Conferenza a Ciampino il 9 febbraio 2011 sulle ultime modifiche alla Legge Regionale sul Piano Casa

Conferenza a Ciampino il 9 febbraio 2011 sulle ultime modifiche alla Legge Regionale sul Piano Casa

  • Oggetto: ultime modifiche alla legge regionale sul Piano casa
  • Dove: Ciampino Sala dei Convegni, Via del Lavoro 59
  • Quando: Mercoledì ore 17:00
  • Interverranno:
  1. Adalberto Ferrante Membro del “Comitato Tecnico per il Territorio” Assessorato all’Urbanistica della Regione Lazio
  2. Claudio Evangelisti Dipartimento Ambiente, Territorio e Infrastrutture
  3. Domenico Boiano responsabile Politiche Urbanistiche IDV Ciampino
  4. Enrico Isidori Coordinatore di IDV Ciampino
  5. Elio Santoro Candidato a Sindaco alle Amministrative 2011

Ricostruzione storica:

 

Il cosiddetto “Piano Casa” è una iniziativa originariamente del Governo Berlusconi.

Come si evince dal seguente documento:

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/casa_piano/

In realtà il “Piano Casa” è un programma di governo ..

cit

che prende il nome di “Piano casa” ed è stato lanciato dal presidente del Consiglio Berlusconi il 6 marzo 2009 con l’intento di rilanciare – in un periodo di crisi – un settore chiave per la nostra economia come l’edilizia.

Entrambi i piani hanno bisogno per essere realizzati dell’accordo con le regioni e le province autonome riunite nel tavolo di confronto istituzionale che è la Conferenza Stato-Regioni.

Dice inoltre il governo:

cit

Piano casa

Per rilanciare un settore chiave della nostra economia quale è l’edilizia e, nello stesso tempo, andare incontro alle esigenze delle famiglie italiane, tenuto conto che l’85% vive in case di proprietà, il Presidente del Consiglio ha lanciato il 6 marzo, nel corso di una conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri n.40, la proposta di un Piano casa consistente in due progetti: il primo dà la possibilità al singolo cittadino di effettuare interventi di ampliamento e/o ricostruzione della propria abitazione. Il secondo, riguarda la semplificazione delle procedure burocratiche inerenti lavori di edilizia.

Sul primo progetto, è intervenuto l’accordo tra Stato e Regioni sottoscritto il 31 marzo scorso. In base all’accordo, le Regioni si erano impegnate ad approvare proprie leggi in materia urbanistica contenenti eventuali aumenti di volumetria e/o la possibilità di demolizione e ricostruzione. Sono dodici finora le regioni che hanno approvato proprie leggi in attuazione dell’accordo con il governo.

Riguardo al secondo progetto, invece, sul decreto legge di semplificazione approntato dal governo non c’è ancora l’intesa tra governo e regioni.

Esaminiamo ora la situazione della Regione Lazio:

La legge regionale che attualmente norma cosa sia previsto è

LAZIO LR 11 AGOSTO 2009, N. 21

Misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per

l’edilizia residenziale sociale

Bollettino Ufficiale della Regione Lazio del 21 agosto 2009, n. 31, s.o. n.

142

testo completo:

http://prezzari.livecommerce.it/PONTEWEB/news/Lazio_pianocasa.pdf

Il quadro nazionale di tutte le leggi regionali attive al link seguente:

http://www.pianocasa2009.com/docs/ANCE_Piano_casa_riepilogo_31-1-2011.pdf

Dal seguente documento semplificativo ed illustrativo:

http://www.professionearchitetto.it/news/prog/notizie/507.aspx

I PUNTI PRINCIPALI DEL PROVVEDIMENTO:

Premi di cubatura e interventi di demolizione-ricostruzione

E’ la parte del piano casa direttamente collegata al protocollo di intesa Stato-Regioni voluto dal governo Berlusconi.

Sono esclusi da qualsiasi tipo di intervento i centri storici, le aree naturali protette, le zone a rischio esondazione, le zone sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta, le fasce di rispetto dei territori costieri, dei fiumi e dei laghi.

Potranno ampliare la loro casa del 20 per cento, i proprietari di immobili a uso residenziale, con volume non superiore a 1.000 metri cubi.

L’incremento massimo per l’intero edifico sarà pari a 62.5 metri quadrati.

Il “premio di cubatura” (in questo caso del 10 per cento) si applica anche agli edifici a destinazione non residenziale per artigianato e piccola industria con superficie non superiore a 1.000 metri quadrati.

L’immobile dovrà mantenere la stessa destinazione d’uso per 10 anni.

Per quanto riguarda le zone agricole, potranno usufruire dei benefici previsti dalla legge solo i coltivatori diretti, gli imprenditori agricoli a titolo professionale e i loro eredi.

L’ampliamento sarà possibile costruendo a lato dell’edificio esistente.

Sono escluse le sopraelevazioni, fatta la salva la possibilità di realizzare un nuovo tetto o modificare l’esistente al fine di rendere abitabili i sottotetti, come previsto dalla legge regionale approvata di recente.

Tutti gli interventi dovranno rispettare le norme antisismiche e la legge regionale in materia di bioedilizia.

Gli edifici non devono essere abusivi e devono essere dotati del fascicolo di fabbricato.

Ove non sia possibile la realizzazione delle opere di urbanizzazione secondaria (parcheggi, servizi ecc) è ammessa la monetizzazione, con un incremento pari al 50 per cento degli oneri concessori.

Nelle borgate gli oneri saranno utilizzati direttamente dai consorzi di auto recupero.

I Comuni potranno ridurre del 30 per cento l’importo degli oneri concessori se l’intervento riguarda la prima casa.

I premi di cubatura sono aumentati (rispettivamente al 35 e al 20 per cento) nelle zone a più alto rischio sismico, per favorire gli interventi di messa a norma.

Per quanto riguarda, invece, gli interventi di demolizione-ricostruzione, il premio di cubatura sale al 35 per cento: se vengono realizzate nuove unità immobiliari, il 25 per cento di queste deve essere destinato alla locazione a canone concordato.

Sarà possibile realizzare una cubatura maggiore (il 40 per cento) se la demolizione-ricostruzione sarà realizzata tramite un concorso di progettazione, a patto che l’intervento sia realizzato sulla base del progetto vincitore.

Sono infine previsti interventi per il recupero a fine residenziale dei volumi accessori degli edifici (ferme restando le limitazioni rispetto al volume complessivo dell’edificio stesso).

Per avviare i lavori basterà una dichiarazione di inizio attività (Dia), se la demolizione-ricostruzione interessa un complesso con volume superiore ai 3.000 metri cubi sarà necessario il permesso di costruire.

Le Dia dovranno essere presentate entro due anni dall’entrata in vigore della legge.

La regione Lazio sta esaminando in questi giorni modifiche alla suddetta legge ed è prevista la votazione finale degli emendamenti il giorno 8 febbraio 2011.

La nota politica:

Italia dei Valori non è contro il costruire, perché le case servono per avere almeno un tetto sopra la testa, oltre che per le attività commerciali, industriali, la cultura, lo spettacolo etc.

La nostra politica è però di uno sviluppo a misura d’uomo che curi che vi debba anche essere la tutela di spazi verdi a garanzia della possibilità di potere respirare aria pura e non soltanto inquinata dal traffico, dalle caldaie per riscaldamento, dagli scarichi industriali, dagli inceneritori, dagli inquinanti chimici nella terra, nel mare, nel cielo.

Siamo contrari alle centrali nucleari, ad esempio, perché necessita un grande principio di responsabilità nella gestione dei processi industriali ad alto rischio per la salute pubblica, e un governo come quello attuale del “tra 3 giorni non ci sarà più la mondezza a Napoli” è un governo della propaganda e della demagogia di dire una cosa e non sapere assumersi le responsabilità, né acquisire le competenze necessarie come ad esempio nel caso della proposta sul nucleare.

Non IDV, ma Carlo Rubbia, afferma che il nucleare, se non sarà modificato nella risoluzione delle scorie radioattive, è non solo pericoloso ma antieconomico. Già oggi più costoso del solare, ad esempio.

Necessita un concetto di sviluppo sostenibile in cui si studino i fenomeni prima di avere creato dei disastri ambientali, lasciando in particolare a Ciampino (che ha una densità abitativa il doppio che nel comune di Roma) una distribuzione della edificazione in modo che sia lasciato il verde e non si congestioni il territorio rendendone impossibile l’attraversamento per il numero di autovetture, di insediamenti abitativi. Non si deve lasciare campo libero all’abusivismo e invece va prevista la pianificazione del PRG (Piano Regolatore Generale) in cui dovrebbero essere indicati i servizi, gli insediamenti, il verde.

Nel 1993 -nel suo primo condono- Berlusconi disse che i soldi raccolti dagli abusi edilizi sarebbero stati usati per realizzare i nuovi piani regolatori e i servizi associati a ogni sviluppo programmato essendo lo sviluppo del diritto di edificazione non a macchia di leopardo, ma armonico e per zone di destinazione, e teoricamente anche per l’introduzione di parchi, zone vincolate al verde.

Oggi nel 2011 vi sono ancora comuni che non sono dotati di piano regolatore generale da 50 anni, e giocano ad un mercato delle vacche in cui è il singolo che deve trovare i suoi santi in paradiso al comune e/o alla regione per varianti di piano particolareggiate perché non si è capaci di emanare strumenti in cui “La Legge è uguale per tutti”.

Il Berlusconismo è divenuto la elegia dell’ABUSIVISMO.

ITALIA DEI VALORI si batte perché ci si riferisca alle leggi in cui il diritto sia lo stesso per tutti e si abbia il criterio di cautela.

Non deve cascare la casa in testa agli studenti de L’Aquila perché manca una colonna o il ferro non è quello previsto dalle norme nei pilastri.

Le leggi ed il rispetto delle leggi consentono la convivenza civile!

La barbarie è invece modificare o abolire le leggi senza un processo razionale in cui anziché l’esame razionale valga la sopraffazione e la violenza.

Non ci piace né di arrivare alla situazione dell’Egitto e né della Tunisia.

Ciascuno deve potere partecipare alla cosa pubblica senza pensare di usare se non la legalità e i processi democratici.

Alcune coseguenze di derogare alla legge nel settore AMBIENTALE:

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