Travaglio ad Anno Zero: su Tarantini

Subject:
Re: Anno Zero [gogna mediatica del giornale di Feltri: da http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=385626][di Renato Farina]
Date:
Fri, 25 Sep 2009 07:34:43 GMT
From:
L
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.media.tv, it.politica
References:
1

Solania wrote:
>
> CHEFFIGURADI MERDA dei Sinistri
> Concita smerdata da Delpiero
> Franceschini smerdato da Bocchino
> CAZZO,….mica brutto per niente Anno Zero
>
> PS:…ma il titolo prende il nome da come sono ridotti a sinistra ?…rotfl

Re: Anno Zero [gogna mediatica del giornale di Feltri: da
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=385626]

++
cit on
++

Annozero mette alla gogna il Giornale Per Santoro abuso di servizio
pubblico

di Renato Farina

Santoro dixit, 14 settembre, una decina di giorni fa: «Sappia
Berlusconi, che continua ad agire vigliaccamente nell’ombra…». Sappia
che cosa? Ecco: la minaccia mafiosa di Michele Santoro all’ex datore di
lavoro ieri si è realizzata davanti al pubblico televisivo. Il Mago
della Sinistra ha lavorato con tutti i suoi cilindri, petardi, mossette,
luci soffuse a simboleggiare la sua coscienza che brilla nella notte del
popolo bue. C’erano i pirati con l’uncino al posto del braccio, Michele
aveva il pappagallo sulla spalla, a nome Travaglio. Il culmine è stato
quando Santoro si è identificato con san Lorenzo Martire e ha attribuito
a se stesso le parole del cardinal Bagnasco sul poverettocotto alla
graticola dall’imperatore. Scopriamo così che è Michele la notte del 10
agosto a far cadere le stelle dal cielo. Misa che si sopravvaluta anche
come martire.Vauro riesce a giocare anche con le bare dei nostri soldati
in Afghanistan avvolte dal tricolore. Che pena. È stato un atto di
guerra (in)civile quello accaduto ieri sera su Rai 2, prima puntata di
«Annozero». A dire la verità ci aspettavamo di più, si dev’essere
ammosciato. È stata un’aggressione annunciata per tempo, come il fulmine
dopo il tuono. È stato un putsch guatemalteco in età elettronica. Si sa
che i golpe ormai non si fanno con i carri armati ma occupando
postazioni pubbliche per imporre la propria forza di minoranza,
giustificando il sopruso con la propria presunta superiore moralità.
Così ieri sera Michele Santoro, accompagnato dal parere favorevole -ma
guarda un po’ il caso- della magistratura, si è impadronito di nuovo
della navicella del popolo televisivo.

cit(1)
******************************************************************

È bravo. Efficace. Ha successo. Lo guardiamo tutti, anche perché i gatti
spiaccicati attirano sempre lo sguardo.

******************************************************************

E lui è e la sua squadra sono specialisti nello spiaccicare la gente
sull’asfalto del loro linciaggio pubblico. Lo guardano tutti, il
Michele. Ma anche Vallanzasca, detto il bel René,funzionava bene nelle
rapine, era molto professionale. Michele, con professionalità, rapinala
buona fede e pure il canone. Parte da un postulato non dimostrato: in
Italia non c’è libertà. E si contraddice subito. Scrive che Il Fatto
(réclame gratis) raddoppia la tiratura in due giorni, «gli facciamo gli
auguri ». Complimenti. Titolone: «Farabutti». Si comincia lasciando la
voce al lamento. Esordisce il Conducator: «State tranquilli, c’è
Travaglio, senza contratto ma sistemeremo anche quello». Poi dà voce a
Berlusconi: «La Rai…tutte trasmissioni sempre e solo contro la mia
parte politica, siamo circondati nella politica nella stampa e nella
televisione da troppi farabutti». Lo impana come una cotoletta. È la
famosa tecnica del blog. Si ritaglia e si incolla deformando, costruendo
grugni grotteschi con parole vere. Ma questo va bene se si chiama
satira, se no diventa falsificazione. Quindi tocca lo stesso servizio a
Renato Brunetta: «L’Italia sporca, i cattivi dipendenti pubblici, i
cattivi magistrati, le cattive banche, quelli che vivono sulle spalle
della prima Italia che rischia. Gli stiamo facendo un mazzo così, certoc
ulturame parassitario, che sempre ha sputato sentenze contro il proprio
Paese… non hanno mai lavorato per un’Italia migliore. Fai bene a
chiudere il rubinetto dei fondi pubblici, Sandro Bondi, ai parassitidei
teatri lirici, ai finti cantanti, ai finti scenografi… a lavorare!».

Be’,popolaresco, ma ben detto. E che fa Santoro? Un colpo di genio.
Abilissimo Santoro. Si fa assumere in cielo dalla Chiesa. Cita il
cardinal Bagnasco difensore della «coscienza». E chi è la coscienza? Ma
sì, dài che lo sappiamo tutti: è lui, il Santoro. Cita ancora Bagnasco:
«All’imperatore Lorenzo dice no». È la predica di Bagnasco riferita a
San Lorenzo, San Lorenzo Martire. Masi capisce che pensa a se stesso, a
San Michele, a San Travaglio, martiri. Non aveva un contratto della Rai,
San Lorenzo, era piuttosto perseguitato, ma fa niente, sono particolari.
Tocca a Franceschini. Domanda: «C’è un pericolo per la libertà di
stampa?». Come si vede un quesito duro, che mette in ginocchio
Franceschini. Risposta: come ve la immaginate, cioè tutta colpa di
Berlusconi, proprietà di Berlusconi delle tivù, uno scoop. Accusa
Berlusconi: «Intimidazione, sta intimidendo gli imprenditori perché non
diano pubblicità a Repubblica. Ci dev’essere una forte mobilitazione per
la libertà di stampa. La battaglia per la libertà di stampa dev’essere
senza colori ». In effetti lui la spinge verso il grigio topo, Santoro
va verso il rosso,diciamo un rosso noioso. Anche l’amico Mario Giordano
è trattato come già capitò a Veronica.

La sua faccia si trasforma in cartone animato e gli appaiono vicino le
parole del suo editoriale d’addio al Giornale, recitato come sputasse
addosso a Feltri. Il quale spiega pacatamente come abbia dato una
notizia su Dino Boffo, e non abbia offerto dossier, ma spiegato una
sentenza per molestie a sfondo sessuale, grazie a una fonte affidabile.
Che qualcuno smentisca se è capace. Risposta non ci fu. Ma qualsiasi
cosa dici lì che non sia secondo la volontà di Casa Santoro e San
Travaglio, sei infilato nell’acido muriatico. Di solito prendono in giro
Giordano per la sua voce. Stavolta lo doppiano con voce viriloide, come
fosse un coro greco. Pensavamo fosse una puntata contro il Berlusca, ma
alla fine si scopre che il bersaglio preferito è Feltri. Infilzato
secondo antica tecnica da quelli che passano per berlusconiani. Così
Michelazzo usa Filippo Facci, finto puro della destra, come il
prezzemolo per il suo polpettone di calunnie. Contro chi? Feltri.
Dev’essere lui che impedisce la libertà di stampa, l’unico che aumenta
la vendita di giornali, e così porta via le copie agli altri, ohi ohi.
Quindi MarcoTravaglio. Mescola frasette su ragazze e festini, Silvio e
Massimo, infine il favoloso gioco di parole su «pulp»e«palp».
Bravissimo,un genio bollito, con la maionese sarebbe anche gradevole.
Giorgio Bocca arriva a 89 anni e ci comunica che invece di temere la
morte ha paura di Feltri. Facci a 42 anni hai il problema di dover
parlar male della Carfagna e di non riuscirci (e così riesce a sparlarne
senza fornire un solo motivo, senza che lei possa difendersi), e tutti
molto, molto preoccupati di questo spaventoso problema di Facci. È la
fiction, bellezza, fatta passare per realtà, per stampa. Che Paese. Che
Rai. Povera Italia.

++
cit off
++

Commento:

Basta anche solo leggere la cit(1) (qui sopra): è la tesi di “sbatti il
mostro in prima pagina”, un classico del giornalismo.

Si paragona Santoro a Vallanzasca.

La cosa è talmente risibile che significa una cosa sola: la verità fa
male, non c’è cosa che fa più male del vero per chi vive di menzogne
come metodo.

Chi intervistava Feltri gli citava il testuale delle sue -di Feltri-
dichiarazioni e Feltri puntualmente le contestava, salvo doversi
arrendere di fronte alle fotocopie dei suoi articoli.

E’ così: chi mente dimentica persino cosa dice .. poiché deve fare una
doppia fatica: qualla di ricordare la verità e la menzogna. Deve
ricordare la verità per riuscire ad orientarsi. Deve ricordare la
menzogna per non contraddirsi. Ma spesso fa confusione. E’ costretto a
dire “ma allora voi..” -insomma- la vecchia tesi di “nessun colpevole ->
tutti colpevoli” .. come Craxi, il sodale del metodo Mr B, insegnava
dagli scranni del parlamento italiano prima di fuggire in Africa
inseguito dalle monetine di chi gli diceva: “prendititi pure queste ..”

In definitiva un metodo di intimidazione -il giornalismo de il Giornale
e del giornalismo pro Papi- (in cui il diritto di parola e di opinione
non è simmetrico, ma si è “farabutti” se si è di una idea diversa dal
culto di Papi) per cui Travaglio è costretto a leggere quello che dice
per paura di dire anche solo una virgola di difformità di quello che
siano gli atti pubblici e/o giudiziari.

Ma il re è nudo, e pure la regina.

Forse non sarà il massimo della democrazia dovere ricorrere alla
politica dei costumi sessuali (ci sarebbe ben altro di cui parlare, per
esempio di economia: di un paese mandato _economicamente_ a puttane, ad
esempio), ma si può mai pretendere un appello alla ragione in un paese
-per lo più- in regressione culturale? .. ovvero -fuori dal politichese-
.. “rincoglionito dalla tv”?

Quindi continuo l’esame che feci con Solania: Senzaltro i poteri forti (e tra questi la UE, la Unione Europea), sono contro Berlusconi [**] ma sono forti proprio perché non fanno una politica nana, ma bensì una politica che guarda la cartella clinica dell’Italia e vede che il malato sta per tirare le cuoia .. se non si cambia la cura.

Poiché la cura di Papi ci sta portando alla tomba[*] a
meno che Papi non vada a fare il nonno, come Prodi.

Saluti felicità,

L

Note:
[*]
[dagli anni 90 ad oggi la Malfa cita (stamattina in una intervista a
Corradino Mineo su rainews24) che la quota di commercio mondiale è
passata -per l’Italia- da 5% al 2%, mentre Francia e Germania hanno
matenuto le loro quote di commercio]

[**]
La UE contesta a Berlusconi la ridiscussione delle quote di CO2:
http://www.ansa.it/opencms/export

Idv Ciampino Blog

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