Scudo fiscale: quando la illegalità è “norma”

Subject:
perché scudo oggi e non scudo domani? [quando l’illegalità diviene “la norma”][dagospia: LO SCUDO FA CILECCA?]
Date:
Mon, 30 Nov 2009 08:43:22 GMT
From:
L
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.economia, it.politica

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-11245.htm

++
cit on
++

LO SCUDO FA CILECCA? – I CONTI DI TREMENDINO TREMONTI NON TORNANO:
MANCANO 500 MLN € ALL’APPELLO – HANNO INFLUITO L’OSTRUZIONISMO SVIZZERO
E I PROBLEMI TECNICI LEGATI AI PRODOTTI FINANZIARI SOFISTICATI –

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
LA SCADENZA PROROGATA AD APRILE?
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

MA il Tesoro punta a massimizzare i ricavi dello scudo nel 2009…

Luca Fornovo per “la Stampa”

Per ora i conti di Tremonti non tornano. Secondo le ultime stime, dallo
scudo fiscale il Tesoro incasserebbe 3,5 miliardi anziché i quattro
stimati dal ministro dell’Economia. All’appello mancherebbero 500
milioni, cioè tanto quanto i soldi richiesti dalla Conferenza dei
Rettori per recuperare le università statali e pagare i stipendi ai
professori.

A poco più di due settimane dalla scadenza del 15 dicembre,
l’Associazione italiana del private banking (Aipb), che riunisce i
gestori dei patrimoni dei Paperoni italiani, abbassa le stime sul
gettito dello scudo. Da 80-100 si scende a 70 miliardi: 50 miliardi per
i rimpatri e 20 miliardi per le regolarizzazioni. Considerata l’imposta
del 5% sui capitali rimpatriati, al Tesoro entrerebbero così 3,5
miliardi, per le banche si parla di profitti netti per circa 250
milioni.

Insomma siamo lontani da quei 100 miliardi che avrebbero dovuto portare
nelle casse dello Stato 5 miliardi. Qualcosa sembra non aver funzionato.
Già ma cosa? I tempi troppo stretti, l’ostruzionismo delle banche
svizzere e i problemi tecnici legati al rimborso di prodotti finanziari
più sofisticati come gli hedge fund e alla valutazione dei prezzi di
obbligazioni strutturate di banche in cattive acque o addirittura
fallite, come il colosso Usa Lehman Brothers.

Un grido d’allarme sui tempi arriva da Paolo Basilico, numero uno della
società di gestione, Kairos. «Se lo scudo si dovesse chiudere il 15
dicembre – avverte Basilico – si perderà il 50% dei benefici derivanti
da questa manovra, mi auguro quindi che il ministero conceda più tempo,
almeno fino ad aprile».

Un po’ più di tempo lo chiede anche Giorgio Girelli, amministratore
delegato di Banca Generali, che finora prevede di raccogliere 1,5
miliardi dallo scudo (contro i 3 miliardi inizialmente previsti da
alcuni analisti). «Spero che ci sia una proroga almeno fino a marzo, ma
che venga comunicata a inizio dicembre, per avere piena efficacia», dice
Girelli.

È vero che il Tesoro punta a massimizzare i ricavi dello scudo nel 2009,
ma in effetti dagli uffici tecnici di via XX Settembre a Roma, si sta
ragionando seriamente sulla proroga, o meglio su quanto lungo (giorni,
mesi) potrà essere «il periodo congruo», come lo definisce la circolare
di ottobre, per far rientrare i capitali in Italia.

Carlo Filippo Brignone, responsabile della succursale di Torino di Banca
Leonardo (400-500 milioni la raccolta stimata dal gruppo), punta il dito
contro l’ostruzionismo degli istituti elvetici. «Questo scudo – osserva
Brignone – permetterà ai clienti di sottrarsi all’atteggiamento poco
collaborativo dei banchieri svizzeri e di poter seguire più da vicino e
controllare meglio l’andamento della gestione dei propri risparmi».

Da Ersel (350 milioni di raccolta con più di 500 conti) denunciano che
gli svizzeri ritardano per quanto possibile il completamento del
trasferimento dei titoli, per un ovvio interesse a mantenere ricavi e
masse gestite anche se per pochi mesi. Mentre secondo Massimo Furno,
responsabile private banking di Deutsche Bank in Italia (raccolta
stimata in 2 miliardi) «le vere difficoltà si sono riscontrate nel
regolarizzare prodotti come gli hedge funds». Intanto a due settimane
dalla scadenza dello scudo, le banche cominciano a fare i conti in
tasca.

«Siamo nella fase clou – dice Roberto Fredella, responsabile Bnl-Bnp
Paribas Private Banking – tanto che, in questi giorni, si stanno
concretizzando molte operazioni, anche grazie alla nostra task force di
avvocati e commercialisti». Da Banca Intermobiliare fanno sapere che la
raccolta attesa è tra i 5-600 milioni di euro, idem per Azimut.

Tra i più ottimisti c’è Nicola Onorati, responsabile private banking di
Montepaschi: «Abbiamo circa 2.200 posizioni aperte, il 25% delle quali
relative a nuovi clienti. L’importo medio dei rimpatri è di 900 mila
euro, leggermente sopra la media di mercato. I flussi di capitali in
rientro dall’estero sono superiori a quelli degli scudi precedenti, c’è
una netta prevalenza dei rimpatri sulle regolarizzazioni».

[27-11-2009]

++
cit off
++

Dal paese di Lucignolo per ora è tutto,

Saluti felicità,

L

IdV Ciampino Blog

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