Archivio per novembre 2009

Scudo fiscale: quando la illegalità è “norma”

Subject:
perché scudo oggi e non scudo domani? [quando l’illegalità diviene “la norma”][dagospia: LO SCUDO FA CILECCA?]
Date:
Mon, 30 Nov 2009 08:43:22 GMT
From:
L
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.economia, it.politica

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-11245.htm

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cit on
++

LO SCUDO FA CILECCA? – I CONTI DI TREMENDINO TREMONTI NON TORNANO:
MANCANO 500 MLN € ALL’APPELLO – HANNO INFLUITO L’OSTRUZIONISMO SVIZZERO
E I PROBLEMI TECNICI LEGATI AI PRODOTTI FINANZIARI SOFISTICATI –

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LA SCADENZA PROROGATA AD APRILE?
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MA il Tesoro punta a massimizzare i ricavi dello scudo nel 2009…

Luca Fornovo per “la Stampa”

Per ora i conti di Tremonti non tornano. Secondo le ultime stime, dallo
scudo fiscale il Tesoro incasserebbe 3,5 miliardi anziché i quattro
stimati dal ministro dell’Economia. All’appello mancherebbero 500
milioni, cioè tanto quanto i soldi richiesti dalla Conferenza dei
Rettori per recuperare le università statali e pagare i stipendi ai
professori.

A poco più di due settimane dalla scadenza del 15 dicembre,
l’Associazione italiana del private banking (Aipb), che riunisce i
gestori dei patrimoni dei Paperoni italiani, abbassa le stime sul
gettito dello scudo. Da 80-100 si scende a 70 miliardi: 50 miliardi per
i rimpatri e 20 miliardi per le regolarizzazioni. Considerata l’imposta
del 5% sui capitali rimpatriati, al Tesoro entrerebbero così 3,5
miliardi, per le banche si parla di profitti netti per circa 250
milioni.

Insomma siamo lontani da quei 100 miliardi che avrebbero dovuto portare
nelle casse dello Stato 5 miliardi. Qualcosa sembra non aver funzionato.
Già ma cosa? I tempi troppo stretti, l’ostruzionismo delle banche
svizzere e i problemi tecnici legati al rimborso di prodotti finanziari
più sofisticati come gli hedge fund e alla valutazione dei prezzi di
obbligazioni strutturate di banche in cattive acque o addirittura
fallite, come il colosso Usa Lehman Brothers.

Un grido d’allarme sui tempi arriva da Paolo Basilico, numero uno della
società di gestione, Kairos. «Se lo scudo si dovesse chiudere il 15
dicembre – avverte Basilico – si perderà il 50% dei benefici derivanti
da questa manovra, mi auguro quindi che il ministero conceda più tempo,
almeno fino ad aprile».

Un po’ più di tempo lo chiede anche Giorgio Girelli, amministratore
delegato di Banca Generali, che finora prevede di raccogliere 1,5
miliardi dallo scudo (contro i 3 miliardi inizialmente previsti da
alcuni analisti). «Spero che ci sia una proroga almeno fino a marzo, ma
che venga comunicata a inizio dicembre, per avere piena efficacia», dice
Girelli.

È vero che il Tesoro punta a massimizzare i ricavi dello scudo nel 2009,
ma in effetti dagli uffici tecnici di via XX Settembre a Roma, si sta
ragionando seriamente sulla proroga, o meglio su quanto lungo (giorni,
mesi) potrà essere «il periodo congruo», come lo definisce la circolare
di ottobre, per far rientrare i capitali in Italia.

Carlo Filippo Brignone, responsabile della succursale di Torino di Banca
Leonardo (400-500 milioni la raccolta stimata dal gruppo), punta il dito
contro l’ostruzionismo degli istituti elvetici. «Questo scudo – osserva
Brignone – permetterà ai clienti di sottrarsi all’atteggiamento poco
collaborativo dei banchieri svizzeri e di poter seguire più da vicino e
controllare meglio l’andamento della gestione dei propri risparmi».

Da Ersel (350 milioni di raccolta con più di 500 conti) denunciano che
gli svizzeri ritardano per quanto possibile il completamento del
trasferimento dei titoli, per un ovvio interesse a mantenere ricavi e
masse gestite anche se per pochi mesi. Mentre secondo Massimo Furno,
responsabile private banking di Deutsche Bank in Italia (raccolta
stimata in 2 miliardi) «le vere difficoltà si sono riscontrate nel
regolarizzare prodotti come gli hedge funds». Intanto a due settimane
dalla scadenza dello scudo, le banche cominciano a fare i conti in
tasca.

«Siamo nella fase clou – dice Roberto Fredella, responsabile Bnl-Bnp
Paribas Private Banking – tanto che, in questi giorni, si stanno
concretizzando molte operazioni, anche grazie alla nostra task force di
avvocati e commercialisti». Da Banca Intermobiliare fanno sapere che la
raccolta attesa è tra i 5-600 milioni di euro, idem per Azimut.

Tra i più ottimisti c’è Nicola Onorati, responsabile private banking di
Montepaschi: «Abbiamo circa 2.200 posizioni aperte, il 25% delle quali
relative a nuovi clienti. L’importo medio dei rimpatri è di 900 mila
euro, leggermente sopra la media di mercato. I flussi di capitali in
rientro dall’estero sono superiori a quelli degli scudi precedenti, c’è
una netta prevalenza dei rimpatri sulle regolarizzazioni».

[27-11-2009]

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cit off
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Dal paese di Lucignolo per ora è tutto,

Saluti felicità,

L

IdV Ciampino Blog

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Facci: “siamo dentro una guerra civile”

Subject:
Facci: Ora vi spiego perché “siamo dentro una guerra civile”
Date:
Sun, 29 Nov 2009 14:08:11 GMT
From:
L
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.media.tv

“Di fatto c’è una guerra civile” 0 minuti e 32 secondi del video
seguente:

La verità ci farà liberi?

Saluti felicità,

L

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Telecamera nascosta PDL & al lupo, al lupo!

Subject:
Il Giornale.it: Vogliono dimostrare che Berlusconi è mafioso
Date:
Sat, 28 Nov 2009 15:08:12 GMT
From:
L
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.media.tv

http://www.ilgiornale.it/..

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cit on
++

Vogliono dimostrare che Berlusconi è mafioso
di Gian Marco Chiocci

Palermo – Stiamo ai fatti. Come anticipato dal Giornale nei giorni
scorsi, più procure antimafia stanno chiudendo la partita su Silvio
Berlusconi a cui sono pronte a riservare anche una richiesta di confisca
dell’intero patrimonio. Il premier è (dovrebbe essere) indagato a
Firenze per concorso in strage, così almeno lasciava intendere ieri
mattina il quotidiano la Repubblica. Il Cavaliere è (dovrebbe essere)
indagato per concorso esterno pure a Palermo, dove da giorni si
susseguono le riunioni dei pm mentre i boatos sull’invio di un avviso di
garanzia – pare rimandato per l’intervento del presidente Giorgio
Napolitano – si rincorrono a palazzo di giustizia.

Nel frenetico tam tam giudiziario sono da prendere con le molle le
indiscrezioni di un possibile avviso di garanzia anche per Renato
Schifani, presidente del Senato, tirato in ballo da Gaspare Spatuzza, il
pentito che dopo un anno di interrogatori s’è ricordato di identificare
in Berlusconi e Dell’Utri i «mandanti esterni» delle stragi del 1993.
Sia Firenze che Palermo e Caltanissetta, sull’iscrizione del premier nel
registro degli indagati, non confermano. Ma soprattutto non smentiscono
quanto da giorni si sta ipotizzando a proposito di un’inchiesta
incentrata sul presidente del Consiglio accusato da Spatuzza e da una
batteria di colleghi pentiti (vedi Giuseppe Ciaramitaro, Salvatore
Grigoli e soprattutto Pietro Romeo) di aver armato la mano di Cosa
nostra negli attentati del ’93 per spianare la strada allo stesso
Berlusconi e al suo movimento Forza Italia, scesi in campo nel ’94.

Repubblica ha messo in risalto un dettaglio tecnico sfuggito ai più. E
cioè che nelle ultime verbalizzazioni dei magistrati fiorentini si
notava un deciso e improvviso salto di qualità. Mentre i primi testimoni
venivano ascoltati in un’inchiesta «a carico di ignoti» (cosiddetto
«modello 44») gli ultimi interrogati vedevano il medesimo procedimento
virare «a carico di noti» (modello 21). Ciò significa che i personaggi
indagati sotto la sigla «Autore 1» e «Autore 2» potrebbero anche
corrispondere ad «Alfa» e «Beta», i nomi in codice utilizzati dalla
procura di Caltanissetta per mettere sott’inchiesta (il 23 luglio 1998)
Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri nel procedimento sui mandanti
esterni delle stragi del ’92, procedimento poi archiviato il 3 maggio
2002.

A distanza di sette anni, dunque, Berlusconi prosciolto dall’incredibile
accusa di essere in qualche modo coinvolto nelle bombe ai giudici
Falcone e Borsellino, oggi rischia di finire nuovamente sotto inchiesta.
Indagato dai magistrati di quella stessa procura fiorentina, che fra il
1996 e il 1998 lo avevano già «iscritto» (insieme a Dell’Utri) nel
fascicolo sui «mandanti occulti» delle bombe del ’93, salvo poi
arrendersi di fronte all’archiviazione di un’inchiesta che è stata
recentemente riaperta dal gip su insistenza dei pm del procuratore
Giuseppe Quattrocchi non appena i pentiti, su tutti Spatuzza, hanno
iniziato a rivelare presunti dettagli inediti sulla bomba di via dei
Georgofili e su quell’anno «esplosivo».

Ora come allora, dunque, sono i pentiti a dettare la linea. Per quanto
riguarda l’inchiesta di Firenze, la procura fa sapere che poiché «il
reato contestato è aggravato dall’aver avvantaggiato Cosa nostra»
(copyright L’Espresso) non sono previsti, al momento, invii di
comunicazioni giudiziarie. Il sottosegretario Paolo Bonaiuti in una nota
ieri ha escluso «nel modo più deciso che sia in arrivo un qualsiasi atto
correlato alle indagini di Firenze e Palermo». Le procure, però,
lavorano sotto traccia. Si scambiano informazioni e notizie. Firenze e
Caltanissetta (che ha riaperto le indagini su Falcone e Borsellino)
lavorano sulle dichiarazioni «politiche» del pentito Romeo, fra i primi
a fare il nome di Silvio Berlusconi quale riferimento della Cupola
attraverso i Graviano. L’altro ieri Firenze ha inviato a Palermo (filone
Ciancimino e non solo) oltre 3mila pagine di verbali in cui Spatuzza si
sofferma sui presunti rapporti Berlusconi-Graviano.

Milano procede in punta di piedi con il pm Boccassini delegata, con uno
stralcio, a indagare di nuovo sulla bomba in via Palestro che il 27
luglio ’93 causò cinque morti e che portò alla condanna di persone
vicine ai Graviano. Anche Roma e Reggio Calabria chiedono carte e
partecipano a riunioni della Dna. Se Berlusconi non è ancora indagato,
lo sarà a breve. E quando nessuno ricorderà più la tirata d’orecchie di
Napolitano ai pm, partirà l’assalto. Concentrico. Definitivo.

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cit off
++

Commento:

Sembrerà un po’ strana la tecnica di cavalcare le ipotesi elencate qui
sopra, specie perché sembrano essere avverse a Mr B (da parte del
giornale della famiglia di Mr B).

Però se si denigrano ipotesi -per ora- infondate si può usare la tecnica
di “al lupo al lupo”

Ossia una volta che il lupo vi fosse davvero .. nessuno ci crederebbe
più ..

Saluti felicità,

L

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Subject:
Re: Il Giornale.it: Vogliono dimostrare che Berlusconi è mafioso
Date:
Sat, 28 Nov 2009 08:41:06 -0800 (PST)
From:
Chenickname
Organization:
http://groups.google.com
Newsgroups:
it.cultura.filosofia
References:
1

On 28 Nov, 16:08, L wrote:
>
> Commento:
>
> Sembrerà un po’ strana la tecnica di cavalcare le ipotesi elencate qui
> sopra, specie perché sembrano essere avverse a Mr B (da parte del
> giornale della famiglia di Mr B).
>
> Però se si denigrano ipotesi -per ora- infondate si può usare la tecnica
> di “al lupo al lupo”
>
> Ossia una volta che il lupo vi fosse davvero .. nessuno ci crederebbe
> più ..

Penso che la tua analisi sia sostanzialmente corretta.
Bisogna anche considerare che il partito-azienda di Mr.B sta
utilizzando tutte le migliori tecniche di marketing e persuasione di
massa mutuate dall’esperienza imprenditoriale.

Chenickname

IdV Ciampino Blog

Berlusconi: “Clima da guerra civile”

Subject:
Perché psicologia filosofia e politica dovrebbero parlarsi?
Date:
Fri, 27 Nov 2009 09:11:52 GMT
From:
L
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.media.tv

Non stiamo leggendo un romanzo di Isaac Asimov (per esempio “il crollo
della galassia centrale”).

http://it.wikipedia.org/wiki/Isaac_Asimov

Stiamo leggendo un articolo su un quotidiano (uno dei pochi) che non è
(per ora) sotto il grande “fratel Papi”.

Armatevi di pazienza, se ambite ad essere degli analisti, e leggete cosa
scrive Repubblica.it poi aggiungeremo un mio (e spero anche un vostro)
commento:

http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/berlusconi..
++
cit on
++

POLITICA

Attacco del premier ai pm, giallo su una frase sulla guerra civile
Avvertimento dopo le polemiche con Fini: si decide a maggioranza

Berlusconi: toghe attentano al governo
E al Pdl: “Chi critica fuori dal partito”

Devono finire i quotidiani processi al governo sulle reti Rai
La presidenza: “Riproporremo il lodo Alfano per via costituzionale”

Berlusconi: toghe attentano al governo E al Pdl: “Chi critica fuori dal
partito”

ROMA – Berlusconi attacca a tutto campo davanti all’ufficio di
presidenza del Pdl. Batte i pugni sul tavolo, dopo settimane di
polemiche con il presidente della Camera Gianfranco Fini e con i suoi
fedelissimi, lanciando un aut-aut ai contestatori: chi non è d’accordo
se ne va dal partito. E parte di nuovo con violentissime accuse alla
magistratura, indicata come una forza eversiva che “attenta alla vita
del governo” e “rischia di portare il Paese sull’orlo della guerra
civile”.

L’attacco del premier ai magistrati, riportato da alcuni dei
partecipanti al summit, appare particolarmente violento. Berlusconi ha
parlato di una persecuzione giudiziaria nei suoi confronti, spiegando le
ragioni che obbligano a metter mano alla riforma della giustizia.
Perché, dice il premier, “è in atto un tentativo di far cadere il
governo” condotto soprattutto dalla magistratura “che ha preso una
deriva eversiva”. Qualcuno ha riferito alle agenzie che il presidente
del Consiglio ha parlato di “Paese sull’orlo della guerra civile”. Dopo
oltre un’ora è arrivata la smentita dell’ufficio stampa del Pdl:
Berlusconi non ha mai usato quell’espressione. Il Cavaliere ha citato i
processi che lo vedono coinvolto a Milano, le indiscrezioni su presunte
nuove azioni della magistratura riguardanti i processi di mafia, ma
anche i casi di Nicola Cosentino e da ultimo di Renato Schifani.
Spendendosi in una difesa del sottosegretario all’Economia attraverso
l’esame delle accuse mosse dai magistrati napoletani in alcuni casi
definite “paradossali”.

“La riforma della giustizia è assolutamente necessaria” ha proseguito il
premier insistendo ancora una volta sulla necessità di andare avanti con
la riforma del processo breve e la separazione delle carriere.

Poi l’affondo sul fronte interno, con un ultimatum nei confronti dei
finiani: il programma di governo – ha detto in sostanza il premier – è
chiaro ed è stato sottoscritto da tutti in campagna elettorale. “Su ogni
tema si decide a maggioranza e chi non è d’accordo occorre che si
adegui. Chi non condivide è fuori”.

Su questo punto, dopo la riunione, il coordinatore Ignazio La Russa ha
precisato: “Oggi eravamo tutti d’accordo. Comunque in un partito si
decide a maggioranza ma non è che chi non fa parte della tesi che in
quel momento è di maggioranza sia fuori dal partito. Anzi…”.

Tra i temi cari a Fini che creano tensioni c’è quello della cittadinanza
e del voto agli immigrati. Anche su questo l’esito della riunione è
stato netto: l’ipotesi di voto ai cittadini non italiani è stata
respinta, ha detto al termine La Russa, “la proposta non è nel programma
del Pdl né ci sono motivi per accoglierla”.

Il presidente del Consiglio ripete da settimane che all’interno del Pdl
non ci sono attriti, che la maggioranza è compatta e il governo durerà
fino a fine legislatura. La cronaca dell’ufficio di presidenza del Pdl
registra a questo proposito un abbraccio e un breve colloquio a
quattr’occhi, concluso con reciproca pacca sulla spalla, tra i
protagonisti dello scontro più acceso degli ultimi giorni, il ministro
dell’Economia Giulio Tremonti e quello della Funzione pubblica Renato
Brunetta.

Berlusconi ha criticato anche l’informazione. In particolare alla tv
pubblica. “Ogni giorno vanno in onda sulla Rai, la televisione pubblica,
processi contro il governo e la maggioranza. Questi processi devono
finire”.

Alla fine del vertice, è stato approvato all’unanimità un ordine del
giorno. Il Pdl si impegna a ripresentare il lodo Alfano, seguendo le
indicazioni della Consulta e di andare avanti sul processo breve”. “Voi
lo chiamate così – ha detto il ministro La Russa – ma per noi è il
processo con durata certa”.

(26 novembre 2009)

++
cit off
++

Commento:

Vengo subito al punto.

Quale sarebbe -a mio modo di vedere- la ragione di questo stato di cose con un governo -ed in particolare Mr B- che si sente sotto stadio di assedio, come se gli indiani avessero circondato fort Apache?

“La furbata di destabilizzare lo stato di diritto” (con il cosiddetto
“processo breve”) .. ma .. nella culla del diritto Romano!, del dura lex
sed lex ..

Dopo la bocciatura del “Lodo Alfano”, la norma che avrebbe dovuto
tutelare anche Mr B dalla possibilità di essere processato, e in specie
dopo la sentenza del giudice Misiano con 750 milioni di euro di multa
per l’impero Berlusconiano (in capo alla questione della corruzione che
aveva alterato il giudizio sulla Mondadori), il presidente del consiglio
si trova in una situazione in cui dice “ne vedremo delle belle”, in
risposta al Dalemiano “ci saranno altre scosse”.

Il caso Boffo, il caso Marrazzo, sono solo due esempi che mostrano a
cosa porti volere tirare gli scheletri fuori dagli armadi.

Un nuovo clima in cui la morale è “non disturbate il Papi che dorme” ..

: – )

Non fu forse il giornale di famiglia di Mr B ad attaccare Boffo di
molestie sessuali di tipo omosessuale?

Non fu forse Mr B a dire a Marrazzo che egli -Mr B- aveva bloccato la
diffusione di un video che riguardava Marrazzo & tansessuali e che il
presidente della regione non si doveva preoccupare?

A prescindere da chi avesse raccolto la materia del contendere .. viene
fuori una “immago da sodomiti per gli avversari di Mr B”, in cui Mr B è
solo un vero uomo che ama andare -in linea naturale- con le donne, che ama il gentil sesso come dovrebbe essere normale per ogni uomo.

Quindi un recupero di immagine per il primo ministro, che si riaggancia
al mito dell’uomo latino, del Rodolfo Valentino, dell’uomo che non deve
chiedere mai, di un canone per la sua tempra e solidità materiale,
mentale, spirituale.

Ma -cari amici- qui sembra esserci (da ciò che affiora) un lavoro di
massmediologia, mica pizza e fichi.

: – )

Il punto è però che anche se arrivassero prove certe di un
coinvolgimento di uomini del governo (Cosentino, Schifani, etc) -in
questioni di giustizia- ci si è predisposti a “far saltare il tavolo”
gridando al complotto .. (mi riferisco al clima nell’articolo che ho
citato -oggi- qui sopra).

La strategia di Craxi, ossia quella di capire che non si poteva portare
l’Italia a “il governo ha dichiarato lo stadio di assedio” fa di Craxi,
rivendendo oggi il suo operare, un galantuomo, nell’accettare l’esilio.

Io penso che oltre che vedere i pestaggi degli operai che scendono in
piazza in una assenza del governo a risolvere la crisi e lo stato
sociale, temo che vedremo ben altro.

Ribadisco però, che io sono un ottimista, e sono fiducioso nel potere
della parola e della capacità di tutti di poggiarsi sul dialogo purché
gli si dia la possibilità.

I problemi non solo dell’Italia -ma dell’intero pianeta- sono quelli di
organizzare il concetto di responsabilità di chi gestisce una funzione
di governo di un qualsiasi processo, in specie se rivolto a una funzione
pubblica.

E’ un dato di fatto che Mr B raccoglie un consenso che andrebbe
analizzato ..
(VEDI ANALISI SEGUENTE NEL VIDEO):

ma finché c’è -> *ci fa còrrei* (sia per chi lo vota e sia
per chi non lo vota, poiché non raggiunge -l’opposizione- una
credibilità che è anche una colpa di non sapere influire nelle sorti del
nostro futuro) di ciò che potrebbe accadere con un primo ministro
preoccupato a risolvere più le sue questioni di giustizia che le sorti
dell’Italia e le proposte dell’Italia nel contesto internazionale.

E’ nell’interesse di tutti cambiare modello di organizzazione sociale
passando dal medioevo -> a “fare futuro” senza preoccuparsi che sia
stato Fini a scegliere le parole che valgono perché non dovrà essere la
“Fini del Mondo”(come titolava oggi LA7) ma parlare con chi sia in grado
di intendere e di volere, con tutti coloro che capiranno che “LA LEGGE
E’ UGUALE PER TUTTI” e solo nella fattoria degli animali di Orwell ci
sono “i più uguali”.

Saluti felicità,

L

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Draghi: le mafie “si infiltrano negli enti”

Subject:
Draghi: le mafie “si infiltrano nelle amministrazioni locali” [domanda: è la mafia che cerca la politica, o l’opposto?]
Date:
Thu, 26 Nov 2009 12:41:16 GMT
From:
L
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.media.tv

http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/crisi-44/draghi-26nov/draghi-26nov.html

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cit on
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ECONOMIA

Il governatore a un convegno a Palazzo Koch sottolinea tutti i problemi

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e le carenze del Sud: le mafie “si infiltrano nelle amministrazioni
locali”
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Draghi, allarme Mezzogiorno
“Tanta criminalità e pil deludente”

Napolitano: “Anche il Nord ha bisogno del Meridione”
Draghi, allarme Mezzogiorno “Tanta criminalità e pil deludente”

ROMA – Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, lancia
l’allarme sulla situazione del Mezzogiorno: in un convegno sul Sud in
corso a Palazzo Koch spiega che nel nostro Meridione “la criminalità
infiltra le pubbliche amministrazioni”; che “da lungo tempo” ci sono
“risultati economici deludenti”, col “divario di Pil pro capite rispetto
al Centronord che è rimasto sostanzialmente immutato per trent’anni. Per
questo occorre cambiare prospettiva: “Investire in applicazione,
piuttosto che in sussidi”.

E al convegno partecipa anche il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano. Che all’uscita, dopo aver ascoltato l’intervento di Draghi,
dichiara: “Tutte le parti del paese, anche il Nord, hanno bisogno che il
Mezzogiorno si sviluppi se vogliamo un recupero e il rilancio
dell’economia italiana nel suo complesso. E’ una crescita che va
sostenuta nell’avvenire”.

Il divario economico.INel suo discorso il governatore non nasconde
l’arretratezza del Sud: “Ci vive un terzo degli italiani, produce un
quarto del prodotto nazionale lordo; rimane il territorio arretrato più
esteso e più popoloso dell’area euro”. “Il processo di cambiamento è
troppo lento – continua – mentre le altre regioni europee in ritardo di
sviluppo tendono a convergere verso la media dell’area, il Mezzogiorno
non recupera terreno”. E infatti, “nel 2008 la contrazione del Pil
meridionale è stata più severa di quella del Centro Nord: -1,4% contro
-0,9%”.

Il divario nei servizi. “Scarti allarmanti di qualità” tra Centronord e
Mezzogiorno nei servizi essenziali per i cittadini e le imprese: Draghi
cita, a questo proposito, istruzione, giustizia civile, sanità, asili,
assistenza sociale, trasporto locale, gestione dei rifuti, distribuzione
idrica.

I problemi con le banche. Su questo fronte, non c’è un divario
consistente: “Non ci sono marcate divergenze nell’andamento del credito
bancario tra il Centro Nord e il Mezzogiorno. Con al crisi i prestiti
alle famiglie hanno rallentato fortemente in entrambe le aree
territoriali, continuando tuttavia a crescere di più al Sud. I prestiti
alle imprese e il costo del credito hanno avuto, pur partendo da livelli
diversi, dinamiche simili nelle due aree”.

Allarme criminalità. Anche su questo, Draghi non nasconde la gravità
della situazione: “Grava su ampie parti del nostro Sud il peso della
criminalità organizzata. Essa infiltra le pubbliche amministrazioni,
inquina la fiducia fra i cittadini, ostacola il funzionamento del libero
mercato concorrenziale, accresce i costi della vita economica e civile”.
Questo perché “alla radice dei problemi stanno la carenza di fiducia tra
cittadini e istituzioni, la scarsa attenzione al rispetto delle norme,
l’insufficiente controllo degli elettori verso gli eletti, il debole
spirito di cooperazione: è carente il ‘capitale sociale'”.

La ricetta del governatore. Eccola: “Occorre investire in applicazione,
piuttosto che in sussidi. Tradurre questa impostazione in atti concreti
di governo non è facile”. Ma “i sussidi alle imprese sono stati
generalmente ‘inefficaci’, non è pertanto dai sussidi che può venire uno
sviluppo durevole delle attività produttive”.

(26 novembre 2009)

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cit off
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Commento:

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Ci si chiede almeno dopo che l’ex ministro della giustizia Martelli
rivela (2009) con qualche anno di ritardo che “ci fu trattativa tra lo
stato e la mafia” (ai tempi della eliminazione dei magistrati Falcone e
Borsellino) se vi furono e vi siano tuttora condizionamenti o
infiltrazioni tra attività criminali e la politica.

Ci siamo forse dimenticati che Forza Italia (una costola del psi, basta
vedere come ad esempio De Michelis sia ora consulente del governo, o
grazie a chi Mr B ebbe le frequenze) fu fondata grazie all’aiuto di
Marcello Dell’Utri ..

http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Dell%27Utri

cit dal link precedente:
“Ha subito una condanna in primo grado per concorso esterno in
associazione di tipo mafioso e in Cassazione per frode fiscale”.

Ci siamo forse dimenticati che Andreotti (storico rappresentante della
DC) ..

http://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Andreotti

cit dal link precedente:

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cit on
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Rapporti con la mafia

Andreotti è stato sottoposto a giudizio a Palermo per concorso esterno
in associazione mafiosa. Mentre la sentenza di primo grado, emessa il 23
ottobre 1999, lo aveva assolto perché il fatto non sussiste, la sentenza
di appello, emessa il 2 maggio 2003, distinguendo il giudizio tra i
fatti fino al 1980 e quelli successivi, stabilì che Andreotti aveva
«commesso» il «reato di partecipazione all’associazione per delinquere»
(Cosa Nostra), «concretamente ravvisabile fino alla primavera 1980»,
reato però «estinto per prescrizione».

Rapporti con Michele Sindona

Secondo la Corte di Perugia ed il Tribunale di Palermo «Andreotti aveva
rapporti di antica data con molte delle persone che a vario titolo si
erano interessate della vicenda del banchiere della Banca Privata
Italiana ed esponente della loggia massonica P2 Michele Sindona, oltre
che con lo stesso Sindona.»[1]

Tali rapporti si intensificarono nel 1976, al momento del crac delle
banche di Sindona: Licio Gelli, capo della loggia P2, propose un piano
per salvare la Banca Privata Italiana all’allora Ministro della Difesa
Andreotti. Quest’ultimo, nonostante le dichiarazioni pubbliche di stima
verso Sindona, definito “il salvatore della lira”, non riuscì a fare
accettare il piano di salvataggio al Ministro del Tesoro Ugo La Malfa.
In seguito, Andreotti negò ogni suo coinvolgimento, sostenendo che il
suo interessamento per il salvataggio della Banca Privata Italiana era
solo di natura istituzionale. Tuttavia, anche durante la lunga latitanza
di Sindona all’hotel Pierre di New York, Andreotti continuò a mantenere
contatti con il banchiere, pur rivestendo il ruolo di Presidente del
Consiglio.

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cit off
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Con uno strano sincronismo Schifani è sotto attacco delle rivelazioni di
alcuni pentiti (*) e arrivano a Schifani delle intimidazioni(**) per cui i
giornali di oggi sono liberi di scegliere la linea politica: dire che lo
stato -nella persona del presidente del senato- è sotto attacco della
mafia, oppure che c’è la possibilità che Schifani avesse contatti con la
mafia cercati e non respinti (se ciò sarà provato).

(*)
link-1

(**)
link-2

Intanto Schifani, è già assodato, ebbe contatti con la mafia, ecco la
citazione:

http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Schifani

++
cit on
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Biografia

Schifani, figlio di impiegati[1], si laureò in giurisprudenza con 110 e
lode. Nel 1979, praticante legale nello studio del deputato Giuseppe La
Loggia, fu inserito da quest’ultimo nella società di brokeraggio
assicurativo Sicula Brokers, di cui facevano parte Enrico La Loggia,
figlio di Giuseppe e futuro politico di spicco di Forza Italia, ed
alcuni soci che negli anni 1990 furono incriminati per associazione
mafiosa o concorso esterno in associazione mafiosa[2] [3]; Schifani
lasciò la società nel 1980[4], riprendendo l’attività di avvocato. Nel
1992 fondò, assieme a due soci tra cui Antonino Garofalo, rinviato a
giudizio nel 1997 per usura ed estorsione, la società di recupero
crediti GSM[3]; a causa di tale attività fu successivamente definito in
una battuta del ministro della giustizia Filippo Mancuso il “principe
del recupero crediti”[1].

Schifani, già iscritto alla Democrazia Cristiana, aderì a Forza Italia
nel febbraio 1995 e, dopo un incarico da consigliere comunale a Palermo,
fu eletto al Senato della Repubblica alle elezioni politiche italiane
del 1996 nel collegio palermitano di Altofonte-Corleone, in
rappresentanza della coalizione di centrodestra. Nella sua prima
legislatura è stato capogruppo di Forza Italia nella commissione Affari
costituzionali ed ha fatto parte della Commissione parlamentare per le
riforme costituzionali, la cosiddetta “Bicamerale”.

++
cit off
++

Infine Draghi, il governatore della Banca di Italia, ci dice che (guarda
un po’): le mafie “si infiltrano nelle amministrazioni locali”

Ma queste persone vivono sulla luna?

O pensano che la gente sia il “popolo bue”?

A mio avviso stiamo assistendo alla tecnica del “capro espiatorio”.

Sarà Mr B il capo espiatorio?

Sarà Tremonti?

Non sappiamo a chi toccherà di pagare per tutti, ma a me pare che il
problema non sia “a chi buttare addosso la croce”.

Il problema, se volessimo sforzarci di essere onesti, è “quale dovrebbe
essere il metodo di gestire una democrazia” -> chiunque sia al governo
del paese.

Provo a dire una cosa semplice:

“trasparenza, rende conto del proprio operare”

perché il proprio operare sia un servizio allo stato e non una egemonia
che cerchi immunità e protezioni.

Sul treno -giusto ieri- andavo a Roma e mi trovo ad attaccare discorso
con due sconosciuti (un uomo ed una donna).

Dopo avere commentato le notizie del giorno:

-privatizzazione dell’acqua e della protezione civile (il fatto
quotidiano del 25/11/2009)

-chi ha ucciso il trans di Marrazzo? .. siamo sicuri che i “servizi” non
ne sappiano nulla?

-operazione “bianco natale” della lega (prendere a pretesto la festa in
cui una donna non trovò posto neanche dove partorire per cacciare i
poveri e gli indifesi .. e ostentare xeno-fobia)

-cosa ha causato la crisi mondiale?

-il capitalismo ha dei problemi? e se sì .. quali?

.. la conclusione è stato un disgusto e l’affermazione che -in specie la
signora- difficilmente andranno a votare ..

Gli ho detto la mia solita tiritera:

Cercate di informarvi e votate persone valide, di qualunque partito
siano.

Falcone e Borsellino -allora- (e con loro molti altri) non saranno morti
inutilmente.

Saluti felicità,

L

Di Pietro: popolo della rete! 5/12/2009 NBD

Subject:
NBD = No Berlusconi Day: sul fattore B .. un video e il link su facebook [5 dicembre 2009 a Roma, ma anche in altre città]
Date:
Wed, 25 Nov 2009 12:50:53 GMT
From:
L
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.media.tv

Popolo della rete!

: – )

Vota Antonio! .. diceva Totò ..

Insomma ecco il link su facebook che dimostra che il 5 dicembre è la
“rete” che manifesta:

Home page di face book in rif a NBD (324431 iscritti):
http://www.facebook.com/no.berlusconi.day

Area discussioni:

http://www.facebook.com/no.berlusconi.day?v=app_2373072738

Le mani di Di Pietro sulla manifestazione?
http://www.facebook.com/topic.php?uid=149702514283&topic=11702

Il video di Di Pietro sul NBD:
http://www.youtube.com/watch?v=YBTtiPTZfcM

Ciao,

L

PS

NBD all’estero:
visibili nel link seguente in basso a sinistra:
http://www.facebook.com/group.php?v=photos&gid=98405348939#/no.berlusconi.day?v=wall&viewas=1139975508

1 Amsterdam
2 Atene
3 Barcellona
4 Berlino
5 Brasile
6 Bratislava
7 Bruxelles
8 Budapest
9 Buenos Aires
10 Chigago
11 Coruna
12 Dakar
13 Danimarca
14 Dublino
15 Edinburgo
16 Ginevra
17 Grenoble
18 Helsinki
19 Lisbona
20 Londra
21 Madrid
22 Monaco
23 Montreal
24 New York
25 Parigi
26 Praga
27 Rabat
28 Sacramento
29 San Francisco
30 Santa Barbara
31 Sarajevo
32 Siviglia
33 Stoccolma
34 Sydney
35 Turchia
36 Vienna
37 Washington DC

IdV Ciampino Blog

Yascha Mounk: MAGNIACCIA-CRAZIA

Subject:
Re: Will Smith e’ morto
Date:
Tue, 24 Nov 2009 14:59:59 GMT
From:
L
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.media.tv
References:
1

Chenickname wrote:
>
> Non e’ vero. E’ una bufala.
>
> Intanto la notizia ha fatto il giro del mondo.
> E’ anche cosi’ che nascono i miti. Le notizie hanno una gran voglia di
> circolare, hanno una forza propria a diffondersi. Una notizia un po’
> originale/ non ha bisogno di alcun giornale/ come una freccia
> dall’arco scocca/ vola veloce di bocca in bocca.
>
> Oggi non e’ difficile smentirla, se e’ falsa, perche’ ci sono i mezzi
> di massa che sono molto potenti e possono soverchiare il passa-parola.
> Ma una volta? Una volta, quando il canale che forniva la smentita era
> lo stesso che forniva la falsa notizia ed era attenuato da un
> interesse piu’ basso? Si formava il mito. Il profeta e’ resuscitato!
> Si’, l’hanno visto due vecchie al mercato! Ha parlato al suo amico!
> L’han visto in cima al monte che pregava!
> Ma dai, son tutte balle! Zitto tu, miscredente!
>
> Qualche volta potrebbero smentirla, ma perche’ farlo? Il mito a volte
> e’ meglio. Paul McCartney avrebbe potuto fare il test del DNA con suo
> padre e cosi’ oggi noi non staremmo qua ad alimentare la leggenda che
> Paul Is Dead. Qualcuno avrebbe potuto mostrare la salma del profeta,
> ma perche farlo? Meglio farla sparire.
>
> Ciao
> Livio

No non ho detto che “Will Smith è morto”

Io penso che l’arte di dire qualcosa e negare di averla detta non vada
presa sottogamba.

Si sbaglia -a mio avviso- se si pensa che sia solo una questione di
memoria.

E’ l’attitudine -questo modo di fare- a usare l’esternazione di una
realtà deformata per apparire in senso pubblicitario: il paese dei
balocchi, poiché al popolo bue si è convinti che bisogna mentire, poiché
non capirebbe, ergo, la verità non è utile, anzi è dannosa -anzi
(meglio)- facoltativa!, a secondo delle conveninenze di che immagine si
vuole offrire.

E del resto:
Chi potrebbe dire una verità perfetta?

Non certo alcun pover uomo.

Anche solo affermare che si voleva essere ironici, come nel discorso di
Berlusconi a Schulz, -quindi- introdurre il concetto che “il tono era
ironico”, cambia -evidentemente- il senso di ciò che si afferma:

1/2
http://www.youtube.com/watch?v=v-uVN-2bbwM

2/2
http://www.youtube.com/watch?v=iIEQcfhAov4

C’è però un particolare che sembra un dettaglio -ma non lo è- che non
possiamo trascurare nell’attuale esame:

La comunicazione può essere

-servizio

-magniacciacrazia

La “MAGNIACCIA-CRAZIA”, non è un errore di battitura, magari a favore di
chi sfrutta le battone (il magnaccia), ma un nuovo termine di un
politologo di Harvard:

http://www.unita.it/news/italia/91671..

++
cit on
++

«I processi? Saranno gli alleati a far cadere Berlusconi»
di Federica Fantozzitutti gli articoli dell’autore

Yascha Mounk, giornalista e politologo di Harvard, direttore della
rivista politica The Utopian, analizza la situazione italiana
: «Un
centrodestra irresponsabile che non difende i valori democratici e un
centrosinistra inefficiente». Berlusconi? «Il pericolo maggiore per lui
non sono i processi ma i suoi alleati. Bisogna guardare con attenzione a
Fini».

La politica italiana vive il paradosso di un esecutivo sulla carta
solido e con un’ampia maggioranza parlamentare che si sta
autodistruggendo: liti tra ministri, gelo tra Berlusconi e Fini, insulti
tra Fini e Bossi. Crisi di governo o crisi di sistema?
«Per il sistema politico italiano Paolo Guzzanti ha parlato di
“mignottocrazia” evocando la serata dei Telegatti, le belle ragazze che
diventano ministro.

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
A mio avviso è piuttosto una “magniacciacrazia”,
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
dove magnaccia è qualcuno interessato solo a se stesso e che utilizza il
potere per i propri scopi. È chiaro che se in una squadra ognuno ha il
proprio traguardo personale, è difficile lavorare insieme in modo
collaborativo. Questa è la situazione del governo».

Un gruppo di persone in ordine sparso?
«Berlusconi pensa ai suoi processi, Bossi al Nord. L’instabilità è
causata dall’assenza di un programma politico con obiettivi e valori
condivisi. Per forza si creano tensioni».

Cosa vede dietro l’angolo?
«Ovviamente non so se il governo cadrà. Gli italiani guardano a
Berlusconi con una certa paura per il suo potere. Ma dimenticano che non
ha la grandezza di idee nè la personalità per essere davvero pericoloso
per la democrazia. Il premier non è ideologico: si limita a perseguire i
suoi interessi».

Impegnare le Camere, i consigli dei ministri, il suo partito, per
escogitare uno scudo giudiziario efficace non è dannoso per la
governabilità del Paese, e quindi per la democrazia?
«Certo, l’accanimento a prescrivere i processi crea danni terribili. Ma
il vero rischio non è lui, che non ha nè l’immaginazione nè un programma
con valori pericolosi, è che dopo di lui arrivi qualcuno con obiettivi
più vasti. Noi diciamo: “dietro ogni zero può esserci un Nerone”.

Il peggior nemico di Berlusconi sono i giudici o i suoi alleati?
«I guai giudiziari non lo faranno cadere: può sempre varare l’ennesima
versione del processo breve. In un altro Paese sarebbe oltraggioso e
inaccettabile, ma in Italia Berlusconi resta popolare, anche grazie ai
media che possiede. Il pericolo viene dai partner di coalizione, che
però forse decideranno di liberarsi di lui perché c’è una sentenza. Le
due questioni, come vede, sono legate».

Chi potrebbe osare tagliare il cordone ombelicale? Fini?
«È il personaggio da seguire con attenzione. La sua azione è guidata
dall’ossessione di dimostrare che è un uomo diverso dal passato. Non so
se ci credo, ma è un fatto rilevante. Continuando a evocare la
Costituzione, a un certo punto potrebbe trovarsi al punto di rottura».

Quindi al Pd tocca sperare nel co-fondatore del PdL?
«L’Italia ha bisogno di un grande partito di centrodestra che difenda i
principi democratici e di un grande partito di centrosinistra. Al
momento invece ha una destra irresponsabile e una sinistra
inefficiente».

Perché il Pd non decolla?
«Vede, l’Italia non è un Paese di destra ma la maggioranza dei politici
di sinistra ritiene che lo sia. Hanno uno spettro politico lineare e
monodimensionale. Ma persone come Schroeder, Blair, Jospin e poi
Zapatero hanno capito che si può cambiare l’agenda inventando altri temi
che rendano inutile la domanda se siano di destra o di sinistra. Anzichè
preoccuparsi dei voti dei cattolici di centro, il Pd potrebbe creare una
nuova visione dell’Italia e degli italiani, come è stata la Cool
Britannia di Blair, affascinando e mobilitando così gli apolitici e gli
astenuti».

E questa «Cool Italia» che lineamenti avrebbe?
«Una concezione più laica e più moderna nei rapporti sociali. Mi ha
rattristato che Bersani, pochi giorni dopo l’insediamento, si sia detto
contro la sentenza europea che ha tolto i crocifissi dalle aule. Poi
sarebbe molto importante un movimento popolare di giovani contro il
nepotismo che vi affligge. È scandaloso che l’opposizione non faccia
nulla contro questa riedizione delle corporazioni medievali».

Lei vede una società più avanti dei suoi politici di riferimento.
«Ascoltando i politici l’Italia sembra un Paese tradizionalista e
conservatore, ma se la visiti ti rendi conto che non è così. C’è grande
spazio per un leader di sinistra carismatico».

23 novembre 2009

++
cit off
++

Forse bastava dire “potere come massimo desiderio”.

Solo il potere come massimo desiderio può portare tali deformazioni.

Il concetto che il naso lungo e le orecchie d’asino possano venire solo
nelle fiabe come a Pinocchio, ma non nel reale.

In fondo una utopia che lotta contro l’accorgersi che la vita ha un
termine per tutti e ciò che lasceremo non sono le barzellette, ma ciò
che siamo stati in grado di dire per cambiare il futuro da un incubo a
che sia un sogno di felicità ..

Will Smith non morirà mai, a secondo di ciò che -veramente- è stato.

Saluti felicità,

L

IdV Ciampino Blog


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