Caso Marrazzo: la fonte dagospia

Subject:
Caso Marrazzo: la fonte dagospia
Date:
Sat, 24 Oct 2009 11:06:47 GMT
From:
L
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.media.tv


http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-10304.htm

++
cit on
++

AHÒ, ALTRO CHE AVVENTURA DI UNA NOTTE, ERA VERO AMORE PER IL
GOVERNATORE! – SMUTANDATO DA “LIBERO”, SPUTTANATO DA “REPUBBLICA”, FINE
GIOCHI PER TRANS-PIERO – “MARRAZZO LO CONOSCIAMO TUTTE BENISSIMO DA
ANNI. QUANDO LO VEDONO PASSARE I TRANS SI TIRANO SU LE TETTE PER ESSERE
SCELTE: LUI PAGA MOLTO, MOLTO BENE. CI SONO “RAGAZZE” COME NATALÌ CHE CI
HANNO FATTO UNA FORTUNA, DECINE DI MIGLIAIA DI EURO. NATALÌ È LA SUA
PREFERITA, MA STAVA SPESSO ANCHE CON BRENDA, UNA TIPA GRANDE E GROSSA
CHE CHIAMIAMO LA BRENDONA E CHE DA UN PEZZO ANDAVA IN GIRO A DIRE CHE
CERCAVA DI VENDERE UN VIDEO COMPROMETTENTE. UNA VERA STRONZA” – (LA
SINISTRA AI TRANS E LA DESTRA ALLE LOLITE? LE DUE SCUOLE DI EROS DEI
POLITICI)

1 – IL RACCONTO DI NATALÌ, TRANS BRASILIANA
Maria Elena Vincenzi e Paolo G. Brera per La Repubblica

“Glielo dicevo, io: Piero, stai attento a con chi esci. Lasciala
perdere, la Brendona, quella è drogata ti fa finire nei guai”. Natalì,
30 anni, professionista del sesso a cottimo, brasiliana transessuale con
studio-abitazione in via Gradoli, nella periferia ordinata lungo la
Cassia, ha gli occhi lucidi ma giura che “è solo il collirio”. Ci sono
volute due ore per sciogliere il muro dei “non so nemmeno chi sia”, e
per farle raccontare la sua versione dei fatti.

“Piero lo conosco da sette anni – dice – e non mi ha mai fatto niente di
male, quindi non gliene voglio fare nemmeno io. L’ho sentito anche oggi,
mi ha chiamata tre volte. Mi ha detto: “Stai tranquilla, Natalì, che non
c’è nessun video. Ti voglio bene, non parlarne con nessuno””.

Dalla comunità trans che la notte si vende al Flaminio e all’Acqua
Acetosa, a Prati e alla Moschea, esce un ritratto sconvolgente – e tutto
da provare – se riferito al presidente della Regione Lazio. “Marrazzo lo
conosciamo tutte benissimo da anni”, afferma Luana, anche lei
transessuale brasiliana della Cassia: “Quando lo vedono passare – dice –
i trans si tirano su le tette per essere scelte: lui paga molto, molto
bene. Ci sono “ragazze” come Natalì che ci hanno fatto una fortuna,
decine di migliaia di euro. Natalì è la sua preferita, ma stava spesso
anche con Brenda, una tipa grande e grossa che chiamiamo la Brendona e
che da un pezzo andava in giro a dire che cercava di vendere un video
compromettente ma non trovava nessuno che lo comprasse. Una vera
stronza: questa è estorsione, mi sa che con questo caos è scappata”.

Da quando è scoppiata la bufera, le transessuali che abitano nella zona
di via Gradoli hanno ricevuto visite a raffica dai carabinieri del Ros:
“Sono andati dalla Palomina sulla Cassia, da Tiffany e Maira in via
Gradoli, da Camilla ai Due Ponti, da Brenda e da un sacco di altre. A
tutte – dice Natalì – hanno preso i computer e i telefonini per cercare
immagini. Ma non troveranno nulla. Lo so che accusano tutti me, ma io
giuro che non c’entro proprio niente con le foto e i video. Io sono
sicura che non usciranno mai perché non ci sono, ma se spunterà fuori un
video vi invito a confrontarlo con me e con casa mia”. Un appartamentino
ordinato, pulito, arredato con gusto in stile etnico: salotto con
cucinino, bagno e camera con il letto in ferro battuto e il quadro di un
cherubino dietro la testiera.

“Di Piero non voglio parlare – insiste Natalì ogni volta che si accorge
di aver raccontato più di quello che avrebbe voluto – ma una cosa su
quei quattro carabinieri la voglio proprio dire. Li conoscevamo tutti,
sono vera gentaccia. C’è una questione di droga, dietro tutto questo
casino. Quando un cliente ci chiede un festino con la cocaina, c’è uno
spacciatore, uno che ora è morto e si chiamava Rino (è citato anche
nell’ordinanza di custodia cautelare, ndr), che ce la porta a domicilio
a patto che ne acquisti almeno dieci grammi. Quei carabinieri lo
lasciavano lavorare a patto che lui li avvertisse sempre della consegna
e della situazione: quando la giudicavano interessante facevano
irruzione e ci rapinavano, si prendevano droga e soldi ricattando i
clienti”. Sono le “mele marce” di cui parla il comandante provinciale
dei carabinieri, il generale Tommasone.

Ne parla anche la Luana (che in realtà si chiama con un altro nome) di
Rino che portava la droga e dei clienti rapinati e ricattati per questo
dai quattro carabinieri. Una situazione in cui, afferma Luana, avrebbe
riguardato anche il governatore del Lazio. Anche di questo, dice Luana,
“della cocaina”, tutti sapevano tutto nel mondo romano della
prostituzione transessuale. “Lui, Marrazzo, andava quasi sempre con
Natalì – insiste Luana – che aveva conosciuta alla Moschea, dove batteva
fino a qualche anno fa. Ma stava spesso anche con Tabata, che è morta
sei mesi fa. E anche con Paloma e Brenda: non sapete che liti, quando
lui sceglieva una anziché l’altra”.

“I carabinieri non mi hanno ancora trovata, e mi sono già rivolta a un
avvocato – dice Natalì: ma i Ros busseranno alla sua porta mezzora più
tardi – e domattina me ne vado, parto e sto via un mese. Se mi avete
filmato, dico che eravate solo una coppia in cerca di sesso estremo.
Addio”.

++
cit off
++

Saluti felicità,

L

Commento:

In queste ore sul corriere c’è persino l’ipotesi che Marrazzo non sarebbe stata la persona identificata.

Da un punto di vista sociale i costumi sessuali delle persone adulte, se non incontrano un profilo di reato non dovrebbero considerarsi rilevanti.

Più critico invece è il profilo delle varie versioni fornite da Marrazzo, poiché dire “la verità” è una questione importante, fa parte della credibilità di una persona pubblica.

Non dimentichiamo che ciò che si rimprovera a Berlusconi è il fatto di avere detto molte versioni differenti sul caso Noemi e poi D’Addario, intervallate da giuranti sulla testa dei propri figli.

E’ più dignitoso -a nostro avviso- un “no comment”, per evidenti questioni di privacy, piuttosto che fornire versioni contrastanti tra loro.

Sembra comunque che ci si voglia ostinare a fare una politica fatta di dossier e che voglia guardare dal buco della serratura.

IDV ribadisce che è interessata alle questioni di legalità e capacità di rispondere della propria funzione pubblica, lasciando le questioni private alla riservatezza delle persone.

IdV Ciampino Blog

Annunci

0 Responses to “Caso Marrazzo: la fonte dagospia”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Calendario

ottobre: 2009
L M M G V S D
« Set   Nov »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  

Categorie

Commenti Recenti

salvatore su MANIFESTAZIONE 13 MARZO 2010 O…
Valentina73 su 17 giugno 2011 ore 21:00 diret…
Miriam Pellegrini Fe… su Come si vota? [amministrative…
web master idv ciamp… su Comunicato 05-01-2011
vincenzo su Comunicato 05-01-2011

Flickr Photos

Categorie


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: