“I dati della Banca d’Italia” sul PIL e debito

Andamento del PIL nel 2010

Il debito pubblico (entrate minori delle uscite) -nell’ultimo aggiornamento- era giunto complessivamente (a fine maggio 2010) a 1827 miliardi di euro:

https://enricoisidori.wordpress.com/2010/07/13/debito-pubblico-incrementa-di-15-miliardi-al-mese/

Le ultime notizie sono che il debito (come ogni anno) si è stabilizzato a tale cifra anche a fine giugno 2010 (esattamente 1821 miliardi di euro, vedere gli anni precedenti nel grafico del link indicato).

Ecco la notizia di agenzia:

http://adnkronos.com/IGN/News/Economia/Conti-pubblici-Bankitalia-debito-pubblico-a-giugno-scende-a-1821-mld_820188317.html

Ma la notizia più interessante è contenuta nel grafico seguente che mostra l’andamento del PIL:

http://www.bancaditalia.it/media/comsta/2010/ecoin_0710/Eurocoin_luglio_2010.pdf

Dove troviamo anche il grafico del PIL del 2010 che mostriamo anche noi all’inizio del presente articolo.

Come si vede nel 2° trimestre 2010 il PIL (prodotto interno lordo) è stato intorno allo 0,4% .

Se non che la media europea è al 1% e la Germania è al 2.2% del PIL

In definitiva anche rispetto alla media europea non siamo neanche alla metà della ricchezza prodotta in media in europa, mentre abbiamo uno dei debiti pubblici più alti nel mondo.

Del perché l’Italia non stia ancora peggio della Grecia e della Spagna è semplice: il sistema bancario sfrutta il denaro depositato nelle banche dai piccoli risparmiatori e gli concede tassi di rendimento infimi, in genere sotto l’1%, mentre solo alcuni istituti concedono un tasso intorno al 2% ma per i conti correnti on line, in cui il “cartello” che impedisce una reale concorrenza sugli sportelli fisici, non regge di fronte al fatto che istituti non solo italiani –nell’offerta on line– offrono condizioni meno leonine, facendo così che il web anche nel caso dei piccoli risparmiatori sia un ancora di salvezza per avere dei tassi adeguati sul proprio conto corrente.

L’assenza di una politica di investimenti e per la ricerca -del governo oggi in carica con a capo Mr B- ci sta spostando però da uno dei paesi a più alta industrializzazione a divenire -invece- un paese del terzo mondo (si veda il fatto che la Fiat apre stabilimenti all’estero e non in Italia).

L’italia continua -quindi- a scivolare nella crisi in modo peggiore degli altri a causa di un governo che si interessa (tramite i giornali e i media  della famglia Berlusconi) se Gianfranco Fini abbia comprato mobili per la sua compagna !! .. e in un opera di uso dello spionaggio per screditare -senza pezze di appoggio- chi non la pensa come Mr B.

Lo stesso linguaggio politico teorizza -con Stracquadanio (deputato PDL)- il “trattamento Boffo” (ex direttore di giornale fatto bersaglio dai media Berlusconiani) come la tecnica di usare la stampa e i media per distruggere qualcuno che non è allineato.

In una crisi mondiale senza precedenti -nella crisi del turbocapitalismo- lo stesso Montezemolo (che pure è un industriale) afferma che “Berlusconi ha deluso” chi aveva aspettative che risollevasse l’occupazione e il benessere in modo diffuso, poiché la politica si esaurisce a parare gli scandali delle riunioni private per come gestire i soldi pubblici, le nomine, il potere.

Purtroppo in una situazione di quasi monopolio della informazione le persone non sono direttamente informate della realtà dei fatti, e ciò è una anomalia che può portarci ad una situazione sempre più difficile, non essendovi una seria opera di sorveglianza sull’operato del governo, eccettuati pochi casi minori.

Ecco perché inviatiamo chiunque abbia modo di informarsi su internet, e grazie al web, di svolgere una funzione di informare le persone che gli sono vicine.

Può sembrare poco, in riferimento alla singola persona, ma è una azione che se diviene capillare ed estesa è un grande contributo a potere conoscere i fatti e poterli valutare.

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1 Response to ““I dati della Banca d’Italia” sul PIL e debito”


  1. 1 Fabio V. 8 settembre 2010 alle 11:13

    Scrivo in un giornale di paese, e in tutte le uscite cerco di diffondere i dati economici “reali”!
    E’ difficile contrastare Silvio B. e i suoi media!
    Ma c’è la necessità di perseverare, continuare a lottare, disposti ad affrontare anche i mulini a vento, se necessario!
    Io, voglio poter guardare mio figlio negli occhi, e potergli dire in futuro che anche io nel mio piccolo non mi sono chinato supinamente a questo modo di fare politica!
    Noi non abbassiamo lo sguardo, manteniamo la testa alta e combattiamo le nostre battaglie per avere un Paese migliore!


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