Minzolinismo: “ciò che i tg non dicono”

Samurai (Giappone feudale)

Samurai (Giappone feudale)

Subject:
Minzolinismo: 134,5 miliardi di dollari sequestrati a Chiasso [come mai -secondo voi- non c’è nei tg?]
Date:
Mon, 29 Jun 2009 14:11:05 GMT
From:
L <parmenide_2002@yahoo.it>
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.media.tv, it.politica

da it.economia:

Subject:
134,5 miliardi
Date:
Sat, 27 Jun 2009 08:45:33 +0200
From:
Federico Savini <savini_ffede@libero.it>
Organization:
TIN.IT (http://www.tin.it)
Newsgroups:
it.economia

http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=15588&size=A

++
cit on
++

» 23/06/2009 10:23
ASIA-ITALIA
I 134,5 miliardi di dollari sequestrati a Chiasso, tra silenzio e
disinformazione
Né le autorità italiane, né quelle americane hanno detto ufficialmente
se sono veri o falsi. Un portavoce del Tesoro Usa li definisce falsi, ma
ammette di averli visti solo su internet, mentre la Guardia di finanza
italiana dice che sono praticamente indistinguibili
. L’interesse della
Fed e della Banca del Giappone a negarne l’autenticità.

Milano (AsiaNews) – Il sequestro dei 134,5 miliardi dollari in titoli
americani è stato effettuato dalla Guardia di Finanza (GdF) il 3 giugno
scorso.
Nei giorni immediatamente successivi la vicenda aveva fatto
titoli cubitali sui quotidiani italiani e ne avevano diffusamente
riferito le maggiori reti televisive nazionali. AsiaNews non è un organo
d’informazione economica, ma un’agenzia di stampa missionaria. Ne ha
iniziato a riferire pochi giorni dopo (l’8 giugno) notando che
stranamente le fonti estere avevano del tutto ignorato una notizia di
tale portata in cui erano e sono notevoli implicazioni sociali ed
economiche per l’Asia (e per il resto del mondo) sia se i titoli sono
autentici che contraffatti. Dal primo lancio è stato perciò messo sempre
in luce che in mezzo alle mille ipotesi possibili, l’unica certezza era
proprio il mutismo dei maggiori quotidiani e delle catene televisive
oltre che il silenzio delle autorità e delle fonti ufficiali.

A tutt’oggi il comunicato della GdF del 4/6/2009, il giorno successivo
al sequestro, è l’unico documento ufficiale disponibile. L’unico
elemento in più finora accertato viene da agenzie giapponesi che citano
fonti consolari nipponiche: i due asiatici con passaporto giapponese
identificati a Ponte Chiasso (Italia) e diretti a Chiasso sono
effettivamente giapponesi, uno della prefettura di Kanagawa, nel
Giappone centrale, ed uno della prefettura di Fukuoka, nel Giappone
occidentale. L’altro elemento certo è che i due giapponesi dopo essere
stati identificati sono stati rilasciati.
Se la GdF avesse avuto
elementi per ritenere che i titoli erano contraffatti (anche per un
valore molto, molto inferiore) era tenuta ad arrestare i due giapponesi.

In caso contrario, l’ufficiale della GdF poteva lui stesso essere
incriminato. Il rilascio dei due giapponesi non può aver avuto perciò
luogo senza che la GdF avesse raggiunto la convinzione che i titoli
erano autentici.
In tal caso un arresto sarebbe stato illegittimo perché
la mancata dichiarazione valutaria non è un reato penale, ma comporta
una “semplice” ammenda amministrativa, il 40 % del valore eccedente i €
10.000 di franchigia. Questa ipotesi ha una sola possibile eccezione, il
rilascio dei due responsabili, senza emissione del verbale d’ammenda,
per un preciso ordine del governo, determinato da ragioni di interesse
nazionale.
Né dalla GdF né da alcun organo amministrativo italiano è
state rilasciato alcun commento, non si dispone di dichiarazioni
ufficiali, né in un senso né in un altro. Non si sa nemmeno se il
verbale d’ammenda è stato emesso (perché ciò significherebbe che la GdF
ritiene i titoli autentici).

AsiaNews allora, non può che registrare quanto segue:
La prima informativa di una grande agenzia stampa internazionale, la
Bloomberg, è del 12 giugno e contiene un particolare bizzarro. Si
afferma che, tra quelli confiscati, ci sarebbero anche titoli con una
strana data d’emissione, il 1934. Di ciò non si trova traccia nel
comunicato stampa diffuso dalla GdF. A posteriori si può arguire che
questo dettaglio svela verso quale esito potrebbe essere pilotata la
vicenda: i titoli sono “falsi”. Viceversa i Kennedy Bond da un miliardo
di dollari ciascuno, di cui si parla nel comunicato della GdF del 4
giugno, sono titoli reali effettivamente emessi dal Tesoro USA meno di
dieci anni fa (ovviamente non si sa se quelli trasportati dai due
giapponesi siano Kennedy Bond autentici o no).

A tutt’ora non sono stati ufficialmente forniti dettagli dell’identità
dei due giapponesi.
Visto il valore dei titoli sequestrati, è
comprensibile, ma rimane inusuale.

Dopo due settimane dal sequestro un lancio della Bloomberg il 18/6,
riporta le affermazioni del portavoce del Tesoro americano, Stephen
Meyerhardt: (“sono chiaramente falsi”). In una diversa intervista,
Meyerhardt afferma di non aver visto le obbligazioni se non da una foto
su internet. In due settimane, dopo che erano stati subito allertati i
servizi sia italiani che americani, nessuno del Tesoro americano si è
precipitato in Italia per verificare i titoli e l’analisi è talmente
semplice che basta una foto presa da internet. Subito dopo il sequestro,
la GdF aveva dichiarato che se si trattava di contraffazione, i falsi
erano praticamente indistinguibili dai titoli autentici. A Meyerhardt
invece è bastata una foto su internet. Se ne deduce che o alla GdF non
ci sono altro che degli incompetenti – ed è davvero poco probabile – o
la dichiarazione di Meyerhardt lascia spazio a molti dubbi.

In mancanza di comunicati ufficiali, il comandante della GdF di Como ha
fornito in esclusiva ad un’agenzia le sue personali opinioni, non quelle
ufficiali della GdF, che così non vi è formalmente implicata. Secondo
quanto riportato da tale fonte, sulla questione dell’autenticità dei
titoli il col. Mecarelli prudentemente si è limitato ad affermare che la
GdF attende “i colleghi americani che devono fare la perizia sui bond
per stabilirne l’autenticità o la falsità”.
Anche il fatto che dopo due
settimane non sia arrivato in Italia un gruppo di esperti americani di
contraffazione di titoli lascia spazio a molti dubbi: in fondo si tratta
di 134,5 miliardi di dollari.

Un’ultima perla la fornisce il Financial Times, quotidiano spesso
definito “autorevole”. Secondo il giornale, la vicenda dei 134,5
miliardi di dollari falsi (senza virgolette, il che significa che la
contraffazione è già stata appurata, mentre così non è) sarebbe
attribuibile alla mafia siciliana. Purtroppo però non fornisce alcun
elemento che possa collegare i titoli sequestrati alla mafia siciliana.

Da fonti riservate, la cui attendibilità AsiaNews non può verificare, si
afferma che uno dei due giapponesi fermati a Chiasso e poi rilasciati
sarebbe Tuneo Yamauchi, cognato di Toshiro Muto, fino a poco fa
vice-governatore della Banca del Giappone.
Tale circostanza in sé non
comporterebbe necessariamente che i titoli siano autentici. Da altre
fonti si apprende invece che le autorità italiane considerino i titoli
autentici e si rifiuterebbero di prestarsi al gioco della Fed, che senza
esaminarli, li ha dichiarati falsi via internet. La Fed ha tutto
l’interesse a sostenere la Banca del Giappone nel rientrare in possesso
dei titoli evitando il pagamento della penale prevista dalla legge
italiana. La Fed, infatti, sta avendo difficoltà a collocare i propri
titoli sul mercato ed i nipponici sono tra i maggiori possibili
acquirenti. Al contempo, il governo Berlusconi, che pur gode di un forte
consenso popolare ed elettorale, potrebbe trovarsi in gravi difficoltà
se venisse dimostrato che,
nel caso i titoli siano autentici, non riesce
a far applicare la legge italiana in territorio italiano.

++
cit off
++

Commento:

come mai -secondo voi- non c’è nei tg?

Saluti,

L

P.S.
Chi è Minzolini?

http://www.repubblica.it/

http://www.youtube.com/watch?v=1hVoHSR5Ea4

Ultimo Aggiornamento: 11 luglio 2009, ore 13:24

Sviluppi nell’inchiesta:

da repubblica.it

IdV-Ciampino-Blog

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