Inquinamento elettromagnetico ed acustico a Ciampino

Inchiesta (1/2):

Inchiesta (2/2)

Siamo stati -l’8 luglio 2010- in via Mario De Bernardis, per una inchiesta sulla centrale di trasformazione delle ferrovie costruita circa quindici anni fa a Ciampino. C’è un elettrodotto che porta 116.000 Volt alla centrale che li trasforma in 3.000 Volt per le linee ferroviarie a pochi metri dalle civili abitazioni che erano preesistenti alla installazione della centrale elettrica.

Si trova in una zona densamente abitata, lungo la ferrovia Cassino Roma
Termini e tra la linea Frascati Roma Termini.
Le case lungo la tratta inerente il Comune di Ciampino, esposta alla linea di
alta tensione, sono su via De Bernardis (a circa 15 metri dalla centrale
esterna senza schermature con un semplice recinzione cementizia), via
Locatelli, via De Pinedo, via Maddalena, via Guidoni, via Bleriot, via Wright e
su via Morosina.
Punti essenziali:
1. Recentemente quasi tutti i governi hanno promulgato norme sull’elettrosmog,
in Italia ne è un esempio la legge n° 381 del 3.11.1998, che fissano limiti di
esposizione definiti sicuri, ma tali norme sono di difficile attuazione per
l’ostilità di quanti hanno forti interessi nel campo e per la non conoscenza
del problema da parte del grande pubblico che ignora totalmente il problema e
le sue dimensioni e i rischi correlati. Inoltre chi dovrebbe concedere
autorizzazioni o controllare l’applicazione della legge non sempre acquisisce la completezza delle informazioni per svolgere il suolo ruolo.
2. I rischi derivanti dall’esposizione a questi campi sono allo studio in
tutto il mondo e come per il fumo anche se ancora non è stata definita una
correlazione precisa sono reali i rischi per il sistema immunitario in grado di
provocare da disturbi neurovegetativi alla leucemia, da sindromi depressive al
cancro, dal morbo di Alzheimer al Parkinson in modo particolare nei bambini e
nei soggetti in età avanzata.
3. Questo tipo di elettrosmog deriva essenzialmente dai campi elettromagnetici
emessi da linee elettriche, motori elettrici, trasformatori e generatori
elettromagnetici di vario tipo che possono essere classificati in base al
rischio:
•       Classe 1 (pericolosità elevata): linee elettriche ad alto voltaggio e
trasformatori di grande potenza.
•       Classe 2 (pericolosità media): linee, trasformatori e cabine elettriche a
media tensione.
•       Classe 3 (pericolosità bassa): linee a 220 e 380 V, elettrodomestici,
piccoli motori e trasformatori.
Anche i campi elettromagnetici oltre che dalla potenza della fonte, dipendono
moltissimo dalla distanza del soggetto e in particolare del capo, in questo
caso si può assumere per sicurezza e semplicità una propagazione in ogni
direzione anche se in effetti i campi magnetici sono toroidali più che sferici.
4. Il D.Lgs 81/08 pone di fatto al 30 aprile 2012 l’entrata in vigore delle
norme specifiche sulla protezione dei lavoratori dalle esposizioni ai campi
elettromagnetici. Il 30 aprile 2012 è il nuovo termine, introdotto dalla
Direttiva 2008/46, pubblicata il 26 aprile 2008, per il recepimento della
direttiva 2004/40 a livello nazionale ed Europeo. Ci si riferisce in
particolare alla definizione dei valori limite di esposizione e dei valori di
azione. Bisogna tuttavia considerare che sono immediatamente vigenti le
disposizioni generali sulla protezione dagli agenti fisici, contenute nel Capo
I del Titolo VIII del nuovo testo unico. In particolare l’articolo 180
definisce quali sono gli agenti fisici di interesse della norma, e l’articolo
181- anche tramite il richiamo al più generale articolo 28 sulla valutazione
dei rischi – richiede esplicitamente al datore di lavoro la valutazione dei
rischi relativi a tutti gli agenti fisici e l’adozione delle opportune misure
di prevenzione e protezione, indipendentemente dall’entrata in vigore dei
successivi capi specifici, e con particolare riferimento alle norme tecniche ed
alle buone prassi.
Il vincolo più stringente ad oggi in vigore riguarda pertanto l’obbligatorietà
della valutazione del rischio elettromagnetico (la mancata valutazione del
rischio da campi elettromagnetici è sanzionata già dal luglio 2009).
5. la valutazione del rischio elettromagnetico consiste in cinque fondamentali
step:
a. individuazione delle sorgenti potenzialmente in grado di emettere
contributi al campo elettromagnetico di intensità non trascurabile per l’
esposizione umana e non conformi a priori, ovvero non comprese tra quelle della
Tabella 1 (Luoghi di lavoro e apparecchiature conformi a priori) di cui alla
norma CEI EN 50499;
b. individuazione delle bande di frequenza dove sono attesi i contributi di
cui sopra;
c. scelta della strumentazione più idonea per l’esame dei segnali
elettromagnetici attesi (periodici, con forma d’onda regolare o complessa,
impulsati, …);
d. misurazione dei livelli di esposizione ed analisi dei dati, secondo le
norme di legge e le norme tecniche, avendo cura di verificare se esistono delle
norme specificatamente indirizzate alla valutazione delle emissioni di campo
elettromagnetico di uno o più dei macchinari/lavorazioni che saranno sottoposti
ad indagine;
e. valutazione del rischio per i soggetti sani e per quelli particolarmente
sensibili, classificazione degli esposti, predisposizione dell’eventuale piano
di azione di sintesi delle misure di protezione e prevenzione da attuare.
La metodologia di misurazione tiene conto della dinamica temporale e spaziale
del campo elettromagnetico da misurare: costante o fluttuante, statico, quasi
stazionario o dinamico, capace di generare un’onda di propagazione o reattivo.
6. esistono varie battaglie sull’elettrosmog tra esse, una sentenza storica
del novembre 2007 poco svelata ai cittadini: “””Dopo 17 anni di ricorsi contro
l’elettrodotto di Forlì Fano, la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza che
farà scalpore. Il verdetto è più che interessante, farà giurisprudenza a
livello nazionale perchè riconosce in modo chiaro la DIRETTA CORRELAZIONE tra
le emissioni elettromagnetiche (elettrodotti a pochi metri dai nuclei
abitativi) e gli effetti sulla salute. RICONOSCIUTO IL DANNO BIOLOGICO con
relativo indennizzo di 170.000 euro più l’obbligo per l’ENEL di spostare i
tralicci, rispettando i limiti di legge attuali e stabilendo il termine ultimo
dell’intervento. Così la sentenza è stata presentata nel corso del TG dallo
stesso avvocato dei comitati locali. Quando la resistenza dei comitati con
l’appoggio di partiti politici sani come l’IdV trova riscontro, viene scritta
una nuova pagina importante contro le esigenze solo economiche delle
multinazionali.
7. L’amministrazione Comunale nel vantare le sue esternazioni “ambientaliste”
sull’aeroporto, non ha mai effettuato valutazioni d’impatto ambientale complete.

Italia dei Valori presenta questa nuova informazione politica  perchè i
ciampinesi vengano informati su tutte le tematiche “sensibili”.

Italia dei Valori di Ciampino

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3 Responses to “Inquinamento elettromagnetico ed acustico a Ciampino”


  1. 1 enrico isidori 19 luglio 2010 alle 20:03

    Ciao,sono Enrico Isidori,e vi sto scrivendo dopo aver visto il vostro ultimo video:OTTIMO !!! Come ben sapete appena ritornato da Londra sono ripartito per New York sempre per motivi di lavoro,ma è come se fossi con voi!!!!Mi tengo aggiornato e so che le idee che il gruppo IDV di Ciampino ha maturato dopo lunghe disamine le state portando avanti nel migliore dei modi.
    La gente deve sapere che nessuna battaglia civile sarà abbandonata per una qualsivoglia convenienza elettorale!!!!
    Tutti a destra come a sinistra devono sapere che non siamo in VENDITA!!!!Ma altrettanto vero che siamo pronti ad un dialogo a 360°per il bene del nostro Comune!!!
    Noi il nostro programma lo abbiamo ampiamente discusso fin dalla fine dello scorso anno,ci siamo piu volte chiariti su quali siano le priorità per Ciampino e tra queste abbiamo già da tempo segnato una scaletta di interventi.Certo ora in Settembre sarà il momento del CONFRONTO ma attenzione a 360°…
    non siamo lo sgabello di nessuno,ma ci riteniamo pronti,e all’altezza per poter partecipare attivamente al governo della città!!
    Buon lavoro ed arrivederci il 6 di agosto
    il cordinatore IDV Ciampino
    Prof Dott Enrico Isidori

  2. 2 silvano venturi 12 novembre 2010 alle 09:18

    Buongiorno, nel complimentarmi anzitutto per le inchieste portate avanti dal gruppo idv nel comune di Ciampino, sono a precisare e contemporaneamente a chiedere un riscontro da parte Vs, riguardo il fatto che in Via Bleriot esiste anche una scuola materna ed elementare. Ciò significa che anche i bambini frequentanti tale scuola sono a rischio? Se fosse così la situazione sarebbe gravissima.
    Grazie

  3. 3 Web Master 13 novembre 2010 alle 11:09

    In merito a quanto scrive Silvano Venturi, si può dire che l’inquinamento da onde elettromagnetiche dipende -in riferimento al grado di pericolosità- da molti fattori:

    1) la frequenza e la intensità del campo elettromagnetico (i tralicci di alta tensione influiscono negativamente per le frequenze che sono usate, ma non quanto la frequenza di un forno a micronde che non influisce negli usi domestici perché è schermato)

    2) Ci si può difendere dall’inquinamento elettromagnetico con schermature in specie nei luoghi chiusi (vedi la tecnica della gabbie di Faraday), ma anche con abiti particolari.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Gabbia_di_Faraday

    3) la distanza tra sorgente e destinatario influisce sugli effetti: maggiore è la distanza e minore è il rischio. Se l’alta tensione è un traliccio che è sulla verticale di una scuola il rischio è massimo.

    4) In studi effettuati nelle università persino il wifi ossia i collegamenti tra i computers sono sconsigliabili -se via radio- perché si osservano disturbi alla salute maggiori. Si possono però usare i collegamenti via cavo tra i computers.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Wi-Fi

    Saluti e felicità,

    Web Master IDV Ciampino


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