009

debito pubblico nel 2007 - 2008 - 2009

Quindi -come si vede- il debito pubblico italiano era invece rimasto stazionario fino al 2005, mentre è esploso a partire dal 2007 arrivando nel 2008 a 1600 miliardi di euro, e aumentando nel 2009 verso i 1800 miliardi di euro.

La crisi è solo psicologica?

“Italia dei Valori” non è né per il capitalismo, né per il comunismo, ma per la correttezza e trasparenza nel modo di operare … non privatizzare gli utili e socializzare le perdite.

Viceversa si è passati dal monopolio pubblico ai cartelli dei privati: i cosidetti “furbetti del quartierino”, i soli noti, gli “amici di Papi”.

IdV-Ciampino-Blog

Giudici a cena col premier e Alfano

Subject:
Vieni a prendere un caffé da noi? [Giudici “velini” della Consulta (sul lodo Alfano) a cena da Berlusconi!]
Date:
Sat, 27 Jun 2009 08:23:07 GMT
From:
L
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.politica, it.cultura.filosofia, it.media.tv


da repubblica.it

++
cit on
++

Sono membri del collegio che dovrà giudicare la costituzionalità del
“Lodo

Mazzella: è un mio amico, invito chi voglio.

L’Idv: dimissioni

Giudici a cena col premier e Alfano
Bufera su due membri della Consulta

di LIANA MILELLA

ROMA – Il 6 ottobre dovranno cominciare a decidere sulla
costituzionalità del lodo Alfano, ma nel frattempo vanno a cena,
“privatamente” a sentire il padrone di casa, con l’autore e insieme
destinatario del medesimo scudo anti-processi.

Seduti allo stesso tavolo due giudizi della Consulta,
Luigi Mazzella (l’ospite) e Paolo Maria
Napolitano
, Berlusconi, il Guardasigilli Angelino Alfano, il
sottosegretario Gianni Letta, i presidenti delle commissioni Affari
costituzionali della Camera Donato Bruno e del Senato Carlo Vizzini. Per
parlare anche di una bozza di riforma costituzionale della giustizia,
scritta dallo stesso Mazzella, che separa le carriere, sostituisce i pm
con gli “avvocati dello Stato”, cambia il Csm e la Consulta.

Lo rivela L’Espresso e scoppia il pandemonio. Antonio Di Pietro è drastico: “Ci sono due giudici della Corte che fanno i “consigliori” del principe e si mettono al suo servizio per dargli le migliori indicazioni per fare leggi che gli facciano mantenere l’impunità”. Ancora: “C’è una grave incompatibilità e un conflitto d’interessi. La Corte non si pronunci sul lodo Alfano fino a quando i due giudici non si saranno dimessi”.

Tutta l’Idv è con lui. Ecco l’ex pm Luigi De Magistris: “È l’ennesima confusione tra interessi istituzionali o interessi privati. Non è opportuno che alcuni giudici banchettino con il principale interessato di una così importante decisione”. Rincara la dose il senatore Luigi Li Gotti: “Berlusconi ha messo in grave imbarazzo due componenti della Corte pregiudicandone la terzietà”. A destra la musica è tutt’altra e la cena, che si è svolta a maggio in via Cortina d’Ampezzo, non scandalizza. Per il capogruppo Pdl al Senato Gaetano Quagliariello le accuse dell’Idv sono “ridicole” e si risolvono “in una pressione obliqua e indebita sulla Consulta”.

Il responsabile giustizia del Pdl Niccolò Ghedini non vede nella cena “nulla di strano perché i giudici non vivono sul monte Athos ed è normale che frequentino le alte cariche. Se passasse il principio, Napolitano non dovrebbe più incontrare Berlusconi se deve firmare una legge importante, o il presidente della Corte dei conti o della Cassazione se devono prendere decisioni contabili, penali o civili. Spero che il Quirinale intervenga perché questa è un’aggressione alla Corte”.

La Consulta è in subbuglio. Giusto nel giorno in cui il presidente Francesco Amirante rende noto, dopo aver firmato la convocazione d’udienza, che la discussione sul lodo Alfano partirà il 6 ottobre, relatore il tributarista Franco Gallo (nominato nel 2004 dall’ex presidente Ciampi). La cena è oggetto di riservati capannelli mentre gli alti giudici incontrano dei colleghi russi. Nessun commento, neppure degli ex della Corte. Ma, off the records, prevale lo sconcerto per un incontro che ne pregiudica l’imparzialità in un momento delicatissimo. Napolitano tace. E Mazzella definisce Berlusconi “un vecchio amico” (fu suo ministro della Funzione pubblica nel 2003) e s’infuria.

Scrive all’Espresso e con l’Ansa rivendica il diritto di cenare con chi gli pare: “Stiamo scherzando? Allora dovrei astenermi da tutti i lavori della Corte. A cena invito chi voglio. A casa mia vengono tutti, dall’estrema sinistra alla destra, sono amico personale di Bertinotti e di tante altre persone che vivono nel mondo della politica”.

Ma non è scorretto che chi deve decidere sul lodo Alfano vada a cena con lo stesso Alfano e con Berlusconi? Replica secca: “Non credo che io, da individuo privato, debba dar conto delle cene che faccio”. Neppure se in ballo c’è una decisione delicata? “In casa mia invito chi voglio e parlo di quello che voglio”.

(27 giugno 2009)

++
cit off
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Concerto per L’Aquila: 30/06/09 – ore 21:00

Destinazione Abbruzzo

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Regione Sardegna: i Cappellacci di Silvio

cit on

Subject:
Rassegna: I Cappellacci di Silvio [Ma il G8 è roba che si magna?]
Date:
Fri, 26 Jun 2009 16:50:30 GMT
From:
L <parmenide_2002@yahoo.it>
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.discussioni.misteri, it.politica

Presentiamo oggi Ugo Cappellacci, ossia la maschera di Silvio Berlusconi
per le promesse non mantenute in Sardegna:

-La crisi? è psicologica .. vedrete che non ci sarà disoccupazione ..

-Il G8? porterà tante opere utili che diverranno patrimonio della
regione ..

Ma ecco il video che spiega la situazione del declino del governo che
alle parole non fa corrispondere i fatti:

Cappellacci:

“Voi avete ragione a esprimere il vostro malcontento!”
“Ne avete tutto il diritto!”
“Io non vi critico per questo!”

“So bene quanto il popolo della Maddalena e tutti i Sardi avessero
riposto delle speranze su questa manifestazione del G8”
“Lo so bene sono consapevole della perdita .. però vedete cari amici
..”

Concluderà al grido della folla di “buffone .. buffone” ..

Ma i meriti andrebbero ripartiti .. con il regista della fiction .. come
si chiamava?

Quello che si faceva chiamare “Papi” ..

Insomma quello che raccontava le barzellette sulle navi ..

Il volto a voi noto del PD-L & PD+L ..

: – )

Saluti,

L

P.S.

Scambio di lettere tra Grillo e La Seracchiani:

Debora Serracchiani del PDmenoelle ha risposto a una critica che le ho
rivolto sul blog. Lo ha fatto con un post gentile e misurato.
“Caro Beppe,
quando parli di PDmenoelle tu hai in mente i vertici e quello che hanno
fatto. Quando io penso al PD, penso alla base, al partito che possiamo
costruire.
Forse la differenza è tutta qui. In fondo credo che stiamo lavorando per
uno stesso obiettivo. Solo che lo facciamo con modalità differenti. Ti
prego di concedermi il beneficio del dubbio. Forse la strada che ho
scelto io è quella più indicata per rinnovare la politica. Forse… A te
non chiedo tanto. Chiedo solo di lasciarmi provare. Magari insieme e
ognuno a modo suo ce la facciamo” Debora Serracchiani
“Cara Debora,
il PDmenoelle è in mano agli alleati dello psiconano, quelli che gli
hanno permesso di trasformarsi nella più grande metastasi della
democrazia. D’Alema, Fassino, Veltroni, Rutelli, Bassolino, Napolitano
sono stati, e sono, organici al PDL. Franceschini, il vice disastro
secondo il nuovo sindaco di Firenze, è una comparsa della politica.
La proposta per l’impeachment dello psiconano proposta da Di Pietro non
ha raccolto una sola firma dai tremuli deputati tuoi colleghi di
partito.
Berlusconi, la P2, il conflitto di interessi, la scomparsa
dell’informazione sono figli legittimi dell’assenza di una vera
opposizione. PDL e PDmenoelle sono due facce della stessa moneta. Del
Turco, Bassolino e Carra valgono i loro pari nel PDL. Si dice che la
politica del PDmenoelle sia frutto di incapacità, di confusione. Io non
lo credo. PDL e PDmenoelle sono organici, due gemelli siamesi che, se
separati, morirebbero entrambi. Berlusconi è fonte di sopravvivenza per
“i vertici”, senza di lui non esisterebbero. La dimostrazione è
Violante, che gli garantì il controllo delle televisioni e se vantò in
Parlamento. D’Alema che lo sdoganò per costruire, insieme a un uomo del
genere, la Bicamerale. Veltroni che, appena nominato segretario,
discusse con lo psiconano la nuova egge elettorale e avviò (lui, non
Mastella) la crisi del governo Prodi.
Questa è la casa dove vivi, cara Debora. Sei come una missionaria o una
suora di clausura che vive in un bordello. Sei stata eletta con le
preferenze, tante preferenze. Ma “i vertici” del tuo partito non
sarebbero più in Parlamento se ci fossero le preferenze anche per le
poltiche. Le stesse che chiedo di reintrodurre da tre anni. Senza
preferenze tu non esisteresti. Con le preferenze “i vertici” andrebbero
a zappare la terra o a scrivere libri per la Mondadori.
Dici che stiamo lavorando per lo stesso obiettivo. Il mio è il programma
delle Liste Civiche a Cinque Stelle, La Carta di Firenze, senza
inceneritori, con l’acqua pubblica, senza condannati nelle
amministrazioni. Qual è su questi argomenti il tuo parere? Cosa intendi
fare?
Forse sei una persona giusta, ma nel posto sbagliato. Rosy Bindi è stata
tumulata ed era la meno peggio. In bocca al lupo.” Beppe Grillo

cit off

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