Questo decreto fa tre volte schifo ..

Subject:
Effettivamente .. piovono rane .. la sapete la storia della rana bollita?
Date:
Fri, 15 Jan 2010 21:19:05 GMT
From:
L
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.media.tv

http://www.rivelazioni.com/riflessioni/la_rana_bollita.shtml

Tempo fa ho letto una storia che aveva come protagonista una rana. Non
gli ho prestato molta attenzione.
Forse non era il momento giusto per trasformare un segnale (quello della
storia) in un messaggio che ha delle risonanze nella vita reale.

Ho riletto questa storia in un’altra circostanza, lo scorso mese e mi ha
colpito come un pugno in faccia.
La storia, in sintesi dice: se provate a mettere una rana in una pentola
di acqua che sta bollendo, la rana schizza fuori nel tentativo di
scappare dal pericolo.
Ma se invece mettete una rana in una pentola di acqua fredda e poi la
mettete su un fuoco basso, la rana non si accorgerà del progressivo
aumentare della temperatura e finirà per bollire viva (un po’ macabra
come descrizione).

Mi sono resa improvvisamente conto che molto spesso non mi sono accorta
di essere una rana che stava per bollire e non ho avuto la
consapevolezza del pericolo prima che tale pericolo diventasse
lentissimamente letale.
Ci sembra, a volte, che le cose stiano andando nella direzione giusta
soltanto perché tutto *sembra* normale, perché non ci sono scossoni.
Eppure dei cambiamenti ci sono, impercettibili.
Non ce ne accorgiamo, ma una volta occorsi, è come se noi avessimo
accettato e digerito questi cambiamenti impercettibili.
E una volta accettati e digeriti, altri cambiamenti arriveranno.

Forse dimentichiamo che questi piccoli mutamenti, uno dopo l’altro, con
i mesi e con gli anni, creano delle profonde trasformazioni.

Come poter avere sempre i sensi all’erta per capire se l’acqua in cui
galleggiamo sta aumentando di temperatura?

Qui di seguito una di lista di possibilità

MANTENERE DEGLI STANDARD ELEVATI
Significa vivere senza accontentarsi, né di quello che si può dare né di
quello che si riceve. Significa volere sempre il massimo e impegnarsi a
dare il massimo in tutto quello che si fa.

CREARSI UNA VISIONE
Significa avere chiaro in mente chi si è ispirati a voler essere sul
lungo termine e su quali valori far ruotare la propria vita e le proprie
scelte. Essere sempre sintonizzati sulla propria visione, aiuta a
rimettere a fuoco quello che ci accade nel presente.

DEFINIRE IL LIMITE
Significa decidere fino a che punto ci si può spingere nell’accettazione
dello stato delle cose e quando invece deve scattare il segnale di
allarme. Quanta *tolleranza* decidiamo di avere?

CREARE UN PROPRIO “TERMOMETRO”
Spesso per paura di rimanere delusi, evitiamo di “misurare” la nostra
felicità e la nostra soddisfazione in momenti diversi per riconoscere se
sta andando meglio o peggio. Eppure avere il coraggio di guardare il
nostro “termometro” ci eviterebbe di trascinare per troppo tempo delle
situazioni che in modo impercettibile iniziano a deteriorarsi.

SALTARE FUORI DALL?ACQUA, DI TANTO IN TANTO ?
anche se non sembra essere diventata troppo calda. Soltanto se ci
distacchiamo completamente dalla situazione per poi rituffarci di testa
potremo percepire la temperatura reale. Spesso abbiamo paura di uscire
dalla situazione e riesaminarla dall’esterno, come se le eventuali
conseguenze potessero essere peggiori della sensazione di stare
bollendo. Ma non voler vedere non è mai una buona tattica, non a lunga
scadenza, per lo meno.

***************************************************
da “piovono rane”:
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/01/14/portarsi-avanti-a-cosa-serve-il-decreto-romani/

Portarsi avanti: a cosa serve il decreto Romani

E’ straordinario come, con un solo decreto,

http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/01/14/news/decreto_sulla_tv_la_denuncia_delle_opposizioni_giro_di_vite_su_internet_e_sul_cinema_indipendente-1947217/

quello firmato Paolo Romani, il governo Berlusconi voglia ottenere tre
risultati, uno meno encomiabile dell’altro.

(1)
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Il primo, vabbeh, è danneggiare Sky,
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
http://www.millecanali.it/il-decreto-romani-fa-discutere/0,1254,57_ART_5546,00.html?lw=57;7

in pratica l’unico attuale concorrente di Mediaset. E’ da più di un anno
che la strategia va avanti: prima hanno speso una valanga di soldi
pubblici per il digitale terrestre, poi hanno alzato le tasse sugli
abbonamenti Sky, poi hanno portato via i canali satellitari Rai dalla
piattaforma Sky, adesso gli riducono gli spot per legge ( presto ci sarà
da divertirsi con il nuovo contratto di servizio). In un paese in cui il
premier non fosse anche il proprietario di Mediaset, potremmo anche dire
chissenefrega. In Italia fa schifo, perché è un’alterazione del mercato
per favorire un concorrente (che è anche il capo del governo) contro un
altro.

(2)
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Il secondo è una cosa che potremmo chiamare conflitto d’interessi
preventivo, ovvero portarsi avanti per schiacciare la concorrenza
futura.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Siccome, come ognuno sa, Mediaset si sta buttando sull’Iptv ispirandosi
a Hulu, occorre ridurre il numero di video circolanti in Rete e prodotti
dal basso, che possono costituire potenzialmente una significativa
concorrenza sul Web alla Iptv di Mediaset. E’ il metodo Berlusconi:

***************************************
uccidere i potenziali nemici da piccoli.
***************************************

Di qui l’obbligo per chiunque faccia web tv – anche dalla soffitta di
casa – di chiedere l’autorizzazione al ministero e di sottostare a una
montagna di altri obblighi burocratici (ma non doveva essere il partito
delle libertà, quello che ci liberava dai lacci e lacciuoli dello
Stato?).

(3)
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Il terzo è, banalmente, un corollario del minzolinismo, inteso come
desiderio di controllo politico dell’informazione.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Siccome sempre più cittadini – specie i più giovani – tendono a
informarsi attraverso i contenuti di video e di testo che girano
liquidamente dai blog ai social network, e tutto questo non è
controllabile, bisogna disincentivare il più possibile la produzione e
la circolazione di video indipendenti, sicché si impongono non solo
registrazioni di testate, ma anche punizioni per eventuali violazioni di
copyright e obblighi di rettifica. Tutto è tivù, per il governo.

**********************************
**********************************
**********************************
Questo decreto fa tre volte schifo, è tre volte illiberale e tre volte
in conflitto d’interessi. Ed è tre volte al servizio di un unico
utilizzatore finale: il proprietario di Mediaset, controllore della Rai
e capo del governo.
**********************************
**********************************
**********************************

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