Il capo e quello che può fare [massmedia]


cit on

Subject:
Il capo e quello che può fare [studi di massmediologia]
Date:
Sun, 21 Jun 2009 16:56:35 GMT
From:
L
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.media.tv

da it.discussioni.psicologia

Subject:
Re: Il capo e quello che può fare
Date:
Sun, 21 Jun 2009 18:35:21 +0200
From:
L
Newsgroups:
it.discussioni.psicologia
References:
1

Massimo Soricetti wrote:
>
> Prima di cestinare il post, leggete… non parlo di politica (non
> principalmente almeno)
>
> Non so se seguite quello che sta accadendo a Berlusconi, le inchieste su
> Noemi Letizia, Villa Certosa e sulle ragazze di Bari. Pensavo
> inizialmente che anche queste, come tutte quelle prima, finissero nel
> dimenticatoio, liquidate come “faccenda privata” anche se non è vero, e
> ricordate solo da chi, come me, ancora si incavola per le porcate.
>
> Invece sembra che stavolta B sia più in difficoltà del solito.
> Addirittura ci sono voci di un governo Draghi (perché? boh).
>
> Ho capito, anche se i “destri” che conosco guardano e tacciono, che
> anche loro sono colpiti da queste faccende, e mi sembra (sembra!) che
> non siano disposti a passarci sopra come hanno fatto con la corruzione e
> tutte le accuse giudiziarie.
>
> Ma PERCHE’?
>
> Avrei pensato che una cosa del genere venisse ignorata facilmente da chi
> è passato sopra a ben altro, invece questo fatto sta incrinando
> l’immagine di B in un modo che nessun giudice e nessun giornalista è mai
> riuscito a fare, per quante prove e testimonianze abbiano raccolto. I
> giornali ci scrivono sopra da un mesetto, pure quelli “di destra”, anche
> se meno, e non accennano a smettere. Insomma questa è una notizia “che
> non passa di moda” come invece passavano rapidamente di moda le
> inchieste giudiziarie.
>
> So che ci sono regole, che c’è un patto sottinteso, tacito, che lega “il
> Capo” (non B in particolare, ma proprio ogni capo in ogni ambiente) e
> chi lo segue. E che quindi ci sono cose che il Capo può fare, cose che
> il Capo non può fare e cose che il Capo *non deve mai* fare.
>
> E pare proprio che il patto fra B e “i suoi”, incredibilmente almeno per
> me, comprende il comandamento “non trombare con le veline”…???
>
> Qualcuno ha una spiegazione un pò meno grezza di questa cosa? Perché
> questo fatto è così importante per i “destri”?
> 1) Moralismo veterocattolico?
> 2) Invidia? (non ci va che tu trombi chi ti pare e noi no?)
> 3) Nostalgia per l’italia anni ’40-’50?
>
> boh…

Ho letto le varie analisi e trovo che tutte colgono molti aspetti della
questione.

Mi vorrei soffermare su un aspetto che non è stato trattato:

“Siamo sicuri che si tratti solo di scandalismo?”

La maggior parte dei commentatori, sia qui sul ng, sia in ambiente
massmediologico, sono concordi che è molto probabile che vi sia stata
non una semplice fuga di notizie, ma un complotto.

Anch’io solo studiando il fenomeno dal punto di vista massmediale,
(senza avere avuto accesso a info riservate) sono per l’ipotesi del
complotto.

Sono per questa idea e sono anche preoccupato che le *sorti dell’Italia*
siano -forse- etero-dirette da cosiddetti poteri forti, non meglio noti,
perché -se fosse così- le sorti dell’Italia e l’ipotesi del meccanismo
democratico -sebbene io non condivida la politica dell’attuale governo-
se ne vanno a farsi benedire.

L’elaborazione politica/di psicologia delle
masse/sociologica/massmediale necessita -urgentemente- di un’opera di
riconsiderazione se la democrazia non sia divenuta una illusione così
come al popolo si favorisce l’uso della religione, o del calcio, o i
tori che corrono per le strade, la corrida, e magari i gladiatori nelle
arene, oggi, quindi i piloti che rischiano di uccidersi in un circuito
automobilistico, e quant’altro.

Quindi gli intellettuali hanno grandi responsabilità:

1) Chiedersi “Ma perché?”

2) Studiare dei modelli che non siano gestiti a livello di ristrette
cerchie di potere.

E’ chiaro che la massa ha il difetto di essere -per sua e di altri
responsabilità- a un livello di sottocultura e sarebbe rischioso
investirla di responsabilità superiori alla relativa capacità di
elaborazione.

Si veda ad esempio questa ammissione di Mr B:

La mia idea, oserei dire il mio eureka!

: – )

.. è molto semplice:

Alle persone deve essere data la possibilità

a) di eleggere persone competenti.

b) di potersi formare una cultura, a prescindere dalla classe sociale di
origine, oltre che le risorse primarie: cibo, casa, possibilità di
svolgere una funzione sociale (quello che una volta si chiamava
“lavoro”) a cui la scuola deve preparare.

c) di avere la libertà di pensiero con la frontiera di non scendere
nella apologia di reato.

d) di avere la stabilità contro il degrado delle informazioni e le
risorse primarie che non possano essere sbilanciate a favore di pochi.
Deve essere possibile la stabilità delle risorse (concetto antitetico al
concetto di aumento della produzione, in quanto il mio modello è
armonico e non a risorse illimitate, come è -del resto- il pianeta) NON
limitando l’informazione, ma rendendola il più diffusa possibile (tranne
le specifiche sulle info di danno alla sicurezza, per cui va previsto un
protocollo apposito).

In un sistema “ben formato” (come si chiama -in logica- un sistema che
rispetta il PDNC), infatti, il feedback garantisce stabilità, se si
regola il circolo delle informazioni disponibili, tanto da potere essere
reimmesso nel sistema senza farlo esplodere (per eccesso di info che non
risulterebbero più elaborabili se escono fuori dalla loro
processabilità: si veda qualche articolo di Eco sul concetto di
strategie di come trascurare l’informazione circolante).

Ossia “conoscere lo stato del sistema” per regolare -su esso stato del
sistema- l’evoluzione futura del sistema stesso, a partire dal passato,
per impostare il futuro (al variare degli input), per abilitare gli
output .. è quanto di meglio si abbia oggi a disposizione per il
controllo dei sistemi.

La meccanica -invece- delle eccezioni, ossia dei casi non trattabili in
modo ordinario, è trattato nella gestione dei computers come “chiamata a
stato supervisivo: si abilitano a compiere alcune azioni solo a uno
stato supervisivo per esempio in caso di allarme, di segnalazione di
errore, di segnalazione di malfunzionamento, etc. (il cosiddetto
“protocollo apposito” di cui dicevo poco prima).

Ma per il buon funzionamento di un sistema la maggioranza dei casi
devono/dovrebbero essere gestiti con una politica ordinaria di completa
trasparenza delle informazioni disponibili, e il fatto che si elimini
-in questo modo- la modalità di “chi controlla il controllore?”,
garantisce che il sistema tende al rispetto delle leggi perché se non lo
facesse sarebbe facilmente riscontrabile -da chiunque- che è stato
violato il principio di legalità.

Infine la garanzia di chi controlla il controllore nelle procedure di
stato supervisivo può essere gestita con un sistema di arbitraggio: Il
controller che determina l’esito di quale cosa è corretto fare -dopo
segnalazione di più sorgenti che non sono tutte daccordo tra loro (per
esempio per malfunzionamento)- è semplicemente una verifica di chi abbia
la maggioranza della tesi che ha raccolto più consensi.

Il controller deve essere a sua volta periodicamente testato per
verificarne il funzionamento e va sostituito in caso di malfunzionamento
del controller stesso.

Bene, abbiamo fatto un po’ di studio di AI (artificial intelligence)

: – )

Chissà che prima o poi non ci torni utile ..

Grazie dell’argomento,

L


cit off

IdV-Ciampino-Blog

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