Berlusconi: “Clima da guerra civile”

Subject:
Perché psicologia filosofia e politica dovrebbero parlarsi?
Date:
Fri, 27 Nov 2009 09:11:52 GMT
From:
L
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.media.tv

Non stiamo leggendo un romanzo di Isaac Asimov (per esempio “il crollo
della galassia centrale”).

http://it.wikipedia.org/wiki/Isaac_Asimov

Stiamo leggendo un articolo su un quotidiano (uno dei pochi) che non è
(per ora) sotto il grande “fratel Papi”.

Armatevi di pazienza, se ambite ad essere degli analisti, e leggete cosa
scrive Repubblica.it poi aggiungeremo un mio (e spero anche un vostro)
commento:

http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/berlusconi..
++
cit on
++

POLITICA

Attacco del premier ai pm, giallo su una frase sulla guerra civile
Avvertimento dopo le polemiche con Fini: si decide a maggioranza

Berlusconi: toghe attentano al governo
E al Pdl: “Chi critica fuori dal partito”

Devono finire i quotidiani processi al governo sulle reti Rai
La presidenza: “Riproporremo il lodo Alfano per via costituzionale”

Berlusconi: toghe attentano al governo E al Pdl: “Chi critica fuori dal
partito”

ROMA – Berlusconi attacca a tutto campo davanti all’ufficio di
presidenza del Pdl. Batte i pugni sul tavolo, dopo settimane di
polemiche con il presidente della Camera Gianfranco Fini e con i suoi
fedelissimi, lanciando un aut-aut ai contestatori: chi non è d’accordo
se ne va dal partito. E parte di nuovo con violentissime accuse alla
magistratura, indicata come una forza eversiva che “attenta alla vita
del governo” e “rischia di portare il Paese sull’orlo della guerra
civile”.

L’attacco del premier ai magistrati, riportato da alcuni dei
partecipanti al summit, appare particolarmente violento. Berlusconi ha
parlato di una persecuzione giudiziaria nei suoi confronti, spiegando le
ragioni che obbligano a metter mano alla riforma della giustizia.
Perché, dice il premier, “è in atto un tentativo di far cadere il
governo” condotto soprattutto dalla magistratura “che ha preso una
deriva eversiva”. Qualcuno ha riferito alle agenzie che il presidente
del Consiglio ha parlato di “Paese sull’orlo della guerra civile”. Dopo
oltre un’ora è arrivata la smentita dell’ufficio stampa del Pdl:
Berlusconi non ha mai usato quell’espressione. Il Cavaliere ha citato i
processi che lo vedono coinvolto a Milano, le indiscrezioni su presunte
nuove azioni della magistratura riguardanti i processi di mafia, ma
anche i casi di Nicola Cosentino e da ultimo di Renato Schifani.
Spendendosi in una difesa del sottosegretario all’Economia attraverso
l’esame delle accuse mosse dai magistrati napoletani in alcuni casi
definite “paradossali”.

“La riforma della giustizia è assolutamente necessaria” ha proseguito il
premier insistendo ancora una volta sulla necessità di andare avanti con
la riforma del processo breve e la separazione delle carriere.

Poi l’affondo sul fronte interno, con un ultimatum nei confronti dei
finiani: il programma di governo – ha detto in sostanza il premier – è
chiaro ed è stato sottoscritto da tutti in campagna elettorale. “Su ogni
tema si decide a maggioranza e chi non è d’accordo occorre che si
adegui. Chi non condivide è fuori”.

Su questo punto, dopo la riunione, il coordinatore Ignazio La Russa ha
precisato: “Oggi eravamo tutti d’accordo. Comunque in un partito si
decide a maggioranza ma non è che chi non fa parte della tesi che in
quel momento è di maggioranza sia fuori dal partito. Anzi…”.

Tra i temi cari a Fini che creano tensioni c’è quello della cittadinanza
e del voto agli immigrati. Anche su questo l’esito della riunione è
stato netto: l’ipotesi di voto ai cittadini non italiani è stata
respinta, ha detto al termine La Russa, “la proposta non è nel programma
del Pdl né ci sono motivi per accoglierla”.

Il presidente del Consiglio ripete da settimane che all’interno del Pdl
non ci sono attriti, che la maggioranza è compatta e il governo durerà
fino a fine legislatura. La cronaca dell’ufficio di presidenza del Pdl
registra a questo proposito un abbraccio e un breve colloquio a
quattr’occhi, concluso con reciproca pacca sulla spalla, tra i
protagonisti dello scontro più acceso degli ultimi giorni, il ministro
dell’Economia Giulio Tremonti e quello della Funzione pubblica Renato
Brunetta.

Berlusconi ha criticato anche l’informazione. In particolare alla tv
pubblica. “Ogni giorno vanno in onda sulla Rai, la televisione pubblica,
processi contro il governo e la maggioranza. Questi processi devono
finire”.

Alla fine del vertice, è stato approvato all’unanimità un ordine del
giorno. Il Pdl si impegna a ripresentare il lodo Alfano, seguendo le
indicazioni della Consulta e di andare avanti sul processo breve”. “Voi
lo chiamate così – ha detto il ministro La Russa – ma per noi è il
processo con durata certa”.

(26 novembre 2009)

++
cit off
++

Commento:

Vengo subito al punto.

Quale sarebbe -a mio modo di vedere- la ragione di questo stato di cose con un governo -ed in particolare Mr B- che si sente sotto stadio di assedio, come se gli indiani avessero circondato fort Apache?

“La furbata di destabilizzare lo stato di diritto” (con il cosiddetto
“processo breve”) .. ma .. nella culla del diritto Romano!, del dura lex
sed lex ..

Dopo la bocciatura del “Lodo Alfano”, la norma che avrebbe dovuto
tutelare anche Mr B dalla possibilità di essere processato, e in specie
dopo la sentenza del giudice Misiano con 750 milioni di euro di multa
per l’impero Berlusconiano (in capo alla questione della corruzione che
aveva alterato il giudizio sulla Mondadori), il presidente del consiglio
si trova in una situazione in cui dice “ne vedremo delle belle”, in
risposta al Dalemiano “ci saranno altre scosse”.

Il caso Boffo, il caso Marrazzo, sono solo due esempi che mostrano a
cosa porti volere tirare gli scheletri fuori dagli armadi.

Un nuovo clima in cui la morale è “non disturbate il Papi che dorme” ..

: – )

Non fu forse il giornale di famiglia di Mr B ad attaccare Boffo di
molestie sessuali di tipo omosessuale?

Non fu forse Mr B a dire a Marrazzo che egli -Mr B- aveva bloccato la
diffusione di un video che riguardava Marrazzo & tansessuali e che il
presidente della regione non si doveva preoccupare?

A prescindere da chi avesse raccolto la materia del contendere .. viene
fuori una “immago da sodomiti per gli avversari di Mr B”, in cui Mr B è
solo un vero uomo che ama andare -in linea naturale- con le donne, che ama il gentil sesso come dovrebbe essere normale per ogni uomo.

Quindi un recupero di immagine per il primo ministro, che si riaggancia
al mito dell’uomo latino, del Rodolfo Valentino, dell’uomo che non deve
chiedere mai, di un canone per la sua tempra e solidità materiale,
mentale, spirituale.

Ma -cari amici- qui sembra esserci (da ciò che affiora) un lavoro di
massmediologia, mica pizza e fichi.

: – )

Il punto è però che anche se arrivassero prove certe di un
coinvolgimento di uomini del governo (Cosentino, Schifani, etc) -in
questioni di giustizia- ci si è predisposti a “far saltare il tavolo”
gridando al complotto .. (mi riferisco al clima nell’articolo che ho
citato -oggi- qui sopra).

La strategia di Craxi, ossia quella di capire che non si poteva portare
l’Italia a “il governo ha dichiarato lo stadio di assedio” fa di Craxi,
rivendendo oggi il suo operare, un galantuomo, nell’accettare l’esilio.

Io penso che oltre che vedere i pestaggi degli operai che scendono in
piazza in una assenza del governo a risolvere la crisi e lo stato
sociale, temo che vedremo ben altro.

Ribadisco però, che io sono un ottimista, e sono fiducioso nel potere
della parola e della capacità di tutti di poggiarsi sul dialogo purché
gli si dia la possibilità.

I problemi non solo dell’Italia -ma dell’intero pianeta- sono quelli di
organizzare il concetto di responsabilità di chi gestisce una funzione
di governo di un qualsiasi processo, in specie se rivolto a una funzione
pubblica.

E’ un dato di fatto che Mr B raccoglie un consenso che andrebbe
analizzato ..
(VEDI ANALISI SEGUENTE NEL VIDEO):

ma finché c’è -> *ci fa còrrei* (sia per chi lo vota e sia
per chi non lo vota, poiché non raggiunge -l’opposizione- una
credibilità che è anche una colpa di non sapere influire nelle sorti del
nostro futuro) di ciò che potrebbe accadere con un primo ministro
preoccupato a risolvere più le sue questioni di giustizia che le sorti
dell’Italia e le proposte dell’Italia nel contesto internazionale.

E’ nell’interesse di tutti cambiare modello di organizzazione sociale
passando dal medioevo -> a “fare futuro” senza preoccuparsi che sia
stato Fini a scegliere le parole che valgono perché non dovrà essere la
“Fini del Mondo”(come titolava oggi LA7) ma parlare con chi sia in grado
di intendere e di volere, con tutti coloro che capiranno che “LA LEGGE
E’ UGUALE PER TUTTI” e solo nella fattoria degli animali di Orwell ci
sono “i più uguali”.

Saluti felicità,

L

IdV Ciampino Blog

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