Archivio per 10 novembre 2009

CAMORRA DI GOVERNO? [‘o sistema ..]

Subject:
CAMORRA DI GOVERNO [da “il fatto quotidiano et altri][la democrazia non finisca svenduta al discount]
Date:
Tue, 10 Nov 2009 11:19:42 GMT
From:
L
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.media.tv

http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs

++
cit on
++

10 novembre 2009

Il gip: misure cautelari per il sottosegretario Nicola Cosentino – I pm
avevano chiesto l’ordine di custodia: è legato ai Casalesi – Il
candidato governatore che Berlusconi aveva scelto per la Campania è
accusato di concorso esterno in associazione camorristica. Contro di lui
numerosi pentiti. Adesso Montecitorio dovrà decidere sulla richiesta del
giudice di Napoli. L’inchiesta è sul traffico dei rifiuti.

++
cit off
++

dal corriere
retroscena:

“la guerra delle candidature”:

http://www.corriere.it/politica/09_novembre_10

++
cit on
++

Regionali – Le scelte
Pdl, il rebus candidati Da Nord a Sud l’assalto agli «azzurri»
In Campania l’ex an Viespoli. Tajani verso il Lazio

ROMA — Il caso Cosentino irrompe nella trattativa in corso all’interno
del Pdl per la scelta dei candidati alle Regionali della prossima
primavera. Un caso che complica e condizionerà la discussione sui nomi
da schiera­re. Una discussione nella quale finora vi era stata una forte
con­trapposizione tra il Pdl e la Lega Nord, con gli uomini di Bossi che
rivendicano per sé la guida di Regioni come il Veneto (at­tualmente
guidato dall’azzurro Giancarlo Galan per nulla con­vinto di farsi da
parte) e il Pie­monte (dove a contendersi la de­signazione ci sono Enzo
Ghigo e il leghista Roberto Cota). A que­sta fibrillazione, da un po’ di
tempo, se ne è aggiunta un’al­tra, quella che scuote il Pdl, ov­vero
quella che divide le due fa­miglie che lo hanno originato: Forza Italia
e Alleanza nazionale. Benché Ignazio La Russa, uno dei tre coordinatori,
dica che «c’è un largo margine di tempo per definire le candidature» le
tensioni finora sotto traccia stan­no salendo in superficie e si
col­legano alla questione delle rifor­me da fare, in primo luogo la
giustizia. Qualcosa si capirà oggi dopo l’atteso faccia a faccia tra
Silvio Berlusconi e il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Un
in­contro che giunge dopo la richie­sta di una «misura cautelare» per
concorso esterno in associa­zione camorristica firmata dal gip di Napoli
nei confronti di Co­sentino, sottosegretario all’Eco­nomia e
coordinatore campano del Pdl.

Cosentino è uno dei nomi che sono circolati come possibile candidato
governatore in Cam­pania. Un nome che non ha mai convinto del tutto i
seguaci di Fi­ni e lo stesso presidente della Ca­mera. Ora è probabile
che per ra­gioni di opportunità Cosentino sarà invitato a fare un passo
in­dietro. Se ciò avverrà a candidar­si potrebbe essere Pasquale
Vie­spoli, attuale sottosegretario al Welfare, Pdl tendenza Alleanza
nazionale. In alternativa a lui, si fa il nome del socialista Stefano
Caldoro, già ministro del prece­dente governo Berlusconi.

Accanto al caso Campania c’è quello del Lazio. Ed è collegato con le
vicende europee. Se Massi­mo D’Alema riuscirà a diventare Mr Pesc,
ovvero responsabile della politica estera dell’Unione, l’attuale
commissario ai Traspor­ti, Antonio Tajani sarà costretto a lasciare
l’incarico. E per lui ci sarebbe quindi la possibilità di scendere in
campo alle Regiona­li. Tajani, ex Forza Italia, scalze­rebbe dalla pole
position Renata Polverini (attuale segretaria del­­l’Ugl), sponsorizzata
dagli ex An. E i forzisti ritengono che gli ex An non possano pretendere
un terzo candidato governatore do­po avere ottenuto per sé quello della
Calabria (Giuseppe Scopel­liti) e probabilmente della Cam­pania (
Viespoli).

Lorenzo Fuccaro
10 novembre 2009

++
cit off
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Commento:

Sullo stesso tavolo:

-salvataggio di Papi?

-candidature alle regionali?

-casa delle libertà è una caserma delle libertà?
(quali sono i criteri di espressione e formazione del consenso?)

Vediamo qualcosa di più su “fare futuro” la fondazione dell’ex AN (Fini)
..

trovo un articolo un po’ criptico, ma il finale è illuminante:
(vedi cit seguito)

..la democrazia è un prodotto commerciale ..che si può vendere come al
supermercato?

risposta di fare futuro:
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Stando sempre attenti che la democrazia non finisca svenduta al
discount, e la libertà all’outlet.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

La allusione ai metodi di Mr B a voi sembra oscura?

http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&Art=2745&

++
cit on
++

In difesa dei consumi: la libertà si declina anche nella vita
quotidiana…
E la democrazia
passa anche dal supermercato
di Angelo Mellone Adesso abbiamo festeggiato i vent’anni del crollo del
Muro. Evviva. Ma è noto che, anche quando non c’è nulla da criticare,
qualche bastiancontrario emerge tanto per farsi notare. E allora è dato
ascoltare in televisione fini analisi che ti spiegano come, in realtà,
il 9 novembre non ha vinto la democrazia ma ha vinto il capitalismo. E
la derivata di questa illuminante differenziazione è ciò che abbiamo
appreso, e non ne potevamo proprio fare a meno, da qualche arguto
reazionario che di giorno difende Berlusconi e di notte se la prende col
berlusconismo: in fondo, dice l’arguto, non solo i tedeschi orientali,
ma tutta la gente dell’Est, non ha lottato per la democrazia e la
libertà, ma per andare al supermercato. Volessimo dare un patentino meno
misero a questa posizione, potremmo citare un ipercritico della
Riunificazione, Ingo Schulze, che già in Vite nuove raccontava
l’avventura di ragazzi della Germania Est che, passato il confine,
restavano abbagliati dall’esposizione di merci nei negozi d’Occidente. E
in questa rappresentazione che pare accostare gente che è stata a
friggere per quarant’anni sotto dittature feroci, pare di scorgere tanti
pinocchietti che si perdono nel paese dei Balocchi. Come al solito, il
criticone cerca sempre di vedere il bicchiere mezzo vuoto quando tutti
brindano con quello mezzo pieno. E allora, agli ultracriticoni qualche
obiezione serena si può porgere, soprattutto perché chi scrive, e non
solo, non è tacciabile di filo capitalismo un tanto al chilo né di
sindrome della caccia all’antiliberale. Però di libertà si tratta, e due
parole vanno spese. È ovvio, ed è quasi banale, osservare che non sempre
il mercato, inteso come luogo dove si producono beni e ricchezza, porta
a braccetto la democrazia, come insegnano le forme di capitalismo
illiberale che hanno preso piede in Oriente. Epperò la libertà, che è un
concetto che ha disperatamente bisogno di incarnarsi per non restare un
feticcio astratto, può anche essere rappresentata da un supermercato:
che male c’è, dunque, a pensare che popoli abituati ai generi razionati,
all’industria statizzata e burocratizzata, alla gestione totalitaria del
proprio immaginario, alla mortificazione della fantasia, abbia versato
sangue, lacrime e fatto martiri anche per rivendicare la libertà di
scegliere quale schiuma da barba o scatola di carne acquistare? Che male
c’è a pensare che gente vissuta in regimi grigi abbia goduto anche del
contatto con il colore, la policromia, la spensieratezza trasmessa dai
templi del consumo (e perché no anche del consumismo)? La libertà è un
concetto che deve essere declinato anche nelle minuzie, nella praticità
della vita quotidiana. È certo che i popoli dell’Est hanno sofferto
prima di ogni altra cosa del pesante tallone totalitario piantato sulla
faccia della loro dignità, mortificando la libertà di espressione, di
partecipazione democratica, di dissenso. Ma è anche vero che la prima
cosa che un regime totalitario fa è omologare i consumi, appiattirli,
uccidere lo spirito competitivo e la creatività che (in quanto produce
inevitabilmente disuguaglianze) ne è la precondizione: si centralizza la
produzione, si impedisce all’uomo di scegliere tanto chi lo governa
quanto cosa può e deve acquistare e consumare. Immaginare interi popoli
come dei calchi di perfetti cittadini partecipativi e virtuosi è fuori
dal mondo: sì, hanno lottato anche per farsi dei supermercati. E allora?
Viva la libertà, viva la democrazia, viva i supermercati.

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Stando sempre attenti che la democrazia non finisca svenduta al
discount, e la libertà all’outlet.
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10 novembre 2009

++
cit off
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Saluti felicità,

L

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