Archivio per 21 gennaio 2010

Saviano: “I criminali se la caveranno a pagare è chi aspetta giustizia”

Subject:
Saviano: “I criminali se la caveranno a pagare è chi aspetta giustizia” [articolo su repubblica.it]
Date:
Thu, 21 Jan 2010 08:57:18 GMT
From:
L <parmenide_2002@yahoo.it>
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.cultura.religioni

http://www.repubblica.it/politica/2010/01/21/news/saviano_i_criminali_se_la_caveranno_a_pagare_chi_aspetta_giustizia-2026408/

++
cit on
++

Politica

L’INTERVISTA. processo breve, parla lo scrittore di Gomorra
“Ma le 500mila firme al mio appello non sono state vane”

Saviano: “I criminali se la caveranno
a pagare è chi aspetta giustizia”

di CARMELO LOPAPA

ROMA – “Non si possono velocizzare i processi a discapito di chi sta
attendendo giustizia. Adesso il messaggio è chiaro. Se in Italia
qualcuno pensa di avere risposta dallo Stato, sa che spesso potrà non
averla. E chi al contrario percorre strade trasversali alla legalità,
quelle della criminalità organizzata e non solo, avrà la consapevolezza
di potersela cavare. Che esistono le regole, ma che possono essere
corrette”.
Roberto Saviano, che accadrà quando il processo breve diventerà legge
col voto della Camera?
“Per capirlo bisogna ricorrere ad alcune immagini. Processo Spartacus,
quello che nei giorni scorsi ha portato alla condanna all’ergastolo in
Cassazione per 16 boss della vecchia guardia casalese: con questa legge
il primo grado non sarebbe rientrato nei tempi. Sarebbe stato
impossibile dimostrare che lo Stato persegue i reati, che è in grado,
magari con lentezza, di condannare i colpevoli. Ancora, col processo
breve giungeranno a prescrizione i maggiori processi in corso per
incidenti sul lavoro. Processi che purtroppo necessitano di tempi lunghi
per via delle perizie tecniche e a causa della lentezza della macchina
giudiziaria. Per non parlare in ultimo della colpa medica. Tutte le
persone che hanno subito interventi medici segnati da errori o terapie
sbagliate vedranno cancellato il loro processo”.

I cittadini hanno diritto a tempi rapidi, è la tesi del governo.
“Ma perché i cittadini devono pagare due volte? Prima, attendendo tempi
lunghissimi per il giudizio. Poi, durante il processo, vedendo
cancellata la speranza di avere giustizia? Vero, bisogna velocizzare i
processi. La lentezza della macchina giudiziaria italiana è scandalosa,
ancor più per un paese che si definisce democratico. Prioritario e
giusto velocizzarla. Ma rendendola più efficiente, mettendola in grado
di funzionare. Non si può pensare di velocizzare a discapito di chi
cerca giustizia”.

Obiezioni valide, se non si trattasse di una legge ad personam.
“Basterebbe poco per dimostrare che non si tratti di una norma che fa
gli interessi di qualcuno. Dire: ecco, questa legge entrerà in vigore da
domani, a partire dai nuovi processi, non ha valore retroattivo. Ma
purtroppo così non è”.

Ritiene che tra i rischi vi sia quello della diffusione di un senso di
impunità, una sorta di incentivo involontario alla criminalità
organizzata?
“Il rischio c’è. La criminalità organizzata, e non solo, potrà pensare
di cavarsela sempre. Che le regole ci sono ma modificabili”.

Il suo appello contro il processo breve, attraverso il nostro giornale e
il sito, ha raccolto 500 mila firme. È stato tutto vano?
“Non è stato vano. Quelle centinaia di migliaia di persone sono lì a
ricordare che quella non è una legge condivisa, che non va nella
direzione della democrazia. Su questo, concordano molti elettori del
centrodestra. Mi chiedo con che faccia, da domani, i rappresentanti del
governo potranno guardare negli occhi chi chiede giustizia e non potrà
più averne”.

Ormai la legge è in dirittura d’arrivo. In cosa spera?
“Spero ci sia ancora un margine perché rinsavisca chi crede ancora nello
Stato. Se poi la legge sul processo breve verrà approvata anche dalla
Camera, allora spero che venga rimandata in Parlamento”.

Da domani, lei inizierà un seminario alla Normale di Pisa. Sarà uno dei
più giovani docenti.
“Il direttore della Normale, Salvatore Settis, mi ha offerto la
possibilità di tenere un seminario e la cosa mi gratifica e mi
entusiasma. Terrò un seminario su “metodo e analisi criminale”,
applicata sia al genere letterario che ai metodi investigativi”.

Saviano in cattedra, per dire cosa?
“Nella prima lezione, cercherò di dimostrare come l’immigrazione nel Sud
Italia stia diventando uno strumento di lotta alla mafia. Come, a
partire dagli anni ’70, le grandi città meridionali si siano svuotate a
causa dell’emigrazione e africani e immigrati abbiano coperto quei
vuoti. Ma non riproducendo più il sistema criminale preesistente, anzi
cercando di scardinarlo. Il caso Rosarno lo dimostra”.

E il suo obiettivo, al di là del messaggio?
“Fornire informazioni alle nuove generazioni. Sarà come servire ai
ragazzi dei picconi, delle torce sui caschi. Spero così di costruire un
metodo attraverso il quale aiutare a guardare con occhi diversi la
realtà”.

(21 gennaio 2010)

++
cit off
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Subject:
No Craxi Day: 19 gennaio 2010 [Bettino Craxi detto Bottino Craxi – santificare il de-fu-unto per salvare l’unto]
Date:
Thu, 21 Jan 2010 09:31:22 GMT
From:
L <parmenide_2002@yahoo.it>
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.media.tv

http://www.youtube.com/watch?v=qBc4LmGiyxU

Nel video la lettera di Silvio Berlusconi a Bettino Craxi.

Saluti felicità,

L

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