Archivio per agosto 2009

Berlusconi/Craxi e la “chiamata di correo” ..

Dario Franceschini

Dario Franceschini

Subject:
Dossier: dopo Boffo (Avvenire), Ezio Mauro (Repubblica), ecco quello su Franceschini .. [dagospia.com][giochiamo al vaso di
Pandora?]
Date:
Mon, 31 Aug 2009 07:26:15 GMT
From:
L
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.media.tv

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-8781.htm

++
cit on
++

SOTTO IL SU-DARIO, SPUNTA UNO SCHELETRUCCIO: QUANDO FRANCESCHINI FACEVA
IL “BENZINAIO” A SEI ZAMPE – “LIBERO” SVELA LA sua presenza
(sponsorizzato all’epoca da de mita) nel collegio sindacale DELL’ENI
negli anni ‘BOLLENTI’ dell’acquisizione di Montedison…

1 – SOTTO IL SU-DARIO, SPUNTA UNO SCHELETRUCCIO: QUANDO FACEVA IL
“BENZINAIO” ALL’ENI
Monica Franchi per Libero

Dario Franceschini si è dimenticato nel curriculum e nella sua
autobiografia due anni trascorsi all’Eni, all’interno del collegio
sindacale che ratificò senza battere ciglio alcune delle delibere più
delicate per la chiusura del celebre affaire Enimont.

La scoperta arriva dagli atti depositati presso il tribunale di Roma
dove si sta svolgendo il processo di appello per la vicenda della
cosiddetta Ops Enimont che in primo grado (28 dicembre 2004, presidente
Giovanni Deodato, giudice estensore Francesco Manzo) aveva portato alla
condanna civile dell’ex vicepresidente dell’Eni, Alberto Grotti, con
richiesta di risarcimento danni di complessivi 10.329.128 euro.

Nell’appello, che si svolgerà a febbraio dell’anno prossimo, Grotti ha
prodotto la documentazione sui consigli Eni che approvarono l’Ops Eni
per ricomprare i titoli Enimont anche da Raul Gardini e dai suoi alleati
al prezzo contestato dai giudici di 1.650 lire per azione, chiedendo
quanto meno di condividere la condanna con chi allora approvò in
consiglio ogni decisione, fra cui i membri del collegio sindacale
dell’Eni: Giuseppe Braito (presidente), Dario Franceschini, Giovanni
Gasparini, Vincenzo Mollica e Michele Saltarelli (sindaci effettivi).

La documentazione societaria prodotta non lascia adito a dubbi, ma
contrasta con quanto lo stesso Franceschini ha scritto in ogni sua
biografia e tutt’oggi nel sito Internet personale e su quello del
partito democratico. “Dal 1985 esercita la libera professione come
avvocato civilista”.
“Cassazionista. È iscritto al Registro dei Revisori contabili. È stato
membro effettivo del collegio sindacale dell’Eni s.p.a. nei primi tre
anni della privatizzazione”. Non tre, ma cinque sono stati gli anni
trascorsi da Franceschini nel collegio sindacale dell’Eni (cui arrivò,
secondo le cronache dell’epoca, sponsorizzato da Ciriaco De Mita).

Di privatizzazione manco l’ombra, perché il colosso energetico italiano
in quegli anni era pubblico. Ma probabilmente il segretario del Pd si
voleva riferire alla trasformazione in spa dell’Eni, avvenuta
nell’estate del 1992 grazie al blitz compiuto dal presidente del
Consiglio Giuliano Amato e dai ministri Piero Barucci e Giuseppe
Guarino. Da lì al 1995 Franceschini restò membro del collegio sindacale
a fianco dell’uomo nuovo, Franco Bernabè, che collaborò con Mani pulite
per fare piazza pulita di tutto il management precedente.

E in effetti quasi tutti i manager furono sostituiti, e anche gli altri
membri del collegio sindacale (ne divenne presidente Giovanni Ruoppolo)
con al sola eccezione del futuro segretario del Pd, graziato dal
repulisti. Ma Franceschini ha vissuto in Eni anche la stagione
precedente, sbianchettata nella biografia ufficiale.

Fu nominato infatti con decreto ministeriale il 23 marzo 1990 dal
governo guidato da Giulio Andreotti, sostituendo un altro membro del
collegio sindacale poi divenuto famoso in politica. Giulio Tremonti, che
in Eni aveva voluto Franco Reviglio, il presidente che passò il
testimone a Gabriele Cagliari proprio quell’anno.

Dal 1990 al 1992 i consigli di amministrazione dell’Eni approvarono
tutte le delibere chiave dello scontro finale con Gardini per Enimont,
compresa quella del dicembre 1990, che lanciò l’Ops sui titoli della
joint venture chimica poi entrata nei vari filoni d’inchiesta di Mani
Pulite. Franceschini, che era semplice membro del collegio sindacale e
che mai aveva chiesto la parola durante le riunioni limitandosi al voto
finale (senza alcun dissenso), non è stato mai interrogato dai giudici.
Però ha sbianchettato quegli anni…

2 – IL GIOCO DEL SILENZIO SULLO SCHELETRUCCIO DI SU-DARIO
Elisa Calessi PER LIBERO

Parla del rinvio delle nomine del tg3, assicurando che il Partito
democratico non c’entra nulla. «È una sciocchezza che appassiona il
circuito degli addetti ai lavori». Dice la sua, Dario Franceschini, a
proposito del testamento biologico, dopo che Gianfranco Fini, l’altro
giorno, alla Festa nazionale del Pd, a Genova, si è augurato che alla
ripresa dei lavori la Camera dei Deputati modifichi il testo. «Si
lavorerà in Parlamento, c’è molto da lavorare», concorda il segretario
del Pd. Ma di quanto scritto da Libero, a proposito della sua presenza
nel collegio sindacale di Eni negli anni dell’acquisizione di
Montedison, non intende parlare. Nessun commento.

Così come sono recalcitranti i suoi. Il giudizio comune è che non si
commenta perché «non c’è niente da commentare». A tirare in ballo gli
allora componenti del cda e del collegio sindacale è stato Alberto
Grotti, allora vicepresidente di Eni, che ha avuto una condanna civile
in primo grado con richiesta di risarcimento.

«Se quello che questo signore ha detto non è diventato oggetto di
indagine giudiziaria, se i magistrati non hanno ritenuto di dover
coinvolgere il collegio dei sindaci, né per interrogarli, né per avviare
un’inchiesta, evidentemente vuol dire che non c’è nulla di nulla», si
dice nello staff del segretario del Pd. Molti sono ancora in vacanza,
altri sono già tornati.

Il tam-tam sulla prima pagina di Libero, però, raggiunge tutti. Chi via
sms, chi per telefono. Accetta di parlarne Francesco Saverio Garofani,
deputato del Pd, fedelissimo del segretario, oltre che suo amico di
vecchia data. «Se questo è uno scheletruccio, ben vengano gli
scheletrucci. Fango. Solo veleni e fango. Mi sembra una polemica
forzatissima. Perché, è una colpa far parte del collegio sindacale? Ma
andiamo. E allora cosa dovremmo dire di Silvio Berlusconi? Mi pare una
polemica fragilissima».

Anche da parte degli altri dirigenti del Pd non c’è voglia di calcare la
mano. Francesco Boccia, sostenitore di Pier Luigi Bersani, più che altro
è infuriato con Franceschini perché ha annunciato che Nichi Vendola sarà
ricandidato in Puglia. Sandro Gozi, della squadra di Ignazio Marino,
definisce quanto rivelato da Libero «totalmente irrilevante». Spiega:
«Anche sforzandomi, non riesco a vederci nulla».

E il fatto che sul sito internet, il segretario del Pd abbia omesso i
primi due anni di presenza nel collegio sindacale di Eni? Gozi: «Si vede
che ha fatto troppe cose e non si ricordava». Stessa linea per Paola
Concia, anche lei della mozione Marino: «Non mi pare ci sia nulla di
rilevante. Boutade agostana, tutto qui».

Franceschini, intanto, continua la sua campagna elettorale in vista del
congresso. Gallipoli, Potenza, Napoli. Da Potenza commenta la grande
accoglienza tributata dai militanti del Pd a Fini: «È il Presidente
della Camera: un ruolo istituzionale importante che sta svolgendo con
scrupolo e misura. È stato giustamente accolto bene dai militanti del
Partito democratico che sono tutte persone educate e che sanno
rispettare gli avversari politici».

E sul suo sito mette in home page il trailer del film Videocracy,
rifiutato da Rai e Mediaset. Per il segretario del Pd è «un’altra prova
di come si stiano restringendo gli spazi della libertà di informazione
in Italia». Per Franceschini, la tv pubblica e quella privata hanno
deciso di non mandare questo spot commerciale «perché è scomodo».

Non grida al regime, ma l’allarme è quello: «Io mi chiedo di questo
passo dove andremo a finire. Bisogna reagire all’assuefazione. In questo
Paese la battaglia per la libertà di informazione non riguarda né solo
il Partito democratico né solo l’opposizione, ma riguarda tutti quelli
che hanno a cuore un Paese libero, libero veramente».

[28-08-2009]

++
cit off
++

Non si tratta di poltrone, la situazione attuale.

Si tratta della fondazione di “nuovi modus vivendi”, di modalità
esistenziali che si contrappongono.

Craxi fu travolto dall’idea di “chiamata di correo”.

In parlamento Craxi disse:

“Se qualcuno di voi non ha preso soldi in modo irregolare si alzi”

E nessuno si alzò.

Pensava che la cosa sarebbe finita lì, ma poi arrivò il lancio delle
monetine all’uscita della sua residenza all’Hotel Rafael.

Quindi andò armi e bagagli ad Hammamet in Africa, in una splendida villa
e tenuta che era stato così previdente da organizzare per i tempi di
bisogno.

Gli italiani sono un popolo strano .. sembrano tutti fascisti perché c’è
il fascismo .. sembrano tutti antifascisti perché c’è lo sbarco ad Anzio
degli americani .. ma sanno sentire -per tempo- dove tira l’aria .. se
la CEI si dice “disgustata” .. tira una brutta aria -> per Mr B.

Tira una brutta aria non perché ci sia qualcuno -fuorché Cristo- che sia
innocente.

Tira una brutta aria perché Mr B ha pestato i piedi a troppi, ma
sopratutto perché non è ritenuto rappresentare interessi da far
continuare a navigare con un PIL -> “da Titanic che affonda”.

La portaerei Italia serve all’Europa e all’occidente per i suoi piani
terzomondisti sul continente Africano, pieno di materie prime e per il
medio oriente, per i giacimenti in Irak e Iran, oltre che ponte per
sorvegliare la questione palestinese.

Serve per gli scambi con l’Asia.

In tale scenario geopolitico l’Italia non può “andare a puttane” perché
sul punte del Titanic tutti brindano alle feste di Papi.

E’ matematica allo stato puro.

Saluti felicità,

L

IdV Ciampino Blog

analisi delle bollette dal 1998 al 2008

grafico del gas (click sulla foto per documento completo)

grafico del gas (click sulla foto per documento completo)

grafico energia (click su foto per documento completo)

grafico energia (click su foto per documento completo)

Subject:
Re: I plagiati non possono rispondere, allora i tapini provano a inveire [analisi delle bollette nel decennio 1998-2008]
Date:
Sat, 29 Aug 2009 17:58:10 GMT
From:
L
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[Infostrada]
Newsgroups:
it.politica, it.cultura.filosofia, it.economia
References:
1

Ernesto wrote:
>
> Il GRANDE PRODI ovviamente aveva visto giusto: sarà la Cina a tirarci fuori
> dalla crisi. Il premier cinese ha voluto incontrarde OBAMA per l’America e
> PRODI per l’Europa.
>
> Un lungo colloquio importantissimo di cui il regime non ha dato conto: poche
> parole dette dallo stesso PRODI in un’intervista a RAI TRE.
>
> I guai sono venuti dagli USA e il misero Trecconti non ha mai capito nulla:
> figuriamoci gli imbecilli della lega, l’ignorante assoluto Berlusconi
> occupato a rubare soldi pubblici e a organizzare orge.
>
> In quanto poi ai tapini berlusconci, i forzidioti che scrivono qui, fanno
> una pena infinita.
>
> Loro preferiscono un baùscia di provincia, corruttore, ladro, lavatore di
> soldi sporchi a un economista di fama mondiale come ROMANO PRODI, 27 lauree,
> Presidente Europeoa, che avev come ministro nietnepopodimeno che il
> PRESIDENTE DEL FONDO MONETARIO INTERNAIONALE, il grandissimo Padoa Schioppa.
>
> I tapini non capiscono ovviamente nulla di politica economica, fingno di non
> sapere che i DUE GOVERNI PRODI hanno salvato l’Italai rimettendo a posto i
> conti devastati e sotto la guida di Prodi l’export fece un bum del +13%, col
> puttaniere siamo crollati a -25%.
>
> Fingono di non sapere che nel 2006 PRODI IL GRANDE trovò una Procedura di
> Infrazione per Deficit Eccessivo aperta dall’Europa contro il dissesto del
> quinquennio berlusconcio 2001-2005. PRODI IL GRANDE riassestò l’Italia e la
> fece chiudere in pochi mesi!!!!
>
> Fingono di non sapere che Berlusconi è a capo, o è il burattino di un gang,
> che va da ergastolani cone Mangano, passando a laidi stragisti fascisti come
> GELLI, a condanati pregiudicati come Previti & Dellutri.
>
> Fan finta di niente e non sapendo MAI che cosa dire, tentano buffamente di
> insultare chi posta i FATTI.
>
> negl ultmi empi poi godono solo se ci sono dei cadaveri. Iene, e manco
> ridono.
>
> e
>
> ——————————–
> Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

Dunque non mi pare di essere plagiato e quindi provo a rispondere:

E’ vero che Prodi è una montagna rispetto a una vallata, se facciamo il
confronto Prodi/Mister Berlusconi.

C’è però da dire che i risanamenti di Prodi hanno agevolato soprattutto
il grande capitale (quindi anche quello delle banche, o tutelato dalle
banche) e con una politica di lacrime e sangue, ossia prima con il
rimettetere in ordine i conti per la moneta euro, poi per cercare di
rimanere nel rapporto deficit/Pil sotto il 3% (Maastricht).

Ricordiamoci inoltre che la maggior parte delle privatizzazione sono
state sotto Prodi.

E con una promessa specifica: Il consumatore ne avrebbe avuto un
vantaggio a causa della concorrenza, e lo stato italiano un risparmio,
per abbattare il debito pubblico.

Risultato reale?

Il debito pubblico è andato aumentando.

Il consumatore ci ha rimesso!

Se aprite il link:
http://www.federconsumatori.it/

e cercate il file:
Indagine_tariffe_1988_2008.pdf

Passiamo dalle chiacchiere all’analisi.

In 10 anni: 1998-2008 il gas è aumentato di circa il 50%, ossia da 800 a
800+400=1200 (esattamente 383 euro, anziché 400 euro) in rif a 1400 mc.

In 10 anni: 1998-2008 l’energia elettrica di circa il 68%!

Passo alle conclusioni:

Il problema non è pubblico o privato, federalismo o centralismo.

Il problema è il principio di creare un meccanismo in cui tutti possano
verificare l’operato di ciascuno, ossia “la condivisione delle
informazioni”.

Con “la condivisione delle informazioni” -> si crea -per via naturale-
il principio di rispondere del proprio operato.

Ecco perché de Magistris non ha potuto procedere con le sue indagini
anche sul primo ministro Prodi e il ministro Mastella: perché il potere
non vuole essere sindacato.

A prescindere se avesse potuto dimostrare la assoluta legittimità del
suo operato.

Il potere -invece- va sindacato!

E non ci deve essere nessun leader che faccia il “salvatore della
Patria”, ma tutti devono essere *_servitori_ delle istituzioni* e i
primi a dimettersi per potersi difendere nel processo e non dal processo
della giustizia .. che deve essere rapida, completa, efficiente.

Quindi ci andrei cauto con le lodi a Prodi o ad altri, poiché è il
modello del capitalismo che è fallito.

E l’alternativa è ancora da inventare: si chiama onestà. Chiunque sia
nella stanza dei bottoni .. deve essere onesto .. o per amore o per
forza -> poiché ci deve essere il modo di accorgersene (se è onesto) e
fargli fare un altro mestiere .. se non lo è ..

Saluti felicità,

L

IdV Ciampino Blog

3monti:Quando la realtà supera la fantasia ..

Subject:
Tremonti: “Io non sono un economista e questa volta è una cosa che mi aiuta” .. “zitti 1 o 2 anni” [lasciateci lavorare]
Date:
Sat, 29 Aug 2009 07:08:04 GMT
From:
L
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Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.economia

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/economia/

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cit on
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ECONOMIA

Al Meeting di Rimini, il ministro dell’Economia cita Mandrake e Otelma
“Quello che colpisce di più è che nessuno ha mai chiesto scusa”
Tremonti: “Economisti come maghi
Salvare il popolo, non le banche”

RIMINI – Dal palco del Meeting di Rimini il ministro dell’Economia
Giulio Tremonti si scaglia contro gli economisti: il loro dibattito
sulla crisi somiglia a una “riunione che realmente ricorda quelle dei
maghi”. E ripete, citando un detto inglese che per uscire dalla crisi
bisogna salvare il popolo, non le banche.

Il titolare del Tesoro cita Mandrake, Harry Potter, “fino al mago
Otelma” per dire che “le riunioni degli economisti sono proprio così e
quello che colpisce di più è che nessuno di questi ha mai chiesto scusa,
nessuno ha mai detto di aver sbagliato. Sbagliano sempre gli altri. Fa
effetto che il coro continui: se ci fosse consenso da parte di tutti di
stare zitti 1-2 anni ne guadagneremmo tutti e anche loro stessi”.

“Vedo che è pieno di gente che per sopravvivere dice esattamente il
contrario di quello che diceva per vivere”, continua Tremonti ribadendo
di aver previsto la crisi anche se qualcuno gli contesta che se così
fosse non avrebbe tassato banche e petrolieri.

“Io non sono un economista e questa volta è una cosa che mi aiuta –
afferma il ministro – Ma ho sempre pensato che a fine Novecento il mondo
stava entrando in una curva diversa, colpa della globalizzazione che ha
effetti positivi e effetti negativi. Ho sempre pensato che ci sarebbe
stata una crisi causata dalla globalizzazione ma era impossibile
immaginare in che giorno e in che misura”.

Per Tremonti “ci voleva un mago per capire in che giorno sarebbero
crollati i mercati e di quanto, ma non per capire che la crisi sarebbe
arrivata e che le cose non sarebbero rimaste come prima”. “Io –
sottolinea – la crisi l’avevo prevista già dal 1995”.

Nel suo intervento il ministro dell’Economia ribadisce un concetto più
volte espresso negli ultimi mesi: “Per uscire dalla crisi si è passati
da una tasca all’altra, con una piccola differenza, che la tasca dei
banchieri è dei banchieri, la tasca del governo è di tutti”. “Dovrà
esserci una riflessione” sulla scelta di aver aiutato le banche per
uscire dalla crisi, aggiunge. E cita un detto in inglese: “Salvate il
popolo, non le banche”. Poi, parlando della spesa per la crisi che
incide sul debito, sottolinea: “E’ un rapporto che peggiora per salvare
la spesa che si fa per salvare i signori delle banche”.

(28 agosto 2009)

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cit off
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Commento:

Soluzioni?

3monti:

“zitti 1 o 2 anni” .. lasciateci lavorare!

Diagnosi:

Siamo in piena crisi psicologica!

Salute felicità!

L

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Bossi propone di “torturare i clandestini”!

facebook+lega Nord = immigrati clandestini torturali?

facebook+lega Nord = immigrati clandestini torturali?

Subject:
Bossi propone di “torturare i clandestini”!: la prova nell’articolo di repubblica.it
Date:
Thu, 27 Aug 2009 17:41:18 GMT
From:
L
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.media.tv

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/immigrati

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cit on
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Slogan shock sul social network. Compare in una pagina chiamata “Lega
nord Mirano”
Tra le oltre 400 persone in amicizia molti nomi illustri del Carroccio
Su Facebook: “Legittimo torturare i clandestini”
Tra gli amici Bossi, suo figlio e Roberto Cota
Il capogruppo alla Camera si cancella: “Avevo aderito in buona fede.
Anche il Senatur si toglierà”
Veltroni: “Più che una mezza smentita la loro è una conferma. Cultura
barbara”

ROMA – “Immigrati clandestini: torturali! E’ legittima difesa”. Lo
sostiene una pagina Facebook chiamata “Lega Nord Mirano” a cui sono
legati da “amicizia” oltre 400 persone. Accanto a nomi tradizionali
della mitologia del Carroccio come “Attila flagello di Dio” e “Padano
guerriero”, troviamo nomi eccellenti come Umberto Bossi e suo figlio
Renzo, ideatore del gioco “Rimbalza il clandestino” (poi tolto da Fb
dopo la denuncia di Repubblica.it).

Tra i nomi che si fanno notare anche Enzo Erminio Boso, già parlamentare
leghista, e Roberto Cota, capogruppo alla Camera. Che dopo il divampare
delle polemiche si è cancellato: “L’amicizia su Facebook si dà in buona
fede a centinaia di soggetti ogni giorno e non si può in alcun modo
essere responsabili delle condotte altrui”. Cota minimizza dunque la sua
“amicizia” alla pagina xenofoba e invece se la prende con “il circuito
mediatico impazzito” e con chi avrebbe utilizzato per questa pagina “un
manifesto ritoccato graficamente” e che “la Lega non ha mai ideato”. “Ho
ovviamente fatto rimuovere subito l’amicizia a questa fantomatica pagina
– conclude il capogruppo – e lo stesso farà Umberto Bossi”.

Anche il segretario della Lega Nord Mirano si è affrettato a
disconoscere la pagina di Fb: “E’ solo uno scherzo di cattivo gusto”. E
ha poi aggiunto: “Faremo delle indagini per capire chi è stato e se
dovessi scoprire che è iscritto alla Lega non c’è dubbio che lo
allontanerò all’istante”.

La pagina e soprattutto le amicizie eccellenti hanno comunque suscitato
un vespaio di polemiche. Il primo a intervenire è stato Walter Veltroni:
“Stamattina aprendo Facebook ho visto un’email inviatami da un’amica di
Brescia: è la foto che la sezione di Mirano della Lega Nord usa come
immagine di profilo. E’ un manifesto con il simbolo della Lega e sotto
la scritta Immigrati clandestini, torturarli è legittima difesa”. L’ex
segretario del Partito democratico ha poi aggiunto: “Io credo che questo
sia inaccettabile. E’ contrario a ogni forma di civiltà, prima ancora
che alla nostra storia e alla nostra tradizione di emigranti”. Veltroni
ha perciò annunciato: “Chiederò al ministro degli Interni Maroni di
adoperarsi perchè venga immediatamente cancellato”. E dopo avere letto
le dichiarazioni di Cota e del segretario del Carroccio di Mirano,
Veltroni aggiunge: “Ho visto che c’è stata una mezza smentita però per
me è più una conferma che una smentita. E’ solo l’ultimo episodio di un
linguaggio barbaro, figlio di una cultura intollerante che deve essere
combattuta con grande nettezza”.

In campo è sceso anche l’Osservatorio antiplagio chiedendo ai politici
di prendere le distanze e alle autorità d’intervenire perchè la pagina
venga cancellata”. Risposta anche dalla comunità di Facebook dov’è nato
il gruppo “Cancelliamo la pagina della Lega Nord di Mirano” che in poche
ore ha già centinaia di iscritti.

L’Arci, invece, presenterà un nuovo esposto alla Procura e chiederà
all’opposizione parlamentare “di presentare con urgenza una mozione di
sfiducia nei confronti di un ministro indegno di ricoprire tale ruolo”.
Reazioni indignate anche dall’ex capogruppo dei Verdi Angelo Bonelli,
Paolo Cento (Verdi-Sinistra e libertà) e Marco Di Lello (Partito
socialista).

(27 agosto 2009)

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cit off
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Commento:

Ricordiamo a Veltroni che Calearo nella seguente intervista ha proposto
di “opporsi” a Bossi e Di Pietro equiparandoli.

http://www.youtube.com/watch?v=70Nb_lmenkA

Il PD non dia lezioni di legalità, finché tiene persone come Calearo e
Bassolino e gli stupratori tra i dirigenti.

http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/07/12/1046571-scoppia_caso.shtml

Saluti felicità,

L

IdV Ciampino Blog

«Ogni individuo ha diritto all’istruzione»?

studenti erasmus

studenti erasmus

Subject:
diritti fondamentali dell’uomo: art 26 «Ogni individuo ha diritto all’istruzione».
Date:
Thu, 27 Aug 2009 11:32:41 GMT
From:
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it.cultura.filosofia, it.politica, it.economia

Art 26 dei diritti fondamentali dell’uomo:

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cit on
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Articolo 26

1. Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere
gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali.
L’istruzione elementare deve essere obbligatoria.
L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di
tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a
tutti sulla base del merito.
2. L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della
personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo
e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la
tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e
religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il
mantenimento della pace.
3. I genitori hanno diritto di priorità nella scelta di istruzione da
impartire ai loro figli.

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cit off
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Ora leggiamo un articolo di oggi:

http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scuola_e_universita/

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cit on
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SCUOLA & GIOVANI

Partono le prove d’ingresso nelle facoltà a numero chiuso
Pochi posti, migliaia di candidati. Giovedì il primo test
Assalto alle facoltà “proibite”
il futuro deciso da un quiz
di MICHELE SMARGIASSI

ROMA – Diciannove anni, un diploma e un muro da scavalcare. Ci siamo, è
già ora, forza e coraggio. Cominciano i test d’ingresso alle facoltà a
numero chiuso. Parte per prima la corsa a Medicina, 3 settembre. Poi
Odontoiatria il 4, Veterinaria il 7, Architettura l’8. Seguono le
professioni sanitarie il 9, Scienze della formazione primaria il 10. A
decine di migliaia, l’aria da liceali ancora addosso, l’Università
sconosciuta di fronte, eccoli di nuovo sui banchi, penna foglio e
nient’altro, l’orologio sul muro che ticchetta inesorabile. Neanche il
tempo di riprendere fiato.

Gli esami non finiscono mai, d’accordo, ma tra uno e l’altro dovrebbe
esserci un po’ di scuola, invece no, solo la brevissima estate della
maggiore età, durata neanche due mesi e striata dall’ansia della prova,
coi quiz degli anni scorsi studiacchiati in spiaggia, su Internet,
perfino con gli sms, chiedendoti perché mai puoi diventare un medico
solo se sai chi ha scritto il De Bello Gallico, o un architetto solo se
indovini che l’ossimoro non è una pietra vulcanica. Ma non era
quell’altro, quello di luglio, l’esame di maturità, che ti aveva già
dato la patente di adulto?

Fa niente, via a testa bassa. Oltre quel muro c’è già il lavoro, c’è già
la vita “da grande”. L’importante è passare per l’imbuto, e subito. Paga
il dazio (dai 35 euro di Roma ai 60 di Bologna), suda, stringi i denti e
arriva alla fine dei quiz: un punto per la risposta esatta, un quarto di
punto in meno per quella sbagliata, zero per quella non data (nel
dubbio, conviene lasciare in bianco?). E prega, perché sarà molto dura.

È un autentico assalto, quest’anno. A iscrizioni non ancora chiuse, le
cifre provvisorie di molte segreterie di facoltà fanno impressione: più
13% i candidati al Politecnico di Milano, più 20% a Palermo, più 17%
quelli di Medicina a Firenze, più 18% i loro omologhi alla Sapienza di
Roma; quasi dappertutto è così, un’impennata sorprendente, una corsa di
massa ai cinque indirizzi per legge a numero chiuso (“limitato”, va
bene, usiamo l’eufemismo), soprattutto Medicina, e anche a quelli messi
ad “accesso programmato” da singoli atenei (come alcune ingegnerie), che
si spiega solo in un modo: in mezzo alla bufera della crisi meglio
puntare alto, direttamente ai posti migliori alla tavola dei salvati.

Ma così la soglia del futuro s’avvicina bruscamente di cinque anni: non
sta più alla fine degli studi, in una bella laurea con lode, ma
all’inizio, quando provi a passare per la cruna dell’ago in una facoltà
“riservata ai migliori”, e se ci riesci pensi che il più sia fatto. Se
ti hanno preso a Odontoiatria vai tranquillo, sarai dentista: ormai la
strada è sgombra.

Ma la porta è stretta davvero. Posti in aula per aspiranti medici, ad
esempio, lo ha stabilito il ministro Gelmini, quest’anno ce n’è solo
8.518, non uno di più. Ma ci sono 2.500 aspiranti solo a Catania. E
1.618 a Firenze, 1.563 a Messina, 2.032 a Palermo, 3.300 a Torino, 1.962
alla Statale e 790 alla Bicocca di Milano…

In media sarà (matematicamente) una decimazione, ma con tendenza al
massacro: al San Raffaele la speranza è per uno su 32, alla Cattolica di
Roma per uno su 20 a Medicina e addirittura uno su 50 a Odontoiatria, a
Tor Vergata solo uno su 30 potrà studiare canini e molari, per non dire
di Pisa dove per 7 posti corrono in 347.

Con queste proporzioni, è ancora una selezione di merito o è la lotteria
delle carriere? La scelta di una data unica nazionale per le prove
d’accesso alle facoltà pubbliche lascia in mano ai ragazzi e alle loro
famiglie un solo biglietto da giocare. O si vince tutto o si perde
tutto. E se si perde, non resta che la facoltà-rifugio, quella senza
test vincolanti, magari parcheggiandosi svogliatamente lì in attesa di
ritentare la prova l’anno dopo.

Eppure ci provano sempre di più, sempre più agguerriti. Sindrome da
Superenalotto: più giocatori ci sono, più fa gola il jackpot. Una
strategia prudente dovrebbe spingere a giocare l’unico biglietto
disponibile sulle ruote più favorevoli, cioè sugli atenei meno presi
d’assalto.

Invece no, visto che si deve rischiare si mira al colpo grosso, e ci si
iscrive in massa ai test delle università major, magari quelle che il
governo ha appena premiato come le più virtuose (questo spiegherebbe il
boom del Politecnico milanese, dove la possibilità di “prenotare” il
test con un anno d’anticipo ha ottenuto un successo travolgente); e si
accetta il rischio di essere bocciati con un punteggio che altrove
magari garantirebbe l’ammissione.

E allora si capisce perché quello che sta per arrivare, per decine di
migliaia di ragazzi, sia il vero “giorno del giudizio”, quello in cui ti
giochi tutto il resto della vita. Lo affrontano con lo stesso patema
d’animo con cui, nel dis-utopico film “Ember”, i ragazzini di una
derelitta città post-nucleare pescano a sorte, dal cappello del sindaco,
il biglietto con il loro futuro mestiere.

Il nostro Assignment Day, sospettano e scrivono i candidati nei loro
ansiosi blog, non è meno casuale di quello visto al cinema. E non solo
per i sospetti di brogli (risuona ancora l’eco dello scandalo dei test
truccati a Bari nel 2007) e di furbizie e scorrettezze (il fratello
laureato che si presenta al posto tuo, o i soliti telefonini contro cui
gli atenei affittano costosissimi metal detector e schermature
elettroniche – proprio a Bari questo costerà 10 euro in più a ogni
candidato).

Hanno ragione? “I test di ingresso sono strumenti rozzi rispetto ai
colloqui individuali, ma sono insostituibili sui grandi numeri”, difende
il sistema Giuseppe Forte, direttore del centro inter-universitario
Cisia che elabora le prove per ingegneri e architetti. “Se il test è
composto da quesiti calibrati su base statistica, scientificamente
validati ed erogati con procedure collaudate, il test è di grande
affidabilità per valutare le competenze di una popolazione”, afferma.

La selezione funziona? Passano davvero i più bravi? Qualche studio
statistico sembra dimostrarlo. Tra gli ammessi nel 2005 a Ingegneria di
Pisa, ad esempio, il voto ottenuto nel test d’accesso e quelli dei
successivi esami universitari sono in rapporto diretto: migliore
l’ingresso, migliore la performance. Secondo i dati del ministero, poi,
il tasso di abbandono degli studi dopo il primo anno è sensibilmente più
basso nei cinque indirizzi a numero chiuso che in quelli ad accesso
libero (per dire: 4,6% a Medicina contro 23,7% ad Agraria).

Così la selezione preventiva è entrata tacitamente nella costituzione
materiale degli italiani, là dove la Costituzione ufficiale all’articolo
34 direbbe che “la scuola è aperta a tutti”. Resta da vedere se, in
cambio, il numero chiuso rende almeno la vita più facile ai “capaci e
meritevoli” di cui al comma 3.

Andrea Cammelli, direttore di Almalaurea, l’osservatorio-repertorio
delle carriere dei laureati italiani, è convinto di sì, con un
ragionamento originale: “Negli ultimi 25 anni, per il calo demografico,
la classe dei diciannovenni è calata del 43%. I diplomati oggi in Italia
sono un bene scarso, occorre farne un prodotto di alta qualità,
concentrando le risorse sulle migliori speranze di successo”.

Ma questo, avverte, non è ancora abbastanza. “C’è troppa enfasi sul test
d’ingresso, come se fosse l’unico muro da scavalcare. No: quello vero
sta dopo la laurea. Non serve selezionare le intelligenze se il sistema
produttivo non le sa utilizzare. Unioncamere prevede che quest’anno il
paese assorbirà solo 16.210 ingegneri, diecimila meno del 2008. Ma noi
ne sforneremo 36 mila. Vuol dire che spendiamo per formare cervelli da
regalare all’estero”. Il numero chiuso, insomma, sembra garantire il
successo di una carriera di studi, ma non dà certezze sull’accesso al
lavoro. Per sapere cosa farai da grande dovrai ancora pescare, dopo la
laurea, nel cappello del sindaco di Ember.

(27 agosto 2009)

++
cit off
++

Commento:

Non c’è qualcosa che non va?

Perché solo quelli che superano i test possono avere accesso alla
istruzione?

Si potrà dire: “Ti vai ad iscrivere ad una scuola privata”.

E -allora- il diritto alla istruzione?

Le persone dovrebbero essere _misurate_ sulle loro capacità nei vari
insegnamenti.

Chi garantisce che quei test consentano di selezionare il merito?

Vorrei che leggeste questa storia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Fulvio_Frisone

++
cit on
++

Fulvio Frisone (Siracusa, 19 gennaio 1966) è un fisico italiano.

È anche poeta e pittore. Per un errore durante il parto (vennero usati
il forcipe e la ventosa) è affetto da tetraparesi spastica con distonie
ed è quindi costretto su una sedia a rotelle, parla a fatica, non può
mangiare e muoversi da solo.
Biografia [modifica]

Dibattuto il luogo nativo: Il sito Salvatorianilaici [1] lascia
intendere che sia nato a Catania, mentre il sito Disabili.piuchepuoi
[2]parla di Carbonia; Graziella Proto, [3] scrive che è catanese;
secondo il sito assud.it [4]Frisone è di Siracusa

La madre Lucia, detta Mamma Ciclone, ha puntato tutto su di lui. Hanno
rischiato insieme di morire in un parto durato 21 ore, con il feto che
non riusciva a nascere per asfissia prenatale. [5]

Appena tre giorni dopo la nascita gli venne impartita l’estrema unzione,
perché se fosse sopravvissuto ai primi giorni avrebbe condotto una vita
da vegetale.[6] Però Fulvio sopravvive e la madre lo ricopre di
attenzioni. I medici non sanno cosa fare e le consigliano di lasciar
perdere, perché il bambino sarebbe rimasto menomato per sempre. Intanto
Lucia riesce a farlo parlare, costringendolo a chiedere aiuto, vince la
battaglia contro le scuole di Siracusa (che non vogliono accogliere un
bambino diverso) dove lo ha portato per poterlo fare studiare, va anche
al Parlamento per poter ottenere un aiuto dai mass media.

La svolta per Fulvio arriva quando il padre inventa un casco con un’asta
che lo aiuta a scrivere, disegnare, usare il computer, interagire.[7]
Tramite quel casco il fisico Frisone lavora dal 1995, svolgendo attività
di ricerca presso il dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università
degli Studi di Catania.

Con la legge del 26 marzo 2004 la regione Sicilia ha istituito la
Fondazione Fulvio Frisone, costituita con atto l’11 aprile 2005[8], con
il fine di favorire il più ampio diritto alla formazione scientifica e
culturale, nonché l’attività di ricerca nel settore della fisica
nucleare.[9]

Nel luglio 2006 la RAI ha iniziato a girare un film sulla sua vita,
andato in onda il 22 febbraio 2007 su Rai Uno e in replica sempre in
onda su Rai Uno il 5 giugno 2008 .[10]

Le sue ricerche [modifica]

La fusione fredda [modifica]

Dal 1989, con la tesi di laurea intitolata Le reazioni di fusione D-D in
palladio deuterato, Fulvio Frisone si occupa della fusione fredda, cioè
sulla fusione nucleare realizzata a temperature relativamente basse. La
sua fama è di livello internazionale. È stato invitato a varie
conferenze in Russia (invitato dall’Accademia delle Scienze nel 1999,
partecipò al 7° congresso mondiale sulla fusione fredda e la
trasmutazione), Cina, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti.

Nel 1992 ha ricevuto il premio Toyp per la ricerca scientifica.[11] Nel
2004 ha ricevuto il premio Goccia di Rapolano Terme per i suoi
studi.[12]

Nel 2001 gli è stato proposto un posto di lavoro presso l’università
dell’Illinois, però Frisone ha rifiutato.[13]

Per chi voglia farsi un’idea più specifica dell’originalità delle
ricerche in questione, un elenco molto succinto delle pubblicazioni di
Frisone, con relativo numero di citazioni, può trovarsi qui [3] Nel
febbraio 2007 Pellegrino, un deputato dei Verdi, avanza una proposta per
un “Fondo per ricercatori scientifici disabili gravi”, sostenendo che
“In diversi campi della ricerca persone con gravi handicap fisici e
sensoriali hanno conseguito risultati di grandissimo rilievo, come nel
caso del grande fisico e matematico inglese Stephen Hawking o del fisico
siciliano Fulvio Frisone”. Sempre per farsi un’idea più specifica del
peso di tale affermazione e del nome di chi l’ha proposta, che pone
sullo stesso livello due scienziati pure diversi come Frisone e Hawking,
ecco un elenco non molto succinto delle pubblicazioni di Hawking, con
relativo numero di citazioni [4]

Inquinamento [modifica]

Recentemente, Frisone si è dedicato ai fattori inquinanti che possono
determinare dei buchi neri nell’atmosfera. A tal proposito, è bene
ricordare come il Raggio di Schwarzschild del pianeta Terra sia di circa
9 mm. Inoltre, si sta occupando di alcune ricerche sull’energia nucleare
pulita per escludere le scorie radioattive. Al fine di approfondire la
ricerca sull’inquinamento il Dott.Frisone ha recentemente aperto, in
intesa con il comune di Melilli in provincia di Siracusa, un centro a
lui dedicato, il centro Frisone, inaugurato nel 2007.

++
cit off
++

Cosa mi dite?

Siete ancora convinti che ci devono essere “i più uguali” come con il
lodo Alfano?

http://it.wikipedia.org/wiki/La_fattoria_degli_animali

Saluti felicità,

L

UFO nei cieli d’Italia: il PD di Calearo

Subject:
UFO nei cieli d’Italia: il PD di Massimo Calearo è di sinistra?
Date:
Wed, 26 Aug 2009 19:48:33 GMT
From:
L <parmenide_2002@yahoo.it>
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.economia, it.politica

Il video in questione:

http://www.youtube.com/watch?v=70Nb_lmenkA

Alcuni brani:

++
cit on
++

circa al 4 minuto:

Calearo:

Io sono terrorizzato che da novembre salgono tutti sulla gru ..

Mi dicono amici del sindacato che tanti hanno chiuso ad agosto non
aprono più a settembre .. e non l’hanno detto a nessuno perché non hanno
il coraggio di dirlo!

[…]

Fammi fare una boutade (ndr: una battuta, non si sa se seria o
umoristica, nel caso di Calearo)..

Bisogna mettere in crisi quelli che vogliono distruggere questo paese!

Che può essere da una parte Di Pietro (Italia dei Valori) e dall’altra
la lega (Nord) .. bisogna assolutamente creare un paese diverso!

Cicchitto (Berluscones):

Magari fosse sempre così la voce del partito democratico ..

++
cit off
++

Una volta questa era detta “intelligenza con il nemico”.

Ora di intelligenza sembra esserne rimasta poca .. ma la base del PD è
con i Caleari? .. come dice Cicchitto che ne vorrebbe più di uno e non
un solo Calearo?

Ossia con questi pseudo imprenditori “prestati” alla politica .. che
temono di non potere chiudere le attività -in Italia- e buttare in mezzo
alla strada i lavoratori .. per potere spostare le fabbriche all’estero,
magari in Cina, così sperimentano cosa è la schiavitù nel gioco al
ribasso dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo?

Una volta si diceva che i Lama (o i Comunisti) erano quelli che
sputavano in faccia agli Agnelli ..

*Oggi il PD è un UFO*, un oggetto non identificato.

Un comitato di affari che pensa alla politica che se non voti Berlusconi
te la do io l’America.

Perché?, a che titolo?, Veltroni può pubblicizzare (stasera 26 agosto
2009)) il suo nuovo libro al tg 1 (delle 20,30)?

Un comitato di affari in cui tutte le caselle vanno occupate.

Fare la zeppa alla poltrona dei padroni, dei prestanome degli
innominabili, così si è ridotta la sinistra?

Auguri di capire cosa sia il PD, auguriamo alla base del PD -in
particolare- di ritrovare le persone in grado di difendere le persone a
partire da quelle più in difficoltà .. che gli imprenditori le maniglie
giuste le trovano da soli, soprattutto quelli che usano il metodo Romeo:
cercare di pagare chi è nella maggioranza e anche chi è alla
opposizione. Ma non tutti si fanno pagare. La lega fu scoperta con il
segretario Patelli prendere i soldi dagli imprenditori, al tempo di
“mani pulite”.

http://archiviostorico.corriere.it/1993/dicembre
++
cit on
++

Patelli confessa e torna subito a casa
l’ ex tesoriere della LEGA, Patelli Alessandro, ha ammesso di aver preso
i 200 milioni dalla Ferruzzi come finanziamento illecito per le elezioni
del 1992 e ha ottenuto gli arresti domiciliari. pronti gli inviti a
comparire per alcuni parlamentari

++
cit off
++

Per quanto riguarda Di Pietro non mi risulta che sia mai stato
condannato per appropriazione indebita.

Forse qualche differenza tra la lega Nord (Nord maiuscolo perché non
tutti i Nordisti sono razzisti come la lega) e IdV potrebbe esserci.

L

IdV Ciampino Blog

Questa è una festa e non un festino?

La velina n1 dell’informazione pubblica:

La polemica con il quotidiano “Avvenire”:

http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/

La velina numero 2:

Alcuni elementi di fatto:

parte 1/2 (da radio radicale)

Nota Bene. Sul video precedente: IdV non ha nascosto, come sul caso rai, che c’è stato un accordo tra maggioranza e minoranza per una spartizione del controllo dell’organo di vigilanza. Quindi è falso che IdV non si opponga alla politica di spartizione PDmenoelle e PDL.

parte 2/2 (da radio radicale)

Registrazioni audio dei festini:

Commento:

E’ periodo di feste.

In periodo estivo si organizzano da decenni feste dell’Unità, feste dell’Avanti, feste a Rimini di “comunione e liberazione”, feste di movimenti e di partiti politici”.

http://www.affaritaliani.it/politica/festa

Ma l’Italia è ormai terra di propaganda in mano a un solo monopolista, Silvio Berlusconi, presidente di mediaset, presidente del consiglio e quindi con camera e senato presi dalla maggioranza (con Fini e Schifani) e artifici della dirigenza rai, presidente di squadra di calcio, presidente della nuova cassa per il mezzogiorno, presidente della ricostruzione per i terremotati, artefice della politica delle grandi opere, del modello inceneritori al posto della raccolta differenziata, dell’esercito nelle discariche e come forze dell’ordine al posto delle forze di polizia, in un interventismo del “sono qui e sono lì sono il grande colibrì” ..

Come il duce -Benito Mussolini- andava a presiedere la mietitura e ogni attività del paese in un interventismo grottesco così la politica dell’interventismo di “meno male che Silvio c’è” .. perché la nuova luce promana dal “Capo” che “non ha nulla di cui scusarsi e di cui vergognarsi” ..

Questa è una festa e non un festino, ecco perché non abbiamo invitato Silvio Berlusconi ..

.. così dichiara l’organizzatore della festa del Pd ..

Una frase finalmente di “sinistra” come invocava da sempre Nanni Moretti ..

Il problema è che tra feste e festini il paese va affondo come per il Titanic mentre si brinda a champagne sul ponte della nave!

Il partito democratico, dovrebbe ripartire dalla sua base.

Quella che è formata dai lavoratori, dai poveri, dalle persone meno abbienti, fino a raggiungere gli imprenditori onesti, quelli che scalano dagli introiti della azienda solo uno stipendio onesto per loro come lo scalano proporzionalmente per i lavoratori, perché il benessere è una cosa condivisa, non mangiare vini e caviale mentre gli operai sono buttati in mezzo ad una strada.

Il benessere degli altri non è una merce rinunciabile, come il benessere per noi stessi.

Non si possono chiudere le attività in Italia con la soluzione di spostarsi dove la manodopera costa di meno.

Necessita una politica di incentivi a chi mantiene le risorse produttive in Italia e che svantaggi chi si sposta all’estero, esattamente ciò che sta facendo Obama in America.

L’autarchia?

No, solo prime misure di contrasto verso l’abuso della povertà finché non si commercerà con chi riconosce il diritto di sciopero e i diritti umani.

In un mondo dove sono riconosciuti i diritti umani e la libertà di manifestazione del pensiero e di sciopero, non vi sarebbe lo sbilanciamento del costo del lavoro che c’è oggi.

Il turbo capitalismo, quello che sbilancia le ricchezze verso le mani di pochi e fa della cosa pubblica un festino da consumare nella baldoria e nella dissennatezza del “me ne frego degli altri” (il me ne frego era un motto fascista, per chi non conoscesse la storia) è una “ricetta” che presto mostrerà i suoi frutti ..

A questa giostra di un festino dopo l’altro va opposto un principio di responsabilità nell’amministrazione della cosa pubblica.

Quel concetto per cui se dai scandalo del come ti conduci _devi dimetterti_, poiché la cosa pubblica dovrebbe essere gestita solo sotto il principio di responsabilità, salvo dovere rimpiangere di passare dalle stelle alle stalle.

Il risveglio da una vicenda come “tutte le chiamavamo Papi” .. potrebbe essere amaro .. non tanto perché ognuno a casa sua può organizzarsi come crede, tra persone adulte.

Ma perché la cosa pubblica è divenuta come un circo .. un situation comedy in cui “ospiterò in alcune delle mie ville i terremotati” è detto con la leggerezza dell’avan spettacolo, del dico una cosa e la smentisco subito dopo, perché la parola e la coerenza hanno perso un valore.

Ma senza valori non si va da nessuno parte.

Sopratutto se i valori sono la onestà e  “la legge è uguale per tutti”.

Auguri a tutti di avere persone oneste che curino i Vs interessi, e buone vacanze ..

IdV Ciampino Blog


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