Archivio per 27 agosto 2009

Bossi propone di “torturare i clandestini”!

facebook+lega Nord = immigrati clandestini torturali?

facebook+lega Nord = immigrati clandestini torturali?

Subject:
Bossi propone di “torturare i clandestini”!: la prova nell’articolo di repubblica.it
Date:
Thu, 27 Aug 2009 17:41:18 GMT
From:
L
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.media.tv

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/immigrati

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cit on
++

Slogan shock sul social network. Compare in una pagina chiamata “Lega
nord Mirano”
Tra le oltre 400 persone in amicizia molti nomi illustri del Carroccio
Su Facebook: “Legittimo torturare i clandestini”
Tra gli amici Bossi, suo figlio e Roberto Cota
Il capogruppo alla Camera si cancella: “Avevo aderito in buona fede.
Anche il Senatur si toglierà”
Veltroni: “Più che una mezza smentita la loro è una conferma. Cultura
barbara”

ROMA – “Immigrati clandestini: torturali! E’ legittima difesa”. Lo
sostiene una pagina Facebook chiamata “Lega Nord Mirano” a cui sono
legati da “amicizia” oltre 400 persone. Accanto a nomi tradizionali
della mitologia del Carroccio come “Attila flagello di Dio” e “Padano
guerriero”, troviamo nomi eccellenti come Umberto Bossi e suo figlio
Renzo, ideatore del gioco “Rimbalza il clandestino” (poi tolto da Fb
dopo la denuncia di Repubblica.it).

Tra i nomi che si fanno notare anche Enzo Erminio Boso, già parlamentare
leghista, e Roberto Cota, capogruppo alla Camera. Che dopo il divampare
delle polemiche si è cancellato: “L’amicizia su Facebook si dà in buona
fede a centinaia di soggetti ogni giorno e non si può in alcun modo
essere responsabili delle condotte altrui”. Cota minimizza dunque la sua
“amicizia” alla pagina xenofoba e invece se la prende con “il circuito
mediatico impazzito” e con chi avrebbe utilizzato per questa pagina “un
manifesto ritoccato graficamente” e che “la Lega non ha mai ideato”. “Ho
ovviamente fatto rimuovere subito l’amicizia a questa fantomatica pagina
– conclude il capogruppo – e lo stesso farà Umberto Bossi”.

Anche il segretario della Lega Nord Mirano si è affrettato a
disconoscere la pagina di Fb: “E’ solo uno scherzo di cattivo gusto”. E
ha poi aggiunto: “Faremo delle indagini per capire chi è stato e se
dovessi scoprire che è iscritto alla Lega non c’è dubbio che lo
allontanerò all’istante”.

La pagina e soprattutto le amicizie eccellenti hanno comunque suscitato
un vespaio di polemiche. Il primo a intervenire è stato Walter Veltroni:
“Stamattina aprendo Facebook ho visto un’email inviatami da un’amica di
Brescia: è la foto che la sezione di Mirano della Lega Nord usa come
immagine di profilo. E’ un manifesto con il simbolo della Lega e sotto
la scritta Immigrati clandestini, torturarli è legittima difesa”. L’ex
segretario del Partito democratico ha poi aggiunto: “Io credo che questo
sia inaccettabile. E’ contrario a ogni forma di civiltà, prima ancora
che alla nostra storia e alla nostra tradizione di emigranti”. Veltroni
ha perciò annunciato: “Chiederò al ministro degli Interni Maroni di
adoperarsi perchè venga immediatamente cancellato”. E dopo avere letto
le dichiarazioni di Cota e del segretario del Carroccio di Mirano,
Veltroni aggiunge: “Ho visto che c’è stata una mezza smentita però per
me è più una conferma che una smentita. E’ solo l’ultimo episodio di un
linguaggio barbaro, figlio di una cultura intollerante che deve essere
combattuta con grande nettezza”.

In campo è sceso anche l’Osservatorio antiplagio chiedendo ai politici
di prendere le distanze e alle autorità d’intervenire perchè la pagina
venga cancellata”. Risposta anche dalla comunità di Facebook dov’è nato
il gruppo “Cancelliamo la pagina della Lega Nord di Mirano” che in poche
ore ha già centinaia di iscritti.

L’Arci, invece, presenterà un nuovo esposto alla Procura e chiederà
all’opposizione parlamentare “di presentare con urgenza una mozione di
sfiducia nei confronti di un ministro indegno di ricoprire tale ruolo”.
Reazioni indignate anche dall’ex capogruppo dei Verdi Angelo Bonelli,
Paolo Cento (Verdi-Sinistra e libertà) e Marco Di Lello (Partito
socialista).

(27 agosto 2009)

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cit off
++

Commento:

Ricordiamo a Veltroni che Calearo nella seguente intervista ha proposto
di “opporsi” a Bossi e Di Pietro equiparandoli.

http://www.youtube.com/watch?v=70Nb_lmenkA

Il PD non dia lezioni di legalità, finché tiene persone come Calearo e
Bassolino e gli stupratori tra i dirigenti.

http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/07/12/1046571-scoppia_caso.shtml

Saluti felicità,

L

IdV Ciampino Blog

«Ogni individuo ha diritto all’istruzione»?

studenti erasmus

studenti erasmus

Subject:
diritti fondamentali dell’uomo: art 26 «Ogni individuo ha diritto all’istruzione».
Date:
Thu, 27 Aug 2009 11:32:41 GMT
From:
L
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.economia

Art 26 dei diritti fondamentali dell’uomo:

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cit on
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Articolo 26

1. Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere
gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali.
L’istruzione elementare deve essere obbligatoria.
L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di
tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a
tutti sulla base del merito.
2. L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della
personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo
e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la
tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e
religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il
mantenimento della pace.
3. I genitori hanno diritto di priorità nella scelta di istruzione da
impartire ai loro figli.

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cit off
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Ora leggiamo un articolo di oggi:

http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scuola_e_universita/

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cit on
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SCUOLA & GIOVANI

Partono le prove d’ingresso nelle facoltà a numero chiuso
Pochi posti, migliaia di candidati. Giovedì il primo test
Assalto alle facoltà “proibite”
il futuro deciso da un quiz
di MICHELE SMARGIASSI

ROMA – Diciannove anni, un diploma e un muro da scavalcare. Ci siamo, è
già ora, forza e coraggio. Cominciano i test d’ingresso alle facoltà a
numero chiuso. Parte per prima la corsa a Medicina, 3 settembre. Poi
Odontoiatria il 4, Veterinaria il 7, Architettura l’8. Seguono le
professioni sanitarie il 9, Scienze della formazione primaria il 10. A
decine di migliaia, l’aria da liceali ancora addosso, l’Università
sconosciuta di fronte, eccoli di nuovo sui banchi, penna foglio e
nient’altro, l’orologio sul muro che ticchetta inesorabile. Neanche il
tempo di riprendere fiato.

Gli esami non finiscono mai, d’accordo, ma tra uno e l’altro dovrebbe
esserci un po’ di scuola, invece no, solo la brevissima estate della
maggiore età, durata neanche due mesi e striata dall’ansia della prova,
coi quiz degli anni scorsi studiacchiati in spiaggia, su Internet,
perfino con gli sms, chiedendoti perché mai puoi diventare un medico
solo se sai chi ha scritto il De Bello Gallico, o un architetto solo se
indovini che l’ossimoro non è una pietra vulcanica. Ma non era
quell’altro, quello di luglio, l’esame di maturità, che ti aveva già
dato la patente di adulto?

Fa niente, via a testa bassa. Oltre quel muro c’è già il lavoro, c’è già
la vita “da grande”. L’importante è passare per l’imbuto, e subito. Paga
il dazio (dai 35 euro di Roma ai 60 di Bologna), suda, stringi i denti e
arriva alla fine dei quiz: un punto per la risposta esatta, un quarto di
punto in meno per quella sbagliata, zero per quella non data (nel
dubbio, conviene lasciare in bianco?). E prega, perché sarà molto dura.

È un autentico assalto, quest’anno. A iscrizioni non ancora chiuse, le
cifre provvisorie di molte segreterie di facoltà fanno impressione: più
13% i candidati al Politecnico di Milano, più 20% a Palermo, più 17%
quelli di Medicina a Firenze, più 18% i loro omologhi alla Sapienza di
Roma; quasi dappertutto è così, un’impennata sorprendente, una corsa di
massa ai cinque indirizzi per legge a numero chiuso (“limitato”, va
bene, usiamo l’eufemismo), soprattutto Medicina, e anche a quelli messi
ad “accesso programmato” da singoli atenei (come alcune ingegnerie), che
si spiega solo in un modo: in mezzo alla bufera della crisi meglio
puntare alto, direttamente ai posti migliori alla tavola dei salvati.

Ma così la soglia del futuro s’avvicina bruscamente di cinque anni: non
sta più alla fine degli studi, in una bella laurea con lode, ma
all’inizio, quando provi a passare per la cruna dell’ago in una facoltà
“riservata ai migliori”, e se ci riesci pensi che il più sia fatto. Se
ti hanno preso a Odontoiatria vai tranquillo, sarai dentista: ormai la
strada è sgombra.

Ma la porta è stretta davvero. Posti in aula per aspiranti medici, ad
esempio, lo ha stabilito il ministro Gelmini, quest’anno ce n’è solo
8.518, non uno di più. Ma ci sono 2.500 aspiranti solo a Catania. E
1.618 a Firenze, 1.563 a Messina, 2.032 a Palermo, 3.300 a Torino, 1.962
alla Statale e 790 alla Bicocca di Milano…

In media sarà (matematicamente) una decimazione, ma con tendenza al
massacro: al San Raffaele la speranza è per uno su 32, alla Cattolica di
Roma per uno su 20 a Medicina e addirittura uno su 50 a Odontoiatria, a
Tor Vergata solo uno su 30 potrà studiare canini e molari, per non dire
di Pisa dove per 7 posti corrono in 347.

Con queste proporzioni, è ancora una selezione di merito o è la lotteria
delle carriere? La scelta di una data unica nazionale per le prove
d’accesso alle facoltà pubbliche lascia in mano ai ragazzi e alle loro
famiglie un solo biglietto da giocare. O si vince tutto o si perde
tutto. E se si perde, non resta che la facoltà-rifugio, quella senza
test vincolanti, magari parcheggiandosi svogliatamente lì in attesa di
ritentare la prova l’anno dopo.

Eppure ci provano sempre di più, sempre più agguerriti. Sindrome da
Superenalotto: più giocatori ci sono, più fa gola il jackpot. Una
strategia prudente dovrebbe spingere a giocare l’unico biglietto
disponibile sulle ruote più favorevoli, cioè sugli atenei meno presi
d’assalto.

Invece no, visto che si deve rischiare si mira al colpo grosso, e ci si
iscrive in massa ai test delle università major, magari quelle che il
governo ha appena premiato come le più virtuose (questo spiegherebbe il
boom del Politecnico milanese, dove la possibilità di “prenotare” il
test con un anno d’anticipo ha ottenuto un successo travolgente); e si
accetta il rischio di essere bocciati con un punteggio che altrove
magari garantirebbe l’ammissione.

E allora si capisce perché quello che sta per arrivare, per decine di
migliaia di ragazzi, sia il vero “giorno del giudizio”, quello in cui ti
giochi tutto il resto della vita. Lo affrontano con lo stesso patema
d’animo con cui, nel dis-utopico film “Ember”, i ragazzini di una
derelitta città post-nucleare pescano a sorte, dal cappello del sindaco,
il biglietto con il loro futuro mestiere.

Il nostro Assignment Day, sospettano e scrivono i candidati nei loro
ansiosi blog, non è meno casuale di quello visto al cinema. E non solo
per i sospetti di brogli (risuona ancora l’eco dello scandalo dei test
truccati a Bari nel 2007) e di furbizie e scorrettezze (il fratello
laureato che si presenta al posto tuo, o i soliti telefonini contro cui
gli atenei affittano costosissimi metal detector e schermature
elettroniche – proprio a Bari questo costerà 10 euro in più a ogni
candidato).

Hanno ragione? “I test di ingresso sono strumenti rozzi rispetto ai
colloqui individuali, ma sono insostituibili sui grandi numeri”, difende
il sistema Giuseppe Forte, direttore del centro inter-universitario
Cisia che elabora le prove per ingegneri e architetti. “Se il test è
composto da quesiti calibrati su base statistica, scientificamente
validati ed erogati con procedure collaudate, il test è di grande
affidabilità per valutare le competenze di una popolazione”, afferma.

La selezione funziona? Passano davvero i più bravi? Qualche studio
statistico sembra dimostrarlo. Tra gli ammessi nel 2005 a Ingegneria di
Pisa, ad esempio, il voto ottenuto nel test d’accesso e quelli dei
successivi esami universitari sono in rapporto diretto: migliore
l’ingresso, migliore la performance. Secondo i dati del ministero, poi,
il tasso di abbandono degli studi dopo il primo anno è sensibilmente più
basso nei cinque indirizzi a numero chiuso che in quelli ad accesso
libero (per dire: 4,6% a Medicina contro 23,7% ad Agraria).

Così la selezione preventiva è entrata tacitamente nella costituzione
materiale degli italiani, là dove la Costituzione ufficiale all’articolo
34 direbbe che “la scuola è aperta a tutti”. Resta da vedere se, in
cambio, il numero chiuso rende almeno la vita più facile ai “capaci e
meritevoli” di cui al comma 3.

Andrea Cammelli, direttore di Almalaurea, l’osservatorio-repertorio
delle carriere dei laureati italiani, è convinto di sì, con un
ragionamento originale: “Negli ultimi 25 anni, per il calo demografico,
la classe dei diciannovenni è calata del 43%. I diplomati oggi in Italia
sono un bene scarso, occorre farne un prodotto di alta qualità,
concentrando le risorse sulle migliori speranze di successo”.

Ma questo, avverte, non è ancora abbastanza. “C’è troppa enfasi sul test
d’ingresso, come se fosse l’unico muro da scavalcare. No: quello vero
sta dopo la laurea. Non serve selezionare le intelligenze se il sistema
produttivo non le sa utilizzare. Unioncamere prevede che quest’anno il
paese assorbirà solo 16.210 ingegneri, diecimila meno del 2008. Ma noi
ne sforneremo 36 mila. Vuol dire che spendiamo per formare cervelli da
regalare all’estero”. Il numero chiuso, insomma, sembra garantire il
successo di una carriera di studi, ma non dà certezze sull’accesso al
lavoro. Per sapere cosa farai da grande dovrai ancora pescare, dopo la
laurea, nel cappello del sindaco di Ember.

(27 agosto 2009)

++
cit off
++

Commento:

Non c’è qualcosa che non va?

Perché solo quelli che superano i test possono avere accesso alla
istruzione?

Si potrà dire: “Ti vai ad iscrivere ad una scuola privata”.

E -allora- il diritto alla istruzione?

Le persone dovrebbero essere _misurate_ sulle loro capacità nei vari
insegnamenti.

Chi garantisce che quei test consentano di selezionare il merito?

Vorrei che leggeste questa storia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Fulvio_Frisone

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cit on
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Fulvio Frisone (Siracusa, 19 gennaio 1966) è un fisico italiano.

È anche poeta e pittore. Per un errore durante il parto (vennero usati
il forcipe e la ventosa) è affetto da tetraparesi spastica con distonie
ed è quindi costretto su una sedia a rotelle, parla a fatica, non può
mangiare e muoversi da solo.
Biografia [modifica]

Dibattuto il luogo nativo: Il sito Salvatorianilaici [1] lascia
intendere che sia nato a Catania, mentre il sito Disabili.piuchepuoi
[2]parla di Carbonia; Graziella Proto, [3] scrive che è catanese;
secondo il sito assud.it [4]Frisone è di Siracusa

La madre Lucia, detta Mamma Ciclone, ha puntato tutto su di lui. Hanno
rischiato insieme di morire in un parto durato 21 ore, con il feto che
non riusciva a nascere per asfissia prenatale. [5]

Appena tre giorni dopo la nascita gli venne impartita l’estrema unzione,
perché se fosse sopravvissuto ai primi giorni avrebbe condotto una vita
da vegetale.[6] Però Fulvio sopravvive e la madre lo ricopre di
attenzioni. I medici non sanno cosa fare e le consigliano di lasciar
perdere, perché il bambino sarebbe rimasto menomato per sempre. Intanto
Lucia riesce a farlo parlare, costringendolo a chiedere aiuto, vince la
battaglia contro le scuole di Siracusa (che non vogliono accogliere un
bambino diverso) dove lo ha portato per poterlo fare studiare, va anche
al Parlamento per poter ottenere un aiuto dai mass media.

La svolta per Fulvio arriva quando il padre inventa un casco con un’asta
che lo aiuta a scrivere, disegnare, usare il computer, interagire.[7]
Tramite quel casco il fisico Frisone lavora dal 1995, svolgendo attività
di ricerca presso il dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università
degli Studi di Catania.

Con la legge del 26 marzo 2004 la regione Sicilia ha istituito la
Fondazione Fulvio Frisone, costituita con atto l’11 aprile 2005[8], con
il fine di favorire il più ampio diritto alla formazione scientifica e
culturale, nonché l’attività di ricerca nel settore della fisica
nucleare.[9]

Nel luglio 2006 la RAI ha iniziato a girare un film sulla sua vita,
andato in onda il 22 febbraio 2007 su Rai Uno e in replica sempre in
onda su Rai Uno il 5 giugno 2008 .[10]

Le sue ricerche [modifica]

La fusione fredda [modifica]

Dal 1989, con la tesi di laurea intitolata Le reazioni di fusione D-D in
palladio deuterato, Fulvio Frisone si occupa della fusione fredda, cioè
sulla fusione nucleare realizzata a temperature relativamente basse. La
sua fama è di livello internazionale. È stato invitato a varie
conferenze in Russia (invitato dall’Accademia delle Scienze nel 1999,
partecipò al 7° congresso mondiale sulla fusione fredda e la
trasmutazione), Cina, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti.

Nel 1992 ha ricevuto il premio Toyp per la ricerca scientifica.[11] Nel
2004 ha ricevuto il premio Goccia di Rapolano Terme per i suoi
studi.[12]

Nel 2001 gli è stato proposto un posto di lavoro presso l’università
dell’Illinois, però Frisone ha rifiutato.[13]

Per chi voglia farsi un’idea più specifica dell’originalità delle
ricerche in questione, un elenco molto succinto delle pubblicazioni di
Frisone, con relativo numero di citazioni, può trovarsi qui [3] Nel
febbraio 2007 Pellegrino, un deputato dei Verdi, avanza una proposta per
un “Fondo per ricercatori scientifici disabili gravi”, sostenendo che
“In diversi campi della ricerca persone con gravi handicap fisici e
sensoriali hanno conseguito risultati di grandissimo rilievo, come nel
caso del grande fisico e matematico inglese Stephen Hawking o del fisico
siciliano Fulvio Frisone”. Sempre per farsi un’idea più specifica del
peso di tale affermazione e del nome di chi l’ha proposta, che pone
sullo stesso livello due scienziati pure diversi come Frisone e Hawking,
ecco un elenco non molto succinto delle pubblicazioni di Hawking, con
relativo numero di citazioni [4]

Inquinamento [modifica]

Recentemente, Frisone si è dedicato ai fattori inquinanti che possono
determinare dei buchi neri nell’atmosfera. A tal proposito, è bene
ricordare come il Raggio di Schwarzschild del pianeta Terra sia di circa
9 mm. Inoltre, si sta occupando di alcune ricerche sull’energia nucleare
pulita per escludere le scorie radioattive. Al fine di approfondire la
ricerca sull’inquinamento il Dott.Frisone ha recentemente aperto, in
intesa con il comune di Melilli in provincia di Siracusa, un centro a
lui dedicato, il centro Frisone, inaugurato nel 2007.

++
cit off
++

Cosa mi dite?

Siete ancora convinti che ci devono essere “i più uguali” come con il
lodo Alfano?

http://it.wikipedia.org/wiki/La_fattoria_degli_animali

Saluti felicità,

L


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