Marino e Serracchiani al “No Berlusconi day”

no-Berlusconi-day

Subject:
Marino & Serracchiani (PD) al “NO Berlusconi day” [da repubblica.it][5 dicembre 2009: Piazza della Repubblica (Roma)]
Date:
Thu, 19 Nov 2009 13:48:30 GMT
From:
L <parmenide_2002@yahoo.it>
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.media.tv

Roma 5 dicembre 2009 Piazza della Repubblica (Roma) ore 14:30 –
MANIFESTAZIONE NAZIONALE “NO BERLUSCONI DAY”

http://noberlusconiday.wordpress.com/

http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-17/..

++
cit on
++

POLITICA

No a Di Pietro sul palco del 5 dicembre. Aderiscono Marino e
Serracchiani
Ammessi invece le bandiere e i gazebo dei partiti
No-B day, niente interventi dei leader
I blogger: con la Costituzione e Napolitano
di CARMELO LOPAPA

ROMA – I politici giù dal palco. Voce a costituzionalisti e studenti,
immigrati e intellettuali, licenziati e precari, ai ragazzi di Corleone.
Sullo sfondo, la difesa della Costituzione e del presidente della
Repubblica. E poi musica, artisti di strada e carri allegorici. Le
segreterie dei partiti che aderiscono al “NoBerlusconiday” ci hanno
provato a “imporre” l’intervento dei loro leader. Ma nel vertice
organizzativo di ieri pomeriggio l’hanno spuntata i giovani blogger del
comitato promotore che la manifestazione del 5 dicembre a Piazza del
Popolo hanno ideato e programmato.

“Dato che il filo conduttore sarà il no-Berlusconi, la presenza sul
palco di Antonio Di Pietro ci sembrava naturale e scontata, al di là del
suo ruolo di politico” racconta Paola Calorenne, responsabile giovani
dell’Idv e trait d’union con gli organizzatori. “Alla fine si è deciso
che nessun politico salirà sul palco. Ma saranno ammesse le bandiere e i
gazebo. Noi con i nostri per la raccolta firme su acqua pubblica, no al
processo breve e al nucleare”. Il portavoce del “Noberlusconiday”,
Massimo Malerba, può cantare vittoria: “Non avremmo mai consentito la
presenza di politici sul palco, avrebbe caratterizzato la manifestazione
e noi non lo vogliamo. La Costituzione e il presidente della Repubblica
sono il nostro unico baluardo. È in difesa dell’una e dell’altro che ci
stiamo mobilitando”.

La scaletta decisa per il 5 dicembre fissa sei “emergenze” da
affrontare: ambiente, legalità e giustizia, etica politica,
lavoro-formazione-ricerca, diritti della persona e infine informazione e
rete. Per ciascun tema, un intervento e una testimonianza. Tra gli
altri, padre Alex Zanotelli e i ragazzi di “No Ponte” (tra un mese
l’ipotetica prima pietra). Inviti ai costituzionalisti Domenico Gallo e
Tania Groppi e al giornalista di El Pais Miguel Mora. E poi, Antonio
Tabucchi e un operaio dell’Eutelia, uno studente in lotta contro la
riforma Gelmini. Ma la manifestazione è ancora un cantiere. Crescono di
ora in ora le adesioni degli artisti. Ascanio Celestini, Andrea Rivera,
Antonio Troìa e poi alcuni dei gruppi che si esibiranno: Ratti della
Sabina, Skiantos, Adriano Bono, Killer sound e tanti altri. Una
cinquantina i pullman prenotati finora dall’Idv, oltre al centinaio dai
promotori, il Prc conta di portare almeno un migliaio di persone dietro
lo striscione “Contro Berlusconi e la repressione”, curato da Italo Di
Sabato: “Già più di duemila iscritti al gruppo su Facebook”. E il
segretario Paolo Ferrero: “Ci saremo anche contro lo scempio della
vendita dei beni confiscati alla mafia”. In piazza anche i Verdi,
annuncia il neopresidente Angelo Bonelli, per dire no al nucleare, alla
privatizzazione dell’acqua e ai processi brevi, raccoglieremo anche noi
le firme per i referendum”.

“Basta esitazioni, tutti in piazza”, è l’appello che dal sito MicroMega
rivolgono al Pd Lidia Ravera, Moni Ovadia e Furio Colombo: “È in gioco
la democrazia”. La segreteria Bersani resta ferma sul no. Di certo, tra
i democratici parteciperanno Ignazio Marino e Debora Serracchiani:
“Legittimo manifestare, io ci sarò, a titolo personale, ma andrei via
qualora emergessero critiche al capo dello Stato”, dice Marino. È
scettico sulla partecipazione il giurista Gustavo Zagrebelsky, di
Libertà e Giustizia. “Finora, siamo sempre intervenuti su problemi, la
parola d’ordine della manifestazione invece è un attacco alla persona B.
Poi, avverto un pericolo. Sarà un’ossessione, ma il rischio di qualche
provocazione organizzata ad arte per approfittarne mi pare avvicinarsi,
tanto più in quanto la prospettiva delle elezioni anticipate si faccia
concreta”.

(19 novembre 2009)

++
cit off
++

Commento:

Diceva Totò:

“Nìcchio .. tìtubo .. tentènno ..”

: – )

Il “nìcchio” è la opposizione della segreteria del PD alla “Bersani”.

Paventato come l’ex comunista, Bersani, ora gioca a salvare la poltrona a
D’Alema, con l’opposizione morbida, alla Veltrusconi.

Dice Bersani che quello che veramente sa fare opposizione è quello che
manda Berlusconi a casa e non quello che grida di più .. che prende le
distanze -come del resto Marino- per i timori di insulti al capo dello
stato Napolitano, suo ex compagno di partito, quando i comunisti si
chiamavano “compagni”, appunto.

Questi “signori” non hanno più la percezione della situazione reale, non
capiscono cosa sia trovarsi in mezzo alla strada e con i figli che hanno
fame e freddo .. una nazione portata sul ciglio di un dirupo .. perché
Papi è il migliore uomo politico degli ultimi 150 anni?

Che Papi sia quel che sia non dove deciderlo Bersani o Di Pietro o la
Serracchiani, ma lo deciderà la storia.

Quello che -invece- possiamo decidere noi è giocare a nascondino sul
mettere in ombra la politica di un Berlusconismo degli scudi fiscali che
condonano gli illeciti finanziari e affermare una cosa e fare l’opposto:
come il concetto che la finanza doveva eliminare i paradisi fiscali e la
speculazione.

Nella torre di avorio della casta ci si entra e ci si barrica non per
chiacchiere ma per dati di fatto: lo scudo fiscale è passato per esempio
per le assenze numerose del PD.

Il sospetto di “intelligenza con il nemico” deve essere dissipato con
una opposizione vera, intransigente, senza assenteismi e scuse, salvo
risalire in sella al Vetrusconismo, alla politica del “ma anche”.

Non serve la logica del capo, né che Di Pietro e/o altri salgano su un
palco.

Serve che chi minaccia lo stato di diritto in Italia sia riconosciuto un
apologeta di reato, senza dovere attendere di sotterrare le monete d’oro
nel campo dei miracoli come Pinocchio, per accorgersi chi era il gatto e
chi era la volpe ..

Saluti e felicità,

L

IdV Ciampino Blog

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